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Diario Di Una Matricola

8 gennaio

Il fatidico viaggio verso la sessione invernale è iniziato.. ma vi vorrei parlare di due diversi tipi di viaggio, anzi, di due parti di uno stesso viaggio:


la prima inizia dopo la “breve” ma intensa transizione mentale altrimenti conosciuta come

sono iniziate le vacanze di Natale per qualche giorno non studio ma solo qualche giorno perché non voglio trovarmi a studiare tutto insieme.

Lasciate adesso che vi spieghi le virgolette che accompagnano la parola “breve”: la fase precedentemente descritta finisce inevitabilmente per trascendere lo spazio, il tempo e la nostra volontà, trascinandoci in quel, fin troppo lungo, letargo delle vacanze.

L’infondata credenza di “avere tempo per studiare” termina allo scattare della mezzanotte del 31 dicembre, ma in quel preciso istante a ben pochi l’alcol permette di entrare in possesso di questa consapevolezza, lasciando quindi che il panico, i sensi di colpa e l’autocommiserazione si presentino da metà pomeriggio del 1 gennaio (facciamo il 2 se l’avete presa grossa).

In questo momento ha inizio la seconda parte del nostro viaggio: la fase fisica, materiale, la camminata della vergogna. Dopo aver provato per qualche giorno a studiare, ci convinciamo che nel nostro piccolo universo da fuori sede, lontani da amici, parenti, cenoni e quant’altro, saremo in grado di riuscire ad accettare e vincere questa sfida.
Oggi vi scrivo mentre affronto proprio questa seconda fase del nostro viaggio, su un treno in ritardo, con accanto un bambino che piange e ancora 10 capitoli da studiare.

Buona fortuna per gli esami e buon anno raga!

tori

 

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