Viaggiare è una delle scelte migliori che si possano prendere nella propria vita:            immergersi in una città nuova, nei suoi ritmi e nei suoi spazi, confrontarsi con una nuova lingua (anche restando in Italia certe volte) e con chi la parla, assaggiare cibi nuovi, perdersi totalmente ed essere felici di averlo fatto. 

Essendo io appassionata d’arte, le città che mi hanno conquistato non possono che essere città cariche di arte, quella che riesci a percepire in una semplice passeggiata nel centro; città come Roma, Firenze o Barcellona.

L’aria che respiri a Barcellona è quella del modernismo, quella dei rivoluzionari del ‘900: Joan Mirò, Antoni Guadì, Picasso, Salvador Dalì, ma non solo.

Al centro della città sorge il Parc de Montjuic, un enorme parco che costituisce il polmone verde della città dove, oltre a numerosi giardini, sono presenti ricostruzioni di teatri greci, il Museo Nacional d’Arte de Catalunya, il vecchio castello medioevale, un cimitero ebraico, la Fondaciò Joan Mirò, creata dall’artista stesso con più di 10.000 sue opere, la Funicolar dalla quale puoi vedere tutta la città e ti porta fino al mare. La sera, proprio  davanti alla scalinata principale del parco, puoi assistere allo spettacolo della Fuente Magica, che riesce a incantare chiunque con un semplice gioco di luci, acqua e musica.

Se ciò non bastasse ci sono ancora da visitare la Plaza Real, la Pedrera, Casa Battlò, la Sagrada Familia (la cui costruzioni finirà probabilmente quando saremo tutti vecchi e rachitici) e più di tutti il Park Guell, al quale, a parer mio, bisognerebbe dedicare un giorno intero.

Barcellona è quella città in cui anche i lampioni e le panchine sono forme d’arte, in cui ogni quartiere ha la sua festa e senza rendertene conto, in pochi metri, passi dal religioso silenzio di un parco alla caos di una festa in strada.

È quel posto in cui mangerai tapas fino a scoppiare, berrai sangria fino a ubriacarti felice, vedrai molti più vecchi che giovani fare aperitivo nei bar colorati e chiassosi, ti stupirai per quanto sono indipendenti i suoi abitanti eppure allo stesso tempo così accoglienti. Abitanti che tu non incontrerai mai in centro perché è un “luogo da turista”, inutilmente affollato. Dovrai andare nei quartieri residenziali, anche quelli comunque pieni di vita, dove inevitabilmente ti perderai perché le strade sono tutte uguali, per via della particolare trama urbana della città.

Barcellona è quella città che segue i tuoi ritmi, perché prima delle 3 non va a dormire e prima delle 10 non si sveglia, è quella città dove puoi trovare tranquillità e vita, pace e allegria sfrenata.

È quel posto in cui, nonostante tutto il caos cittadino, potrai ancora sentire l’odore del mare.

È quella città che ami, perché non puoi non amarla.                  

 

Chiara Cabras