Dal 26 al 28 settembre, a Faenza (RA) si è tenuto il MEI 2.0, la ventesima edizione del festival è stata piena di spunti interessanti. Gli organizzatori hanno deciso di dedicare la tre-giorni a Roberto Freak Antoni, leader degli Skiantos venuto a mancare nei mesi scorsi e assiduo partecipante in varie modalità nelle edizioni passate; all’artista bolognese è stata dedicata un’area con esposizioni, live, mostre e presentazioni di libri. L’assessore regionale alla cultura, Massimo Mezzetti, ha presentato l’edizione insieme con il presidente della WeLoveFreak Oderso Rubini.

Nelle intenzioni di Giordano Sangiorgi, creatore e anima di questa kermesse, questa è stata l’ultima edizione, almeno come l’abbiamo conosciuta fino ad ora. Infatti, egli afferma <<…anche se il Mei chiude non è detto che una simile esperienza non continui a vivere sotto altre forme. Secondo noi va ripensato l’approccio alla musica da parte del servizio pubblico. E’ incredibile come in estate vengano spesso mandati in onda festival a dir poco vergognosi, con protagonisti alle volte addirittura stonati, mentre una scena come la nostra, che ha dato tanto in 20 anni, si trovi costretta a

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chiudere>>, continua poi Sangiorgi lanciando una sua proposta: <<Anche per questo peroriamo le cause per i fondi straordinari agli artisti emergenti e per l’imposizione di una quota per la musica italiana a radio e tv, come avviene in Francia>>. Un mix di amarezza e amore per la musica nelle parole del fondatore. In questa ultima edizione tanti gli artisti intervenuti da giovani band emergenti ad artisti che hanno fatto la storia della musica italiana e continuano a dare un contributo fondamentale alla produzione discografica: Tre Allegri Ragazzi Morti, Mannarino, Eugenio Finardi, Zibba, Skiantos, Sud Sound System, Piotta e altri.

Dopo 20 anni, la chiusura del Mei come lo conosciamo, potrebbe essere l’occasione per creare un format più adatto all’attuale scena musicale nazionale, all’evoluzione dei generi e alle nuove frontiere di diffusione e consumo della musica, oppure, rappresenta una perdita insostituibile, un buco nero difficile da colmare?

Noi amanti della musica, aspettiamo…

Redazione

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