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IL DECENNIO BREVE

3..2…1..e anche quest’anno è giunto al termine. Non solo, dal primo gennaio entreremo diretti negli anni Venti di questo terzo millennio che sembra correre all’impazzata. Pensate un attimo a tutti gli eventi storici e ai progressi tecnologici raggiunti solo in questi ultimi dieci anni. Non solo rivoluzioni tecnologiche, ma un continuo susseguirsi di avvenimenti, lotte sociali e ripetuti ribaltoni politici ed economici, colpi di scena che in altre epoche avrebbero avuto uno svolgimento su più anni. Lo stesso vale per le tendenze culturali come la musica e la moda che sembrano evolversi giorno dopo giorno ad un ritmo mai visto prima. Non facciamo in tempo ad acquistare un’auto o uno smartphone che solo dopo pochi mesi ce ne saranno altri sul mercato, con nuove sorprendenti funzionalità rendendo obsoleti i nostri acquisti. Sarà che in tutta questa frenesia, non abbiamo neanche il tempo di soffermarci un attimo a pensare a ció che ci accade intorno. É per questo che definiremo gli anni che vanno dal 2010 al 2019 come il decennio breve, alla faccia del secolo breve! Questo decennio ci lascerà sicuramente delle immagini indelebili, personaggi e ricordi depositati nella memoria collettiva: negativi o positivi? Sarà la storia e lo scorrere incessante del tempo a dare un giudizio. Quello che noi ora possiamo fare, é provare a ripercorrere insieme con una carrellata di fotografie, gli eventi che abbiamo vissuto in questi dieci anni che ci stanno per lasciare.

LA RIVOLUZIONE DELLA COMUNICAZIONE

In realtà WhatsApp è stata fondata precisamente nel 2009, ma le sue effettive conseguenze sociali, le abbiamo vissute dal 2010 in poi; una vera e propria rivoluzione del nostro modo di comunicare. Lo stato online, le emoticons, le videochiamate e le storie live, anni prima erano pura fantascienza. La facilità e la rapidità di comunicazione, a cui ormai oggi siamo abituati, hanno trasformato ogni aspetto della nostra società. Guardate la Cina, con il corrispettivo We Chat che consente di effettuare pagamenti e prenotare servizi: dall’appuntamento dal medico, al pagamento della bolletta dell’elettricità o persino, per avviare le procedure di divorzio. Insomma, in Cina il futuro è già presente, con i social che dominano la vita delle persone, diventando mezzi indispensabili per vivere; se scegli di restarne fuori, la vita per te sarà complicata, non solo nella sfera privata ma anche nel lavoro. Intanto, da noi Facebook continua ad inghiottire app di vario tipo, ricordiamo l’acquisizione di WhatsApp e Instagram. Eppure, il ”gigante blu dei social” è stato protagonista del più grande scandalo di questi anni. Il caso Cambridge Analytica, a cui è stato permesso accedere a dati sensibili degli utenti Facebook, rivenduti a terzi per influenzare gli esiti delle votazioni negli Usa e il referendum per la Brexit.

TERREMOTO DI HAITI

Il 12 gennaio 2010, l’isola di Haiti viene sconvolta da un terremoto catastrofico di magnitudo 7.0 che ha provocato il più alto numero di morti in un sisma, circa 230000, con più di 3 milioni di persone ferite o coinvolte che hanno perso la casa. Il terremoto ha peggiorato la situazione della popolazione, una delle più povere al mondo. Pensate che oggi, su circa 9 milioni di abitanti, l’80% vive sotto la soglia di povertà. Dopo 10 anni, la ricostruzione è ancora in una fase di stallo, considerando che il 75% delle case sono di latta, legno e cartone, e mancano impianti igienici, acqua potabile e cibo.

PRIMAVERA ARABA

Il 17 dicembre 2010, Mohamed Bouazizi si dà fuoco in segno di protesta per il sequestro della sua bancarella e le violenze subite dalla polizia tunisina. È la scintilla di una rivolta che si é propagata in tutta la società araba, culminata nella cosiddetta Primavera Araba.
Le proteste si espansero rapidamente in tutti i regimi arabi: Siria, Libia, Tunisia, Yemen, Algeria, Iraq, Bahrein, Giordania e Gibuti. In misura minore furono coinvolti anche Mauritania, Arabia Saudita, Oman, Sudan, Somalia, Marocco e Kuwait.
La popolazione chiedeva più democrazia e libertà, dopo anni di regimi dittatoriali e privazioni di libertà e diritti . Le donne furono parte importante della rivolta che si diffuse rapidamente grazie all’uso dei social network. In alcuni stati caddero dittatori come Gheddafi in Libia, Ben Ali in Tunisia. Purtroppo in seguito, le proteste si esaurirono e sfociarono in sanguinose guerre civili, vedi i conflitti in Libia e in Siria, mentre in altri paesi furono instaurati governi illiberali molto simili alle precedenti dittature, vedi in Egitto. Ma le speranze del popolo arabo non si sono ancora spente definitivamente, vista la seconda rivoluzione araba avviata nel 2019, tutt’ora in corso in Iraq, Iran, Libano, Sudan e Algeria.

L’ERA DEI DUE PAPI

11 febbraio 2013, a sorpresa il papa Benedetto XVI annuncia al mondo le sue dimissioni, evento rarissimo nella storia della chiesa. Gli anni precedenti alle dimissioni sono stati segnati dagli scandali degli abusi sessuali nei confronti di minori, perpetuati da uomini di chiesa. L’omosessualità, la corruzione e i sospetti di riciclaggio di denaro sulla Banca del vaticano (IOR) , il cosiddetto Vatileaks, fecero emergere una profonda divisione e ipocrisia all’interno della chiesa. Il suo successore, papa Francesco, é il primo papa gesuita proveniente dal Sud America, con una visione più aperta rispetto al suo predecessore. Il suo papato ha riportato al centro della chiesa tematiche come la povertà, l’accoglienza verso gli immigrati e l’ecologia professata nell’enciclica ”Laudato si”’, contro i cambiamenti climatici. (Foto Osservatore Romano)

STRAGE DI MIGRANTI A LAMPEDUSA

(Operazione Mare Nostrum, salvataggio di naufraghi a bordo di un barcone da parte della fregata FREMM Bergamini della Marina Militare. 2014-06-07 © Massimo Sestini)
Il 3 ottobre 2013 vicino Lampedusa affonda un barcone partito dalla Libia, portando con sè nel profondo del Mediterraneo 368 persone (accertate) che perdono la vita. È una delle più grandi stragi del Mediterraneo. Tra il 2014 e il 2019, almeno 15000 persone sono morte nel Mediterraneo, cercando di raggiungere l’Europa per garantirsi un futuro migliore, negato nei paesi da cui fuggivano. In questi anni, le guerre in Siria e in Libia hanno provocato una migrazione di massa che ha messo in crisi le politiche europee riguardanti l’immigrazione e il concetto stesso di confine dell’Unione Europea.
La questione è stata sfruttata e strumentalizzata da partiti sovranisti della destra europea che si sono opposti ad un sistema comune di accoglienza preferendo alzare muri, vedi Ungheria; e là dove non fosse possibile erigere muri, impedire a tutti i costi l’arrivo di rifugiati, generando una campagna discriminatoria nei confronti degli immigrati e le Ong.

BREXIT

Il 23 giugno 2016 è un giorno storico per il Regno Unito. La popolazione britannica, seppur spaccata in due con il 51,89% contro il 48,11% dei votanti, ha deciso di lasciare l’UE. Alla fine hanno vinto i timori nei confronti dell’immigrazione, la volontà di controllare in modo indipendente il proprio commercio e l’insicurezza sul lavoro. Sull’esito del referendum pesa come un macigno la campagna di fake news e influenze da parte di Cambridge Analytica che ha portato ad un risultato clamoroso e un’instabilità politica mai vista nel Regno Unito. I cittadini inglesi delle grandi città come Londra, ma anche Scozia e Irlanda del Nord, hanno espresso la volontà di restare in Europa, e chiedono un secondo referendum che ad oggi sembra improbabile. Dopo più di tre anni e due elezioni, la Gran Bretagna non ha ancora raggiunto un accordo per l’uscita con l’Unione Europea, ma dopo le ultime consultazioni che hanno portato alla vittoria dell’euroscettico Boris Johnson, dovrebbe esserci il fatidico divorzio entro il 31 gennaio 2020.

L’ASCESA DI TRUMP

Nel gennaio 2017, il ricco imprenditore Donald Trump diventa a sorpresa il 45esimo presidente degli Stati Uniti. A seguito di una cruenta e controversa campagna elettorale, il candidato repubblicano con lo slogan ”Make America great again” sconfigge la candidata democratica Hilary Clinton, travolta dalla fake news del Pizzagate e dagli scandali sulle e-mail del FBI. La sua presidenza sarà caratterizzata da leggi fortemente restrittive nei confronti dell’immigrazione con lo stop agli arrivi da sette paesi, la costruzione del muro al confine con il Messico (ben 18 miliardi di dollari) e restrizioni che hanno portato ad un aumento del 150 % dei fermi di immigrati irregolari che non avevano commesso reati, con 2000 bambini separati dalle famiglie immigrate deportate. Negazionista rispetto al tema dei cambiamenti climatici, ha portato gli Usa fuori dagli accordi di Parigi sul clima. Ha intrapeso inoltre, una guerra economica nei confronti della Cina al fine di contrastare la sua ascesa economica, con dazi che hanno colpito la maggior parte dell’economia mondiale, in nome di una politica isolazionista.
Il 24 settembre 2019, è stata avviata la procedura di impeachment contro Donald Trump, evento raro nella storia dei presidenti degli Stati Uniti. Gli si accusa di aver fatto pressione sul governo ucraino per avviare delle indagini nei confronti del figlio di Joe Biden, suo avversario politico. Purtroppo, la procedura si prevede non andrà a buon fine vista la maggioranza dei repubblicani al Senato.

LA RIVOLUZIONE VERDE

Una ragazzina di diciasette anni, Greta Thunberg ha gridato al mondo, basta all’inquinamento delle grandi industrie, allo sfruttamento delle risorse della terra senza scrupoli, al petrolio come risorsa energetica. Tutto è partito dai suoi scioperi a Stoccolma, per poi trasformarsi in un movimento globale di protesta giovanile, il Fridays for Future. Milioni di ragazzi e non, sono scesi in piazza chiedendo ai politici un impegno concreto nell’affrontare la crisi climatica in atto. Una riduzione dell’impatto dell’uomo sulle emissioni di CO2, una politica che ascolti gli avvertimenti degli scienziati di tutto il mondo e maggiore giustizia sociale; questi sono i cardini della rivoluzione verde per salvare il futuro dell’umanitá.

LA ”FOTO DEL SECOLO”

Eccola qui, la famosa foto del secolo, anche se propriamente non si tratta di un’immagine, ma di onde radio che gli otto radiotelescopi del progetto Event Horizon Telescope sono riusciti a raccogliere grazie ad un algoritmo. Sono onde elettromagnetiche, emmesse da un disco di gas che precipita dentro l’orizzonte degli eventi di un buco nero, ovviamente invisibili ad occhio nudo. Il buco nero fino a quel momento era un modello matematico, una previsione teorica frutto del genio di Einstein. Ora, dopo un bel pò di tempo, possiamo finalmente dimostrare che la teoria della relatività fosse effettivamente corretta, e magari un domani andare oltre le leggi della fisica che conosciamo per comprendere al meglio i misteri dell’universo.

IL MOVIMENTO FEMMINISTA

Il mondo è donna, il patriarcato deve finire! La coscienza sociale sembra aver fatto spazio in questi anni, dopo i movimenti femministi del Novecento, ad una battaglia per la parità dei diritti tra generi. A seguito delle rivelazioni pubbliche di donne dello spettacolo, si è scoperchiato un vero e proprio sistema di violenze e molestie sessuali nei confronti di donne, in particolare il caso Harvey Weinstein ,fondatore di Miramax, arrestato per molestie sessuali. Di lì é partito il movimento Me Too che ha evidenziato al mondo l’ipocrisia della società maschilista in cui viviamo. Non solo, in tutto il mondo sono nati altri movimenti femministi come “Non una di meno” che lottano per ottenere l’uguaglianza fra generi nel mondo del lavoro e nella sfera privata, ponendo l’attenzione sul fenomeno del femminicidio, triste realtà della nostra società che miete ogni anni migliaia di vittime.

LE RIVOLTE SOCIALI DEL 2019

Hong Kong 2019
Gillet Jaunes, Parigi 2018
Cile, rivolte popolari del 2019
Per concludere, non potevamo mancare le lotte sociali di questo 2019 che sembrano moltiplicarsi a macchia d’olio, a testimonianza di una sofferenza dilagante nel mondo odierno. Dai Gillet gialli in Francia che continuano da più di un anno a bloccare la Francia intera, con lo sciopero ad oltranza dichiarato dalle parti sociali contro le politiche di Macron.
Le proteste della popolazione ad Hong Kong contro il governo filo-cinese che minaccia l’indipendenza e le libertà della regione. Le rivolte in Sud America, con il Cile apripista di una rivoluzione contro il neoliberismo di cui è schiavo tutto il continente americano. Le rivolte già menzionate in Libano, Iraq e nel mondo arabo. Le proteste in Turchia contro il regime dittatoriale di Erdogan, le manifestazioni in India, la rivolta indipendentista della Catalogna, la rivoluzione in Kurdistan e così via. Il motore della storia, ora più che mai appare in movimento e un cambiamento ad oggi risulta necessario. Il nuovo decennio rappresenterà una svolta in positivo per le libertà e i diritti dell’umanitá? Non ci resta che ritornare ad essere protagonisti della storia e smetterla di essere semplicemente succubi di un ingranaggio che ci appare così grande e complicato, ma di cui noi tutti facciamo parte.

Pasquale Simone

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