Qualche giorno addietro ha fatto molto scalpore sulle varie testate giornalistiche il solito, imperturbabile Donald Trump, questa volta coinvolto in una “bizzarra” vicenda.

Il presidente, come d’altro canto hanno fatto i suoi predecessori, ha chiesto in prestito un dipinto al museo statunitense Guggenheim, nello specifico “Panorama con Neve” di Vincent Van Gogh. Di tutta risposta, il curatore del museo Nancy Spector che, evidentemente, non è sulla stessa linea d’onda di Trump, gli ha porto un rifiuto educatamente deciso, offrendogli piuttosto l’opera ormai da un anno esposta e fruita a pieno, sia artisticamente che fisiologicamente parlando, di Maurizio Cattelan: “America”.

Costata circa un milione di dollari, la suddetta è un water interamente d’oro, fatta eccezione per i tubi connessi nella parte posteriore che, per m

otivi idraulici, sono solo placcati in oro. Oltremodo satirica l’opera di Cattelan, ma di certo non è da meno la risposta del curatore.

“Paesaggio con Neve”, Van Gogh

Per quanto possa essere stata provocatoria la proposta del prestito a lungo termine di “America” alla Casa Bianca, è in qualche modo giustificabile il silenzio espresso dalla stessa? “America” è pur sempre un’opera d’arte e per quanto possa essere “una situazione delicata”, come affermato da Cattelan stesso, non credo si possa ovviare alla proposta con l’assordante silenzio di chi a questo punto sembrerebbe applicare la legge non scritta del “chi tace acconsente”, incassando il colpo e l’opera per poi battere un promiscuo scontrino per contrattacco.

Ma adesso, la vera domanda è: come aggirerà il pesante affronto la Casa Bianca? Inutile dire che siamo tutti in attesa di scoprirlo, sperando che non assorba il tutto in un indignitoso mutismo selettivo.

 

Matteo Sedile