Recensioni
1. Daisy Jones & The Six, Taylor Jenkins Reid
2. Touch di Baltasar Kormákur
3. Carrie Soto is back, di Taylor Jenkins Reid
4. Arcane II
5. Frankenstein, di Mary Shelley
6. Cercasi amore per la fine del mondo
7. Viva Las Vengeance – Panic! At The Disco
8. Recensione del “Donald” di Massini-24/04/2026

Stefano Massini è sbarcato al teatro Bonci con un nuovo character study, questa volta sull’uomo più biondo del mondo: “Donald. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man”. Uniradio ha assistito allo spettacolo del 24/04/2026.

Accompagnato da un’orchestra di 4 elementi, Massini porta lo spettatore per mano fin dai primissimi attimi della vita del più controverso presidente degli Stati Uniti dell’era contemporanea, concentrandosi con uno sguardo quasi chirurgico sulla psiche della famiglia e delle figure formative. Nella parte centrale dello spettacolo, viene messo in scena il controverso rapporto con Roy Con, avvocato di New York, molto più di un mentore, forse l’unica persona che Trump abbia mai chiamato “amico”.

Tutto questo contornato da una scenografia minimale e brutalista, che esplode e diventa più sfarzosa con il crescere della storia e dell’ego di Trump.

Massini, come negli altri suoi spettacoli, procede per parabole e ripetizioni. Un evento minimo nella vita di Donald J. diventa la base su cui costruire la sua intera personalità. Ecco che il capitano della squadra delle superiori rappresenta la sua idea del potere; ecco che un lampione qualunque lo illumina come San Paolo sulla via di Damasco, insegnandogli per sempre come si conduce un affare. Tutti gli eventi che vengono raccontati, con la dovuta distorsione della messa sul palco, sono tratti dai discorsi che Trump ha rilasciato nei comizi e nelle interviste. L’istrionismo che caratterizza tutta l’opera è un lascito della sua fonte principale. Massini ha aggiunto un certo distacco, un’ironia necessaria a contestualizzare le esagerazioni. Questo previene il testo dall’essere un’agiografia, risultando invece un’efficace critica al potere. Massini è però troppo preoccupato dall’idea che lo spettatore possa interpretarlo ambiguamente, suggerendo sempre che cosa pensare e quando pensarlo. È un atteggiamento che può risultare fastidioso, ma ci fa comunque piacere che il teatro si schieri apertamente contro certi personaggi.

Lo spettacolo è diviso in 10 capitoli. Proprio nel nono segnaliamo quella che per noi è una grave mancanza, ovvero il periodo degli anni 2000, dove il nostro Golden Boy ha condotto e prodotto con successo il reality show ‘’The Apprentice’’ per ben 14 stagioni. In TV ha giudicato centinaia di giovani aspiranti manager americani, aumentando esponenzialmente la sua popolarità e costruendosi un’immagine pubblica di imprenditore vincente e carismatico, utile ad essere ospitato in numerosi programmi, dal pro-wrestling alle tribune politiche, oltre che a raccogliere ampi consensi tra le diverse classi sociali che costituiranno la base del suo elettorato.

Nonostante le critiche che sono presenti in questo articolo, ci sentiamo di promuovere lo spettacolo nel suo complesso. Francesco gli dà 4 camparini su 5, a cui Sofia Luce ribatte con un 3,5. Vi suggeriamo di recuperare il testo per intero (è stato pubblicato di recente dall’Einaudi) e di cercarvi i suoi spettacoli precedenti, soprattutto Lehman Trilogy. Cheers.

Francesco, Sofia Luce

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