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LA DURA LOTTA PER UNA CASA

‘’Alma 2021 è una piattaforma dinamica che verrà aggiornata con regolarità per recepire nuove idee e adattare le strategie e le politiche istituzionali ai cambiamenti nel contesto sociale, economico, politico e normativo, tenendo conto dei vincoli che si incontrano durante l’azione di governo.’’ Inizia così la presentazione dell’ambizioso programma di Francesco Ubertini per il suo rettorato Alma Mater 2015/2021. Una serie d’ investimenti mirati per uno sviluppo eco-sostenibile dell’università, al fine di migliorare i servizi e la qualità dell’Ateneo. Nello specifico il piano di sviluppo edilizio dell’università si è proposto di risolvere alcune criticità del multicampus, pianificando la costruzione di nuove strutture nelle cinque sedi Unibo.

Bettina in realtà è Halldis, un’agenzia che gestisce 2000 appartamenti in Italia e in Europa, a Bologna è attiva con 64 annunci su AirBnb; Fonti LUBo

Intanto a Bologna c’è un’emergenza abitativa che peggiora anno dopo anno, costringendo migliaia di fuori sede ad una disperata ricerca della casa. A novembre infatti parecchi erano ancora senza un tetto, nonostante le lezioni fossero incominciate da tempo. Sono numerose le storie di ragazzi ospitati per settimane sul divano dell’amico o casi estremi di alloggio temporaneo in camper. Si segnalano anche numerose difficoltà da parte degli erasmus nel trovare casa. Alcuni sono stati costretti a rinunciare a Bologna, notizia che stride con il dato di miglior Ateneo in quanto a internazionalizzazione. La maggior parte delle residenze universitarie esistenti non offrono una soluzione alla portata delle tasche della stragrande maggioranza degli universitari. Inoltre i pochi posti messi a disposizione da Er.go non sono in grado di soddisfare il numero complessivo di studenti. Per accedere al servizio alloggio Er.go è richiesto il possesso dei requisiti di reddito (stessi parametri della borsa di studio) e, dal secondo anno, anche di merito. In più i regolamenti di alcune di queste strutture sono molto stringenti e limitano la possibilità di vivere liberamente l’esperienza universitaria. Dando un’occhiata al regolamento delle residenze Er.go alcune regole appaiono bizzarre e abbastanza rigide:

‘’Senza preavviso ci possono essere controlli periodici che si effettuano durante il periodo di assegnazione, anche per verificare il rispetto del presente regolamento; è consentito ospitare persone nelle ore notturne limitatamente 3 giorni al mese previo permesso ottenuto in anticipo; i visitatori devono lasciare un documento di identità presso la portineria per accedere; non è possibile guardare Netflix per una questione di wifi o non è consentito mettere una piantina di basilico sul davanzale della finestra.’’

Insomma, pochi ragazzi sono disposti a impostare la loro esperienza universitaria in questo modo.

Così il fuori sede è costretto a rivolgersi ad agenzie immobiliari o al mercato del privato. Ma da un po’ di anni, visto anche il boom turistico, i proprietari delle case del centro città preferiscono i vantaggi economici garantiti dagli affitti temporanei di Airbnb, anziché affittare agli universitari aggravando ulteriormente la loro situazione. Il drastico calo delle case a disposizione ha generato un caro affitti che colloca Bologna terza nella classifica delle città italiane più costose con una media di 400 euro per una stanza. I prezzi delle singole sono aumentati del 12% rispetto all’ultimo anno mentre l’offerta è in sensibile calo (-9% in un solo anno a Bologna).

Mappa concentrazione delle case Airbnb a Bologna

Trovare casa a Bologna è diventata una missione praticamente impossibile, così ti ritrovi ad accettare di tutto, qualsiasi casa sia disponibile a qualsiasi distanza dall’università e dal centro, e soprattutto a qualsiasi prezzo. Prima però è necessario superare una serie di casting, neanche fosse un interrogatorio con i servizi segreti, in cui lo sventurato deve fornire una breve descrizione di sé, indicando provenienza, età, protocollo di abitudini e orari, segno zodiacale, gruppo sanguigno ecc.. (ah se sei una matricola per te la vedo proprio dura).

Tutto ciò condito con una buona dose di truffe, subaffitti, contratti di locazione inesistenti e case in stato di degrado.

Il fenomeno è stato sottovalutato nel corso del tempo sia dal comune sia dall’università, anzi la politica di gentrificazione adottata in questi anni non fa altro che svuotare il centro città, culturalmente legato alla dimensione universitaria. La situazione è favorevole per i privati che sentono profumo di soldi da spillare dalle tasche degli studenti. Ne è la prova ‘’The Student Hotel’’, sbarcato da poco in Italia, ora alla conquista di Bologna grazie ad una serie di accordi con il comune che ha accolto con gioia la volontà di riqualificare l’ex-Telecom, nel quartiere ‘’Bolognina’’. Una sorta di hotel di lusso per studenti e lavoratori a prezzi astronomici che si aggireranno intorno a 769 euro al mese per una doppia e 1300 per una singola! The Student Hotel avrà un effetto dopante sugli affitti per studenti, generando ulteriori difficoltà per normali studenti e studentesse che cercano una casa a prezzi tollerabili. (https://www.wumingfoundation.com/giap/2018/07/student-hotel/).

Nella nostra Cesena non c’è un’emergenza abitativa immediata, ma è inutile negare la carenza di residenze universitarie. Al momento l’unica residenza Er.go che eroga il servizio alloggio per i beneficiari di borsa di studio, è Palazzo Urbinati che però ospita solo 22 persone su una platea di fuori sede molto più ampia. Altri 130 alloggi sparsi tra la città e gli studentati dell’Ex- Macello e Sacro Cuore (riservato ai soli erasmus) vengono messi a disposizione da Ser.In.Ar, tramite l’ufficio‘’Faro’’. I prezzi, seppur moderati rispetto alla media degli affitti, vanno dai 250 ai 350 euro e in quanto non convenzionati Er.go, non offrono nessun tipo di sgravo economico per lo studente. Nella città malatestiana è presente anche Camplus, il più grande provider di housing per studenti universitari (presente anche a Bologna), che offre invece soluzioni di alloggio presso la residenza della Romagna o appartamenti dislocati per la città con prezzi che vanno da 270 per una doppia a circa 400 euro per una singola, prezzi elevati rispetto anche al borsino del singolo privato.

L’Ateneo ha risposto alle lamentele degli studenti con i numeri del programma Alma 2021, che prevede circa mille posti letto in più; di questi, 870 si concentreranno a Bologna, 64 a Forlì e 80 a Cesena.

La residenza, che sorgerà a Cesena su un’area di circa 2000 mq, presso il nuovo Campus, si svilupperà su 7 piani che comprenderanno anche una nuova biblioteca, aule informatiche, uffici, refettorio, palestra e spazio ricreativo. Il tutto realizzato grazie a fondi provenienti dal MIUR (4.202.000,00 €) a cui vanno aggiunti altri (870.000,00 €) del budget AUTC. I cantieri sono già avviati e si prevede che l’edificio venga ultimato entro la fine del 2019 a meno che non ci siano ulteriori ritardi.

Progetto studentato a Cesena in zona ex-Zuccherificio

In generale però non credo basti aumentare il numero di alloggi per risolvere questa problematica. Sorgono dubbi riguardo le rette che dovranno sborsare gli studenti e su chi gestirà i nuovi studentati. Sarebbe di primaria importanza rivedere i criteri d’assegnazione degli alloggi, ampliando la possibilità di essere beneficiari.

Nel frattempo Er.go e l’università si vantano di essere riusciti a coprire il 100 % degli studenti aventi diritto borsa di studio. Dovrebbe essere normale questo. Non è normale che invece lo studente venga abbandonato nella ricerca della casa senza alcuna garanzia, dopo che ha deciso di puntare su una città per il suo percorso formativo. Deve essere accolto e facilitato nei costi non facili da supportare, visto la sua condizione di studente e non creare un’ulteriore spaccatura socio-economica all’interno dell’università.

Io, fossi in loro, non perderei tempo in una propaganda fine a sé stessa e mi soffermerei su quello che c’è ancora da fare. Partendo proprio dai 250 ragazzi aventi diritto all’alloggio ma non beneficiari, in quanto i soli 1600 posti in tutta l’Alma Mater sono esauriti per l’anno 2018-19. Aggiungendo i mille previsti si arriverebbe a 2600 alloggi convenzionati, su una popolazione di 86000 studenti della quale almeno la metà è fuori sede. Non servono a niente soluzioni a medio-lungo termine, se non vengono affiancate da risposte nell’immediato come possibili recuperi dei vecchi immobili dell’università e delle tante case abbandonate da consegnare ad un prezzo accessibile per gli studenti.

Pasquale Simone

This Post Has 2 Comments
  1. Complimenti a Pasquale per questo articolo e per quello sul 68 del magazine. Descrizioni chiare precise del contesto preso in considerazione e ho apprezzato particolarmente l’autocritica sulla passività e apatia dei ragazzi italiani e non solo.
    Ancora complimenti

    1. Ti ringrazio Ilaria! Ricevere un feedback è molto prezioso anche per migliorare i contenuti che forniamo. Ringrazio te che spendi il tuo tempo nel leggere e informarti, uno stimolo per me che scrivo, a dare di più !
      Continua a seguirci

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