Scriviamo questo articolo durante il crepuscolo della Gaming Week…
qui in Romagna, agli inizi di Ottobre, qualcuno pur occupandosi di gaming non ha voluto sfoderare il nuovo Fifa 17 e neanche paragonarlo al nuovo PES…(grazie a Dio!)
A Cesena il 7-8-9 ottobre, presso il Foro Annonario è stato possibile partecipare a VADERETRON, evento curato dall’Ass. Whitebadge.

Una sala giochi in pieno centro completamente free. Tornei di retrogaming con vari premi, Talk, meet & greet e masterclass universitaria… e ultimo ma non ultimo il coinvolgimento del progetto universitario Trashware Cesena, una realtà di volontariato figlia dell’associazione studentesca Sprite.
Andiamo ad intervistare Gian Piero Travini, vecchia conoscenza del mondo Uniradio e presidente dell’associazione culturale Whitebadge!

 

Come vi è venuto in mente un evento del genere, capace di coinvolgere tante realtà quali “Trashware Cesena” o il “SERT”?

Logica. Servivano computer vecchi per giochi vecchi giocati anche da giovani: Trashware. Quei ragazzi sono la linfa di uno dei migliori esempi di compenetrazione università-città che ci siano: hanno un impatto reale sulla vita dei cesenati. Volevamo regalar loro una vetrina e, nel contempo, lavorare al loro fianco: personalmente sono convinto che gli universitari siano la prima risorsa della città, sia a livello umano che economico… e non voglio far finta di non essermene accorto. Il Sert era un sogno: studio da anni i social network e le dinamiche le ho provate sulla mia pelle, dai play by forum ai play by chat. Ho gestito una land da più di 300 connessioni al giorno, conosco e riconosco una criticità quando la vedo. Abbiamo l’esperienza e crediamo di poter aiutare il Sert e l’associazione Psichedigitale in un’opera di prevenzione delle dipendenze da schermo in città che inizieremo dal progetto #cesenasocial, che partirà il 27 ottobre.

Qual è stata la risposta della cittadinanza e l’età media di chi è venuto a fare l’insert coin?

Mia mamma giocava a Pac-Man, mio fratello a Galaga, mio nipote a Cadillacs & Dinosaurus. 1.100 partecipanti e tante famiglie con bambini. Ho visto noti imprenditori locali  giocare e farsi coinvolgere da pezzi storici tipo Space Wars, roba del 1977, se non sbaglio il primo arcade a grafica vettoriale. La risposta c’è stata ed è venuta anche da fuori Cesena: San Marino, Rimini, Bologna, Modena, un gruppo da Milano e un altro da Firenze. Per un totale 30 pernotti per una serata e una quindicina per tutti e due i giorni. Età media probabilmente 24-25 anni.

Il Foro Annonario, casa e sede di questa manifestazione, quali pregi e difetti ha?

È lo spazio perfetto per iniziative di questo tipo, che però non possono essere il cuore, ma l’attrattiva. Tre nomi per un possibile calendario di iniziative costruito insieme? Whitebadge – noi AMIAMO il Foro, per una questione di affinità elettiva tra ‘perseguitati’ , UniRadio come espressione dell’Interassociativo universitario e RetroPop.

Leggendo il programma ho trovato qualcosa di assurdo come il Vaticano, ma cosa ci azzecca?

Matteo Maria Zinnia, il delegato per il gaming del Pontificio consiglio della Cultura è mio fratello, molto più di un amico. Ci conosciamo dal primo giorno di Università e siamo in sintonia, tanto che sembrano passate vite su vite, non potevo non farlo intervenire. Ha seguito progetti interessanti sul gaming in Vaticano ed anche ora che è delegato esterno è comunque un punto di riferimento. Sarebbe stato bello farlo interagire con monsignor Stagliano, l’arcivescovo di Noto che odia i Pokémon e che il nostro vicepresidente ha intervistato in Sicilia. Purtroppo all’ultimo non ha potuto raggiungerci in conference call. Il Vaticano è molto più sul pezzo con gli e-sport rispetto a certi governanti italiani.

Se oggi potessi cambiare qualcosa, alla luce di ciò’ che è stato, cosa toccheresti?

Darei più tempo per la raccolta fondi, con più faccia di bronzo da parte mia nel chiederli, oltre a giorni da 48 ore per farlo. Amatriciamo ci ha impegnato in una settimana chiave per chiudere con alcuni partner, pertanto siamo arrivati di corsa. Con uno o due contributi in più avremmo potuto ospitare Sabaku No Maiku o uno youtuber più famoso, creando addirittura più richiamo. Ma per ora ci godiamo le 20.000 visualizzazioni in un giorno per il video di Kurolily o il primo live stream di Twitch in città con VKingPlays.

 

Redazione Uniradio

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