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TI SFIDO A LEGGERMI FINO ALLA FINE

Complimenti per aver accettato questa dura sfida. Giuro che sarò clemente con il vostro povero cervello già abbastanza provato da questa vita frenetica. Sappiate che siete in pochi eletti a partecipare alla mia tortura, visto che la maggior parte delle persone neanche l’ha aperta questa pagina. Leggere un articolo (o un libro) è ormai un’attività in disuso che solo pochi nostalgici svolgono in questi tempi difficili. Ma non va meglio neanche per chi questa pagina l’ha aperta, magari perché incuriosito dal titolo mentre scorreva su e giù in un loop automatico sul proprio smartphone.

Analisi di Chartbeat che descrive quanti pixel di un articolo legge effettivamente un lettore medio. La percentuale di lettori cala subito dalle prime righe in poi e aumenta con le immagini a fine testo.

Un’analisi di Chartbeat indica che solo il 5 % delle persone riesce a leggere un articolo intero fino all’ultima parola, a meno che di lettori ne siano rimasti, ovviamente. Infatti il 25 per cento dei ”lettori” smette di leggere la pagina addirittura prima di arrivare al vero testo dell’articolo. A molti di loro basta un titolo e qualche immaginetta per condividere l’articolo. Quindi nel resto dell’articolo avrei potuto scrivere una serie di supercazzole e probabilmente solo in pochi se ne sarebbero accorti. Per leggere, e in generale comprendere il significato di uno stimolo è necessaria un’adeguata soglia attentiva. L’attenzione è un processo cognitivo che permette di selezionare solo alcuni degli stimoli a disposizione nell’ambiente. Alcuni verranno percepiti dai nostri sensi a differenza di altri che saranno ignorati. Ma il nostro cervello, pur essendo molto potente, ha una capacità di elaborare informazioni limitata in termini di numerosità e di durata.

Scommetto che stai già provando un leggero malessere nel vedere tutte queste noiosissime parole messe in riga una dopo l’altra, e la tentazione di chiudere la pagina per rispondere al messaggio WhatsApp appena arrivato è forte.

Fino a mezzo secolo fa, gli stimoli nell’ambiente erano molto limitati e i pochi libri o giornali a disposizione rappresentavano un’occasione preziosa per conoscere e informarsi riguardo al mondo. Oggi con la rivoluzione digitale tutto è rapidamente connesso e gli stimoli da elaborare sono in esponenziale aumento rispetto al passato. Il cervello di un uomo del XXI secolo, quotidianamente bombardato da suoni o immagini, deve faticare maggiormente per distribuire le sue risorse sui diversi stimoli, la maggior parte distrazioni insignificanti. La dannosa rincorsa della società al multitasking deriva infatti dall’esigenza di elaborare contemporaneamente più informazioni per svolgere molteplici azioni nel minor tempo possibile. Ma cercare di prestare attenzione a più stimoli simultanei richiede un enorme dispendio di energie che rende l’attenzione sostenuta effimera e volatile. Il multitasking lasciamolo ai computer ; l’uomo non è in grado di eseguire diversi compiti in serie poiché deve ogni volta ”switchare” da un compito all’altro.

«Ciò di cui si nutrono le informazioni è abbastanza ovvio: l’attenzione dei loro destinatari; da questo deriva che l’abbondanza di informazioni provoca una povertà di attenzione»

Così nel 1971 il premio Nobel Herbert Simon

 

Viviamo in un mondo stracolmo di stimoli a differenza del passato quando le immagini o le informazioni erano difficilmente reperibili.

Secondo uno studio di Microsoft la nostra attenzione media è in calo rispetto al 2000. Da 12 secondi, la nostra soglia attentiva media è scesa a 8 secondi che risulta addirittura inferiore ai 9 di soglia attentiva del pesce rosso. Le generazioni a venire potrebbero essere sempre meno abituate ad una lettura profonda, perché distratti in continuazione da banner, video, link ed e-mail. Emblematico è il risultato di un’altra ricerca che mostra come una persona mediamente ogni trenta minuti prende in mano il suo smartphone in modo quasi automatico.

D’altronde con l’avvento degli smartphone su cui ormai si fa qualsiasi cosa, anche la modalità di lettura ha subito una radicale trasformazione. I pixel degli ebook e le testate online stanno ormai sostituendo la carta dei libri e dei giornali. La diffusione delle notizie avviene principalmente sul web e sui social network dove però chiunque può generarle senza una netta distinzione tra fonti autorevoli e fonti del tutto inaffidabili. Vista la rapidità di scorrimento che contraddistingue gli utenti disattenti della rete, le immagini immediate come i meme o testi elementari ad alta intensità emotiva sono i contenuti che attirano maggiormente l’attenzione, a differenza di chi produce contenuti di qualità più alta.

Infatti il web pullula di contenuti spazzatura o pubblicità inutili che accompagnano qualsiasi attività voi facciate online. Ma solo pochi sono consapevoli del valore economico dell’attenzione che prestiamo quotidianamente online. I social network guadagnano alle nostre spalle vendendo agli utenti pubblicitari le quantità maggiori possibili di attenzione, compresi i dati che riguardano i nostri interessi personali. Oggi non ci sono più le piazze, ma i social network che offrono maggiore visibilità e controllo della diffusione delle informazioni. Tant’è che i successi elettorali di Trump negli Usa, di Salvini (bacioni a lui a proposito) in Italia, hanno alla base una vera e propria strategia di propaganda sul web. Il messaggio politico, espresso mediante semplici immagini e fake news confezionate ad hoc da siti improbabili, polarizza il pubblico sempre più incapace alla critica e al giudizio. In un mondo dove la gente non legge e non si informa più, si corre il rischio che teorie complottiste o notizie falsate prendano il sopravvento sui social per fomentare determinate ideologie politiche.

Di IFLA – http://www.ifla.org/node/11174, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=57064398

A questo punto dell’articolo solo i fedelissimi saranno rimasti, magari qualche amico chissà. Dico proprio a voi non cedete a questo mondo che vi vuole superficiali e disattenti. L’attenzione è una risorsa preziosa che va gestita, appunto, con attenzione! Qualora questa venisse a mancare la nostra mente faticherebbe a funzionare come dovrebbe. Quando si è attenti si è in grado di comprendere un concetto,ricordare meglio le cose e leggere questo lungo articolo fino alla fine. Leggere è un’attività che ci rende liberi, un atto di resistenza contro l’ignoranza che dilaga. Trovate il tempo per informarvi, non sarà mai tempo perso.

Pasquale Simone

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