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Nello storico teatro Alessandro Bonci di Cesena, la stagione 2016/2017 è iniziata da nemmeno un mese. A dare il via è stato lo spettacolo del 21 ottobre scorso, “Le Nozze di Figaro”. Questa annata sarà caratterizzata da molteplici appuntamenti nei quali attori, musicisti e personalità di spessore, calcheranno il palco del teatro cesenate.

Il direttore del teatro Bonci, Franco Pollini, intervistato da Uniradio Cesena, descrive l’annata appena cominciata, si esprime riguardo al mondo universitario e alla cultura in Italia e in Romagna.

 

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Franco Pollini, direttore del teatro Bonci

Direttore Franco Pollini, innanzitutto come si sta articolando questa nuova stagione teatrale?

«L’attuale stagione teatrale coincide con il 170^ anno di vita del teatro Bonci, sarà una grande festa che continuerà sino ad aprile 2017. La stagione è iniziata in maniera notevole ed in campagna abbonamenti si è registrato un aumento del 20% di pubblico. Questo è un risultato che non ha confronti con il passato recente e con altri teatri. È un segno di grande salute, dovuto a tanti fattori, compreso il fatto che si parla del Bonci oltre ad un cartellone ben riuscito.

L’attuale campagna abbonamenti è stata suddivisa in due fasi, una estiva, cominciata a fine giugno, in cui abbiamo venduto abbonamenti fissi, costituiti da 6 segmenti totali: prosa, teatro contemporaneo, concerti, danza e teatro musicale. Successivamente, da fine di settembre, sono stati sottoscritti gli abbonamenti flessibili e quelli speciali; per scuole, aziende ed altre categorie.

Tornando alla stagione, le eccellenze saranno molteplici. Sottolineo che il nostro è un programma generale e non generalista. Generalista è un termine usato spesso in senso dispregiativo, per definire una cosa che non ha identità, personalità e non si identifica in nulla particolare. Al contrario il nostro programma è generale ed ha un articolazione completa, si vuol presentare a tutti i pubblici attraversando tutti i generi, proponendo le eccellenze da ciascuno di essi.

Tra gli spettacoli cito L‘ora di ricevimento”, con la regia di Michele Placido e il testo di Stefano Massini uno dei massimi drammaturghi del momento, “il Giulio Cesare” con Michele Riondino e “Qualcuno volò sul nido del cuculo” con regia di Alessandro Gassman.

Ci sarà un segmento chiamato Essai o meglio prosa d’autore che prevederà “The Pride” con Luca Zingaretti e “Porcile”, uno spettacolo con Valerio Binasco, tratto da Pasolini.

Tra natale e capodanno avremo due titoli di balletto russo classico come Lo Schiaccianoci” e Cenerentola”. Il nostro teatro ha una grande tradizione musicale ed essa culminerà con i concerti di Nicola Piovani e Noa che chiuderanno la stagione».

 

 

Direttore, cosa fa il teatro Bonci per venire incontro agli universitari? È possibile ideare iniziative comuni tra la realtà studentesca ed il Bonci?

«Come sempre l’invito è per tutti, non credo esistano spettacoli per giovani o per adulti, aldilà di forme d’arte e musica contemporanea che si intrecciano poco con un teatro. Ad esempio la musica rock al teatro Bonci non si può fare, non perché la considero poco importante, ma ci sono luoghi e luoghi. La nostra proposta prevede un ventaglio di offerte che si rivolgono ai giovani e agli universitari con degli sconti forti, basta consultare il sito del teatro Bonci.

Riguardo ad eventuali iniziative con la realtà studentesca, da parte nostra c’è la massima disponibilità a collaborare. In passato abbiamo fatto varie cose con il mondo universitario. Ad esempio si possono attuare eventi simili al teatro in classe, già realizzati da noi con le scuole medie superiori.

Recentemente c’è stata una collaborazione con alcuni docenti della facoltà di Ingegneria di Bologna, riguardo a degli studi sull’acustica del teatro. Ai primi di ottobre, in una conferenza, abbiamo presentato i risultati di queste ricerche, che son stati estremamente lusinghieri per il nostro vecchio teatro, considerato un modello assoluto nel mondo dell’acustica teatrale».

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    prospettiva dal palcoscenico del teatro Bonci

 

Le sembra difficile far cultura in Italia ed a Cesena?

«Voglio precisare, è difficile produrre cultura di qualità. C’è un approccio di consumo più diretto rispetto al passato. Non c’è più una selezione di artisti e pubblico, siamo tutti consumatori e produttori allo stesso modo. La rete, in queste caso, è stato il modello. Si è assottigliata la distinzione tra spettatore e attore.

È diventato più difficile sfondare in ogni attività, Sopratutto se si è giovani è dura farlo contando solo sulle proprie forze; spesso occorrono grandi finanziamenti, relazioni e sostegni. Nonostante ciò assistiamo a grandi proliferazioni di produzioni, eventi, attività e occasioni culturali. Da un punto di vista delle istituzioni culturali non conta la mole di proposte, ma la qualità di queste ultime».

Riempire la vita di occasioni culturali non è far cultura, non è detto che sia far cultura, può darsi che sia importante dal punto di vista della socialità. Non è necessariamente un mondo che propone tanto ad innalzare e innovare il suo patrimonio culturale.

«Riguardo alla situazione locale, l’Emilia Romagna è una regione con istituzioni culturali efficienti ed attive. Abbiamo platee attente e le risorse pubbliche vengono impiegate. È una area in cui è più facile proporre rispetto ad altrove.

Ciò che a volte è estremamente difficile è riuscire ad emergere da un rumore di fondo, da una presenza diffusa di eventi ed attività che non hanno sempre quella qualità e professionalità che si richiede a una istituzione culturale.

Un istituzione come il Bonci non deve scovare “l’enfant prodige” o il nuovo artista, ma presentarlo non appena dimostra di esser qualificato. Siamo il teatro dove, avendo già mostrato le loro qualità, si sono esibiti i giovani Benni, Brachetti, Gianninni e Ronconi».

Rinaldo Belleggia
Vice Direttore Editoriale

 


Ringraziamo per la disponibilità il direttore del teatro Bonci Franco Pollini e la responsabile della comunicazione Emanuela Dallagiovanna.

Foto tratta dal sito: cesenanotizie.net

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