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La Metropolitana Di New York è Ricoperta Di Pizza

I treni che trasportano milioni di persone all’interno e in giro per New York ogni giorno pullulano anche di migliaia di specie di batteri – una parata di forme di vita troppo piccole per essere viste, e che includono tracce di peste bubbonica e antrace.

“Se ci pensi, la metropolitana è come un gigantesco laboratorio dove tutti facciamo esperienza del mondo che ci circonda,” dice Chris Mason, ricercatore di genomica alla Weill Cornell Medical School di New York. Durante una giornata lavorativa, più di 5,5 milioni di persone passano attraverso i tornelli ed entrano quel colosso sotterraneo che è il sistema metropolitano newyorkese. Attaccati a esso si trovano microscopici passeggeri clandestini che provengono dalla superficie. L’eco genetica che si lasciano dietro diventa parte integrante dell’ecosistema della metropolitana.

Per capire meglio la sua composizione, Mason e la sua squadra sono partiti con lo scopo di mappare la vastità del microbioma urbano. Con l’aiuto di tamponi e cellulari, il team ha identificato 15.152 tipi diversi di organismi nascosti su ringhiere, cestini della spazzatura, panchine e biglietterie in 466 stazioni della metro di New York. I loro ritrovamenti sono stati pubblicati questa settimana [nel 2015, N.d.T] sulla rivista Cell System.

Il team di ricerca ha anche scoperto che, a livello microscopico, la metro è disseminata di avanzi – prova di ciò che i newyorkesi amano mangiare. Piccoli rimasugli di cetriolo sono stati il ritrovamento più comune, insieme a tracce di kimchi, crauti e ceci. Batteri associati alla mozzarella ricoprivano 151 stazioni. Altre tracce di ingredienti per la pizza, come salsiccia e formaggio italiano, erano ovunque. (The Wall Street Journal ha trasformato buona parte di questi dati in una mappa cliccabile che permette di esplorare i ritrovamenti di ogni linea.)

Sebbene Mason e la sua squadra abbiano trovato anche particelle di batteri nocivi legati alla peste bubbonica e all’antrace, i livelli erano così bassi da non costituire un pericolo rilevante per gli esseri umani. “L’aspetto importante è che la maggior parte dei batteri che abbiamo trovato è inoffensiva,” ha riferito Mason. Erano molto più comuni i batteri buoni che eliminano le tossine e rendono la metropolitana più pulita. “Rappresentano una schiera di amici che ci circonda,” ha affermato.

La cosa più sorprendente è stata il fatto che quasi la metà del DNA che abbiamo trovato non corrispondeva ad alcun organismo conosciuto all’uomo

mi ha spiegato Mason. “Non ne avevamo mai visti prima, non abbiamo idea di cosa si tratti, almeno fino ad ora.”

Tra più di 10 miliardi di frammenti di DNA sequenziati dal team, circa 5 miliardi erano inspiegabili. Ciò non significa che questi brandelli appartengano a organismi mai visti prima. Piuttosto, dimostra che la libreria dei genomi sequenziati ha ancora molte mensole vuote. Laddove coleotteri e ditteri [le mosche per intenderci, N.d.T] erano più presenti in questi campioni, non vi era presenza di blattoidei – non perché New York non ne sia piena (lo è), ma perché gli scienziati non sono ancora riusciti a sequenziare del tutto il loro genoma. Secondo Mason, una volta che questa informazione diventerà disponibile, i blattoidei saranno meglio rappresentati nel campionamento.

Il prossimo obiettivo del team è quello di rendere più efficiente il processo di raccolta campioni e di sequenziamento dei dati sul campo, in modo da renderlo disponibile in tempo reale. Un tale sistema permetterebbe ai passeggeri della metro, se lo volessero, di rintracciare le minuscole briciole di batteri e particelle di avanzi di pizza sul sedile a fianco. “Vogliamo rendere la città più sensibile alle molecole che sono in essa presenti”, ha detto Mason. “È un po’ futuristico, ma non troppo distante.”

Articolo scritto da Nicholas St. Fleur, pubblicato il 6 febbraio 2015 su The Atlantic. Traduzione di Giulia Renda.

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