8 Aprile

Le belle giornate, il sole, la voglia di studiare che ti scivola via da ogni centimetro quadrato del corpo e la primavera che si insinua in ogni poro.
Dopo le vacanze di Pasqua, sempre che così si possano definire i soli quattro giorni di pausa (grazie Unibo), siamo dovuti tornare alla cruda realtà, rotolando svogliatamente verso gli studi come quell’uovo di cioccolato che ci ha regalato la nonna, se invece che mangiarlo lo avessimo buttato giù da una collina.

Con l’aumento della temperatura e la diminuzione degli strati di vestiti a coprire le nostre riposate membra invernali, aumentano anche i “buoni propositi” per l’estate… perché quelli per l’anno nuovo ci hanno abbandonato dal 2 gennaio.

E via con le passeggiate, lo yoga, lo stare all’aria aperta, la palestra, insomma con la finzione di uno stile di vita sano… che puntualmente finiamo per abbandonare il mercoledì sera all’ex macello con quel bicchiere di troppo, o con le serate in compagnia davanti a un quintale di carbonara, o con il birra pong, o con le merende da “sono stanco ho studiato troppo”, o alle due di notte con il mc da “sono stanco ho bevuto troppo”.

Adesso, allora, vi starete chiedendo di che c**** di vita sana io stia parlando; be’, se partiamo dal presupposto che uno stile di vita sano debba farti stare bene, io direi che siamo a cavallo, che abbiamo capito tutto della vita e che non potremmo fare meglio di così.

Se quello che ho scritto non vi sembra altro che un disperato tentativo di giustificare la mia procrastinazione nell’alzarmi dal divano, bravi, siete svegli. Ma spero di aver giustificato anche la vostra.

P.S. avevo deciso di andare a correre domani, ma mi hanno detto che piove.

Tori