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Numeri da record per il festival asiatico, che negli ultimi anni ha conquistato la ribalta mondiale con i suoi ospiti di livello assoluto. Il futuro è già scritto.

Se gli Stati Uniti rappresentano ancora il non plus ultra dell’economia targata EDM, un degno avversario a breve termine potrebbe giungere dall’altra parte del globo.

L’India, da ormai diversi anni, ha conquistato il ruolo di capofila nell’industria della musica elettronica asiatica, più di Corea del Sud e Giappone. A testimoniarne l’espansione a macchia d’olio è il Sunburn Festival, autentico catalizzatore a livello di marketing e affluenza: 350mila persone hanno assistito all’ultima edizione del festival di Goa, che ha ospitato anche Top DJs del calibro di Martin Garrix e Afrojack.

Inoltre, uno stage che non ha nulla da invidiare a quello di Tomorrowland o del faraonico EDC, grazie ad un impianto luci di oltre 230 metri quadrati e 100 casse estremamente efficienti già dal soundcheck.

L’edizione del 2015 è stata probabilmente quella del salto di qualità, grazie alle conferme di Seth Troxler, KSHMR e soprattutto Kygo. L’artista norvegese ha accolto con piacere il panorama musicale indiano:

“È stata la mia prima volta al Sunburn, ho vissuto delle emozioni incredibili. Vedere oltre 300mila persone ai piedi dello stage rappresenta molto per tutti i DJs. Mi auguro che non rimanga la mia unica avventura in India, sono certo che il movimento asiatico crescerà in modo esponenziale.”

 

L’India, d’altronde, sta raccogliendo i meritati frutti dopo una semina di pregevole fattura.

Già gli Swedish House Mafia, durante il One Last Tour, scelsero proprio la Sunburn Arena per congedarsi dai fan asiatici. Il cambio di passo degli ultimi anni, con tutta probabilità, non si fermerà all’ultima edizione del festival.

Il mercato americano, dunque, potrebbe ben presto trovarsi faccia a faccia con il boom indiano. Le indicazioni provenienti dal marketing e dall’appetibilità economica, fino a questo momento, lasciano intendere un’escalation non indifferente.

Mentre l’Europa verte sui due festival principali, la bilancia EDM rischia di spostarsi sempre più verso Oriente.

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