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Giornata Internazionale Contro L’omofobia, La Bifobia E La Transfobia – A Favore Dei Diritti Di Tutti

Il 17 maggio è la Giornata Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia e, in questi giorni, in Italia si sta per approvare finalmente la legge sulle unioni civili.

Ma facciamo un passo indietro. Sicuramente vi ricorderete verso fine gennaio la marea di manifestazioni in molte piazze italiane, con tantissimi slogan tra cui “Svegliati Italia”. In effetti, il nostro Paese, come tante altre volte, era – ed è – in ritardo riguardo una regolamentazione, ad esempio, delle unioni di persone dello stesso sesso. In quel periodo si discuteva del disegno di legge proposto da Monica Cirinnà, senatrice del PD, riguardo questa tematica. L’aspetto più contestato (più dai parlamentari che dalle piazze a mio avviso) del ddl Cirinnà era la stepchild adoption, in parole povere la possibilità di adottare il/la figlio/a del proprio compagno o della propria compagna anche al di fuori del matrimonio. E no, non era un modo per permettere l’adozione da parte di coppie omosessuali e neanche la fine della famiglia tradizionale. Tant’è, nella nostra Italia tanto influenzata dal cattolicesimo, si è trovato un compromesso politico eliminando questo tipo di adozione e riducendo il disegno di legge alle sole unioni civili. Per sintetizzare, nei prossimi giorni sarà approvata, con la fiducia, una legge che regolamenta le unioni civili, cioè creano qualcosa che possa sancire l’unione di due persone al di là del matrimonio. È stato un compromesso politico, poiché, nonostante la grande motivazione di persone come Monica Cirinnà, è stato necessario scendere a patti con tutti, considerando le grandi intese del nostro governo.

Il 17 maggio, ormai dal 2006, si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, con la finalità di promuovere eventi per la sensibilizzazione su queste tematiche. L’arcigay, la storica associazione nazionale per i diritti degli omosessuali, ha lanciato la sua campagna mettendo in evidenza appunto le differenze tra vari Paesi e l’Italia. Bisogna ammettere che la legge Cirinnà è un grandissimo passo avanti, ma c’è sempre quella situazione che si poteva fare di più, che manca quella consapevolezza totale. C’è tanta disinformazione, informazioni sbagliate su qualcosa che in realtà è molto semplice. Ciò che mi ha confortato durante le manifestazioni pro unioni civili è stato vedere persone di tutte le età, dai 9 ai 90 anni, che condividevano l’idea di poter manifestare la loro idea a favore dei diritti di tutti. Non si parla di omosessuali o di transessuali, i diritti sono sempre di tutti.

Articolo a cura di Danilo Buonora

Tratto di UniMagazine, nº3 Maggio 2016

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