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12195827_487073058141926_5935835524130627823_n Lo scorso luglio circa 1000 persone, tra giovani e “più grandi”, musicisti, cantanti e intrusi, si sono esibiti nel grande prato dell’Ippodromo, a Cesena, in “Learn to fly”, noto successo della rockband americana “Foo Fighters”. Sembrava una trovata dell’ultimo momento, ma per realizzarla c’è voluto il lavoro pluriennale dei “Rockin’1000”. Lo scopo di questa specie di flashmob? Invitare i Foo Fighters a Cesena! La cosa, forse, sembrava alquanto comica, almeno all’inizio. Ma l’esito è stato dei migliori. Una moltitudine di persone tra loro sconosciute hanno rockeggiato insieme: tanti selfie pubblicati sui social, un video virale della performance circolato su facebook ed eccoli lì… “hanno abboccato”. Pronta è arrivata la risposta dei Foo Fighters. Dave Grohl, leader del gruppo, amico e collega di Kurt Cobain, affida la promessa ad un breve video: “Ci vediamo a Cesena”! Il web è esploso e l’organizzatore dell’evento, Fabio Zaffagnini, si è recato in America per incontrare la band americana. La scorsa settimana, al TedXBologna, ha raccontato questa esperienza unica alla Ross di Uniradio! Vi presentiamo un’esclusiva intervista che rivela le ultime vicende di Fabio, creatore e coordinatore di Rockin’1000! In ogni anima dannata del rock c’è un brivido di romanticismo. Altrimenti come potrebbero i grandi rocker conquistare il mondo intero? Le note hard non bastano, se chi si occupa di rock non ha la giusta personalità per trasmettere emotions & adrenalina, proprio come le oltre 1000 persone, tra voci e strumenti, hanno fatto a Cesena! E ci son riusciti così bene da raggiungere i Foo Fighters oltreoceano! Tutto ciò è stato possibile grazie all’intraprendenza e alla buona dose di romanticismo di Fabio Zaffagnini e del suo team Rockin’1000. Fabio, con fare gentile, ironico e disponibile ha dato una risposta alle mie curiosità per tutti voi… Fabio, la tua preparazione professionale è di tipo scientifico: ha poco a che vedere con quello di cui ti stai occupando ora nell’ambito della musica, della comunicazione.. Come sei arrivato a questo? “Io sono un geologo marino e ho lavorato per anni al consiglio nazionale delle ricerche presso il centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici: mi sono sempre occupato di numeri! Però, le mie passioni sono anche altre: il rock, il beachvolley, i viaggi! Ho sempre continuato a coltivare i miei interessi, fino a riuscire a trasformarli in iniziative imprenditoriali, lavorative o in qualche cosa di concreto che è andato al di là di un hobby. Così ho imparato tanto altro, ho studiato tantissimo, ho partecipato a tanti progetti di formazione che mi hanno aiutato a trasformare le idee in progetti reali e concreti! Non sto facendo altro che mettere in pratica ciò che ho imparato e ciò che mi piace”. Adesso le tue passioni sembrano essere diventate pervasive nella tua vita, ma in qualche modo la tua preparazione scientifica è rimasta… “Sì, la questione scientifica è un approccio lavorativo e di mentalità. La parte più creativa o non convenzionale, invece, fa parte della sfera stupida che mi appartiene e che mi accompagna da sempre!” Per anni tu e il tuo team avete covato in segreto il progetto… Come hai vissuto questa situazione? “Per anni c’è stata questa idea, ma bisognava darle una forma! Avevo un concetto ma non sapevo come applicarlo. Una volta che ho individuato la chiave, siamo partiti e abbiamo lavorato per un anno. Il progetto è nato dal basso col crowdfunding, un evento con reclutamento di musicisti. A questo punto abbiamo dovuto non solo comunicare, ma “ultracomunicare” l’idea: altrimenti non saremmo riusciti a trovare soldi e musicisti! Quello che non abbiamo potuto diffondere è quello che è stato il follow up di rock in 1000: cioè i rapporti, le trattative, le discussioni, gli accordi con il menagement dei Foo Fighters, un mondo davvero lontano dal nostro! Loro hanno un modo di ragionare completamente diverso, che adesso abbiamo conosciuto”. Ed è modo di agire migliore? Perché? “Un modo di agire più rigido. Ma è inevitabile che sia così: hanno un potere mediatico ed economico talmente forte che non possono permettersi di lavorare e comunicare con leggerezza. Ogni volta che salta fuori un’informazione imprecisa, il mondo intorno impazzisce. E’ quello che è successo a Cesena: con i giornalisti che hanno riportato dichiarazioni non ufficiali, informazioni non ufficiali, la nostra vita è diventata impossibile! Non siamo riusciti a lavorare per due settimane, perché tutti avevano informazioni che non avrebbero dovuto sapere. Non siamo riusciti a lavorare serenamente. Se questo è successo a noi per una settimana di lavoro, non oso immaginare il manager dei Foo Fighters che vive 365 giorni all’anno questo mondo: non può lavorare in una maniera più leggera. Deve essere iper-rigido”. Cosa ti ha colpito ed emozionato dell’incontro con i Foo Fighters in America? “Son stati molto simpatici, un sacco carichi. Speravo che fossero così! Me li immaginavo tranquilli e allo stesso tempo carichi, a fare battute, superamichevoli e sono esattamente così. L’incontro con loro è stato divertimento puro! Fabio, tu hai creduto in qualcosa: “Ci sei andato a sbattere e ti sei fatto male”? “Eh, abbiamo sofferto tantissimo per questa situazione. Abbiamo ritagliato del tempo libero per lavorarci: la sera nel week end, dato che tutti siamo lontani (uno a Torino, uno a Bologna,

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chi a Firenze) e riuscire a lavorare tutti insieme è stato un inferno! L’incertezza di non trovare i soldi, di non trovare i musicisti. L’incertezza e il panico nel giorno in cui è arrivata questa montagna di persone e… come gestirle dal punto di vista logistico? Notti in bianco! Abbiamo lavorato come pazzi. Sì, abbiamo sbattuto la testa, ci siamo fatti male. Ma abbiamo cercato di risollevarci e alla fine è stato un enorme successo!” Quanto conta la forza della determinazione? “… la tenacia è tutto!” Premia? “… alla lunga, sì!” Ottobre sta finendo. A Cesena ci sono circa 11° all’esterno e 30° nell’anima. Aspettiamo con ansia i Foo Fighters e purtroppo dispiace per quanti non sono riusciti a comprare i biglietti: il sold out è arrivato in quattro minuti! Ma siamo certi, anche tramite i social, che riusciremo a godere di questa conquista musicale! Su 3000 dei fortunati che saranno al Carisport, ci saranno i 1000 che hanno cantato la scorsa estate per i Foo Fighters. Avevano diritto a questa priorità d’accesso al concerto. Fabio ha regalato a tutti l’illusione di sentirsi grandi stars ma anche la felicità di avere vicini i nostri idoli del rock. Ad maiora guys… Se oggi i Foo Fighters sono a Cesena, domani toccherà ai Rolling Stones! Perché no?!   Rossella Zappariello  

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