Tutto è bene quel che finisce. Voglio storpiare un popolare detto prima di addentrarmi nel…
La crisi economica, i ritiri dalle scene internazionali, le influenze pop e tanto altro. Non è facile inquadrare l’attuale momento del panorama EDM, diviso tra gli sfarzi dei grandi eventi e le difficoltà finanziarie incombenti da qualche mese a questa parte. Dietro la spettacolare facciata che affascina i ravers, c’è un “tirare a campare” che ha già fatto tremare i brand internazionali più affermati in campo musicale. Esiste una soluzione o quantomeno una cura a lungo termine?
Solo l’esplosione di un caso eclatante avrebbe potuto portare a galla il problema. La bancarotta della SFX Entertainment si è pesantemente abbattuta sul Tomorrowworld, costola americana del marchio Tomorrowland, con conseguenze devastanti: la cancellazione dell’edizione 2016 è stato un duro colpo per l’industria della musica elettronica statunitense, che ha sempre fatto registrare fatturati e cachet più alti rispetto all’Europa. Vuol dire che gli incassi non sono sufficienti a coprire gli investimenti?
A ciò si aggiungono le gravi perdite dell’EDM in ambito artistico. L’ultima è quella di Avicii, dovuta non a caratteri economici ma probabilmente a situazioni personali che non è più in grado di reggere, dopo l’ultimo tribolato biennio. E prima di lui era successo agli Swedish House Mafia tre anni fa, dove confronti interni presero il sopravvento sulla coesione del leggendario trio.
Infine, una disparità economica che trasforma il piacere di fare musica in una vera e propria corsa all’oro. Le influenze degli artisti pop, Justin Bieber su tutti, “diluiscono” il sapore della dance con richiami da high charts internazionali. Affidarsi ad un personaggio estremamente influente a livello mediatico, però, ha lo stesso effetto dell’affidarsi ai ghost producers per produrre grandi successi in chiave progressive e non solo. Nascono così, dunque, i pareri discordanti sui nuovi progetti di Diplo e Skrillex, ma anche sul modo di agire di Dimitri Vegas & Like Mike e sui guadagni stratosferici di Calvin Harris. Si è forse perso lo spirito genuino degli scorsi anni?
Se si volesse individuare un vero e proprio spartiacque, sarebbe esattamente quel 24 marzo 2013. Con la separazione di Steve Angello da quello che sarebbe poi diventato Axwell Λ Ingrosso, le emozioni regalate dall’industria musicale hanno lasciato sempre più spazio ai dubbi, alle polemiche e alle progettazioni a tavolino, mettendo da parte l’importanza dei ravers e l’attenzione da dedicare ai fan. In tanti hanno ricoperto il ruolo di complici, ma tanti altri hanno provato e provano tutt’ora a lottare per difendere queste emozioni. Basterà per salvare il panorama EDM dalle crisi finanziarie e d’identità?
Luca Dicio


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