Lunedì 3 febbraio l’odio cesenate è emerso ancora, questa volta a Rimini, durante una partita…
Privilegio di scrivere il primo articolo datato 2018. Questa cosa mi riempie di entusiasmo.
Nell’ultimo pubblicato qui ho parlato di Richard II, spettacolo teatrale andato in scena a Cesena.
Ma questa volta vorrei condividere altro con voi, se me lo permettete.
Capodanno è appena passato, o almeno ufficialmente, visto che i postumi si fanno ancora sentire e non credo di essere il solo. Facciamo i conti con i buoni propositi, con alcuni auguri un po’ falsi e con il cibo (you know what I mean).
Intanto però la sessione invernale è alle porte e inizio già a pensare al rientro. Sento la mancanza dei luoghi che mi hanno accolto ormai tre mesi fa. Non vedo l’ora di riabbracciare i coinquilini e riprendermi gli spazi e i tempi che a casa, in famiglia, con i genitori, sono sempre negoziati.
La mente vaga tra passate e future lezioni in aula magna di Psicologia, alle corse in bici con il freddo e ai caffè alle macchinette.
Mi si scalda il cuore per la felicità ripensando ai compagni di corso e di avventure che sto per rivedere con cui condividere studio, pranzi e scleri vari!
Ci sono amici e amiche con cui continuare il cammino sospeso a dicembre e esperienze da vivere a pieno nella cittadina romagnola. (le cose da fare ci sono, cercate meglio!)
E poi, immaginare di riprendere le attività con le associazioni e i gruppi di cui faccio parte rende ancora più intenso salutare chi rimane in Molise e chi riparte per altre città.
Credo siamo fortunati noi poveri fuorisede nel vivere realtà così diverse nello stesso periodo di vita. Ci permette di confrontarci con il passato, vivere a pieno il presente e proiettarci nel futuro. Certo con tutte le fatiche del caso, ma con una bella scorta di motivazione e di barattoli sotto vuoto.
Il mio augurio sincero per questo fantastico 2018!
Simone Amoruso


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