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Racconti Cesenati: Le Prime Indagini Del Delitto Alla Rocca 2/4

Uniradio Racconta: un delitto alla Rocca Malatestiana. Puoi leggere la prima parte del racconto cliccando qui: http://www.uniradiocesena.it/delittorocca_racconti/ Oppure, proseguire con la lettura….

«Quindi mi dica se ho capito bene: lei si è alzato e seguendo questa sua premonizione si è diretto qui ed ha scoperto il corpo»

«Esatto ispettore, me lo sentivo che questa era una notte strana, lo stomaco e le ossa mi davano un fastidio insopportabile»

L’ispettore Lucchi era in piedi impassibile, fissava il vecchio custode avvolto in una grossa coperta tremare come una foglia. Il viso sbiancato e gli occhi lucidi a fissare il muro antistante, erano chiari segni di uno stato di shock ancora persistente.

La Rocca Malatestiana di Cesena

Nel vicino corridoio gli agenti e l’appuntato Montalbione stavano proseguendo coi rilevamenti sulla scena del delitto. Il corpo era disteso in maniera scomposta, con la testa di lato e le pupille vitree che riflettevano le tenui luci ambientali, sembrava un burattino a cui avessero tagliato di netto i fili. Sulle braccia e sul torso erano presenti diverse incisioni: simboli sinistri, simboli che spesso si trovavano nei luoghi di culti e sette esoteriche. Gennaro si sentiva a disagio. Aveva sentito parlare di quel corridoio: il Corridoio dei Fantasmi, dove si diceva avvenissero strani fenomeni inspiegabili. Trovarsi in quel luogo nel cuore della notte era l’ultima cosa che avrebbe voluto; mentre cercava di concentrarsi sui rilevamenti, lo sguardo si spostava rapidamente dal cadavere alla lunga fila di feritoie lungo il camminamento poco illuminato. La brezza gelida della notte acuiva la soggezione che provava per quel luogo, ma se non altro lo teneva sveglio e vigile.

«Gli spiriti, gli spiriti hanno voluto avvisarmi, loro sanno tutto, mi dicono tutto!» la voce di Alvise Guerra irruppe nel corridoio dalle scalette adiacenti. Gennaro Montalbione ebbe un fremito, non avrebbe mai voluto ascoltare quelle parole.

«Si calmi signor Guerra! Lei è ancora in stato di shock, la prego di riferire solo quello che ha visto e sentito»

«Come faccio a calmarmi! Quel ragazzo io lo conoscevo bene! Tiziano Schiavi era un bravo burdél, studioso e diligente. Come può esser

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capitato questo proprio a lui?» il vecchio custode proruppe in singhiozzi mentre cercava di ribattere all’ispettore Lucchi.

«Capisco il suo cordoglio, ma le chiedo di fare un ultimo sforzo» Tonino si chinò per rivolgersi meglio al vecchio seduto sulle scalette «mi parli di Tiziano Schiavi».

Raccolte le forze, Alvise inspirò rumorosamente e dopo un attimo di esitazione, proseguì: «Tiziano era molto conosciuto quassù. Veniva spesso a visitare la Rocca e quasi sempre si fermava con me a parlare della storia di Cesena. Amava tutte quelle storie particolari riguardanti: spiriti, fantasmi ed apparizioni, che io gli raccontavo. Il Corridoio dei Fantasmi qui vicino, era il suo luogo preferito della Rocca, aveva persino scritto diversi appunti per il suo prossimo libro, ed ora…» la voce rotta del custode ebbe un sussulto nel pronunciare quelle ultime parole:

«ed ora gli spiriti lo hanno preso!»

Continua nella terza parte…

Federica Bianchini

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