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Giroscattando Per Cesena

“Eleganza a cielo aperto”

Un luogo caratterizzato da un’atmosfera fiabesca si nasconde tra le vie della città. Un labirinto di lecci, tigli, magnolie e cedri dal sapore rinascimentale accoglie da tempo le passeggiate dei cesenati. Il verde del parco crea dei cerchi concentrici,il cui centro è una straordinaria opera di architettura urbanistica risalente a più di un secolo e mezzo fa.

Un museo a cielo aperto caratterizzato dalla monumentalità dei busti di cesenati illustri e dalla finezza della ghisa, materiale con cui sono stati realizzati gli elementi di arredo presenti nel parco. Numerose sono state le modifiche che questo ambiente cittadino ha subito dalla sua creazione in poi. Il rischio era che, da ambiente di ritrovo, diventasse un punto di passaggio per automobilisti di corsa.

Lo stesso gazebo è stato aggiunto successivamente, durante uno dei tanti interventi di restauro del parco. A pianta dodecagonale, il gazebo ha un’ampiezza di dieci metri e si estende per otto metri in altezza.

Non è il colore scuro della ghisa ad appesantirlo, anzi i numerosi archi e fessure suggeriscono un senso di leggerezza in chi osserva. Il gazebo è ornato da una luce sempre differente, che sia naturale o artificiale, il suo splendore non passa mai in secondo piano.

L’estrema finezza della ghisa salta all’occhio anche grazie ai numerosi elementi d’arredo che circondano la cassa armonica. Dagli antichi candelabri provenienti dal “ponte vecchio” di Cesena, da Dublino e da numerose altre città europee; alle panchine,di recente realizzazione,che invitano i passanti a sedersi ed ammirare i giochi di luce che animano il parco. L’allestimento appartiene, per la maggior parte, alla Fondazione Neri – Museo Italiano della Ghisa.

Questo posto ha cambiato svariate volte la sua conformazione dall’Ottocento in poi; tuttavia ora,come allora, rappresenta uno dei punti di ritrovo più suggestivi della città.

Se ci butti gli occhi anche solo per un istante, te ne innamorerai! Il consiglio è: godine la bellezza sotto le stelle.

 

Giulia Stramucci

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