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La Fiducia In Poche Parole

Ogni giorno quando entriamo in contatto con le altre persone c’è sempre il rischio che esse non siano come appaiono. Quante volte noi diciamo agli altri esattamente quello che abbiamo pensato? Quante volte le nostre parole sono soggette a filtri di ogni tipo? C’è chi mente “a fin di bene” per non ferire, c’è chi lo fa per riuscire a non affrontare le conseguenze dei propri errori e chi semplicemente mente per divertimento. Noi sappiamo di mentire e lo facciamo tutti, anche chi ha le migliori intenzioni. E’ per questo che con il trascorrere dei secoli alcuni valori, come l’onestà, hanno perso il loro peso sociale dando così la possibilità di mentire senza incorrere in gravi conseguenze.
D’altro canto la delusione provata dopo essere stati ingannati ci porta alla formulazione di mille domande e pensieri che affollano la mente non appena interagiamo con qualcuno che non conosciamo e fidarci diventa sempre più difficile. Questo è dovuto al problema delle altre menti, ovvero avere la certezza che la mente e i pensieri siano inarrivabili, e possedere quindi la consapevolezza che nessuno potrà accedere a quello che una persona ha per la testa. Ci possiamo sentire protetti da questa teoria, ma allo stesso tempo anche molto confusi, poiché abbiamo un solo modo per conoscere davvero qualcuno ed è quello di ascoltare le sue parole e fidarsi di ciò che viene detto. Basta a rendere la fiducia un’utopia?
Il consiglio che può sorgere spontaneo dare a chi ha avuto esperienze negative o vuole evitare di averle è di non fidarsi a prescindere, per evitare di essere truffati, ma questo non è corretto sia nei nostri confronti, sia nei confronti delle persone con le quali abbiamo a che fare.
Credo che la paura non sia altro che il semplice istinto di sopravvivenza.
Infatti la forza e la voglia di proteggere noi e chi ci è accanto nascono dall’ansia che le cose possano andare nel modo sbagliato o dal terrore di perdere ciò che amiamo. Può succedere, però, che questo sentimento ci blocchi, decidiamo di nasconderci e preferiamo restare fermi sapendo che nel punto in cui ci troviamo nulla può turbare la nostra quiete.
La paura ci salva ma ci impedisce di vivere, poiché la vita non è statica e niente può essere quello che è per sempre.
Il cambiamento è il tempo e nessuno può battere il tempo!
Tenendo sempre in considerazione questo pensiero, viene immediato renderci conto che non possiamo continuare a illuderci da soli credendo che le cose possano restare come sono. E questo modo di pensare ci aiuta nell’affrontare i cambiamenti e a rafforzare la fiducia che abbiamo nelle nostre capacità.
Abbiamo imparato, quindi, che l’errore non è fidarsi, ma ingannare. Tutti dovrebbero avere diritto a una possibilità e se qualcuno decide di imbrogliarci perché è convinto di poterlo fare, bisogna ricordarsi che non è una nostra colpa e questo non fa di noi delle persone ingenue o peggio ancora stupide.
Penso che sia giusto provare a cambiare le cose attraverso le nostre azioni e i nostri pensieri; iniziare a dare il giusto merito a chi prova a credere, invece che a chi è bravo ad ingannare. Nonostante ciò riuscire a fidarsi realmente resta una delle cose più difficili che si possa fare. Come possiamo essere certi delle parole di qualcuno, quando noi siamo i primi a mentire in continuazione? L’amore sarà per noi la forza che ci spinge a essere migliori. Sarà il filo che ci collega con il mondo e che ci permette di non sentirci soli. L’amore sarà la soluzione quando le cose diventano difficili. Alla domanda: “Perché faccio tutto questo, quando essere egoisti è più semplice?” La nostra risposta sarà: “Perché noi amiamo!”.
Questo rende la fiducia il più grande dono che qualcuno possa fare a una persona e la rende anche il più grande dono che noi potremmo mai ricevere. Avere qualcuno di cui possiamo fidarci è meraviglioso, ma le persone non arrivano solo perché ne abbiamo bisogno. La fiducia va costruita, va nutrita e curata.
Nel nostro piccolo cerchiamo sempre di essere il più spontanei possibile, anche quando quello che diciamo rischia di essere troppo schietto. Perché in un mondo in cui la menzogna è all’ordine del giorno, non importa quanto una persona possa essere considerata non ordinaria o inesperta: a volte essere la minoranza non vuol dire essere sbagliati!

Articolo a cura di Azzurra Cafaro

Tratto da Unimagazine, Maggio n° 3

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