skip to Main Content
Criticismo Consenziente Alla Musica Inarmoniosa

Lo sviluppo tecnologico e commerciale degli ultimi anni ha fatto sì che si realizzasse una vera e propria rivoluzione musicale. Per quanto l’elettronico esistesse già da tempo, oramai è difficile trovare casi di band, o semplicemente solisti, che, almeno in parte, non utilizzino grossi cavi per creare piccola musica. Di fatto, potremmo definire con un termine desueto per l’argomento, che stiamo procedendo di pari passo al “barocco musicale”. Azzardatissimo, ma gli strumenti sui palchi aumentano sempre più perché si possano creare un ritmo e una melodia che, nella loro complessità, risultino armoniosi.

Un fervente classicista, Giosuè Carducci, ha scritto: “S’innova il secolo / piena è l’etade” mentre esprimeva il suo disappunto nei confronti di quel treno allora simbolo del progresso nell’inno “A Satana”. Ovviamente la critica esposta da quest’ultimo non è riconducibile alla nostra epoca in quanto le menti forgiate in questi decenni sono molto desensibilizzate all’evoluzione tecnica che continua la sua corsa ad una velocità che cresce esponenzialmente per poter raggiungere una stazione di dubbia esistenza, visto che ognuno conosce sempre tutto ciò che lascia alle spalle, bensì è, paradossalmente, impossibile girare lo sguardo in avanti verso l’avvenire. Talvolta Carducci non ha torto nel ritenere piena la nostra epoca, difatti non sono solo le innovazioni ad essere molteplici, tutto ciò che ne consegue è in sovrannumero e continua, come è giusto che sia, ad aumentare; si pensi, in generale, alla grandissima quantità di generi e sottogeneri che sono nati dagli anni ’80 ad oggi.

Purtroppo però, per quanto sia vantaggiosa la tecnologia, non tutti sono in grado di sfruttarla a tal punto da rimpiangere i mitici Eiffel 65 che, nonostante la loro musica goliardica, entravano in ogni testa e non ne uscivano per almeno due giorni.

Bisogna massimizzare l’utilizzo dei prodotti posseduti e, se ciò significa dedicare le proprie canzoni a guerra, politica e quant’altro, che sia fatto, purché sia un ideale ben preciso che non abbia a che fare con soldoni, macchinoni e tutti gli “-oni” che dopo un po’ fanno diventare coglioni, guarda caso.

Matteo Sedile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top