1La sera del 20 La sera settembre, presso la chiesa di San Giacomo di Forlì, è stata inaugurata la VI edizione della “Settimana del Buon Vivere”, frutto di un’idea della creativa Monica Fantini! Ad aprire la serata la giornalista Serena Dandini che ha dialogato con il collega Gianni Riotta. Insieme hanno discusso su cosa sia oggi il “buon vivere” e hanno presentato l’e-book “Il Buon Vivere che nutre il pianeta” (a cura dello stesso Riotta) che raccoglie le testimonianze degli ospiti che hanno partecipato alle scorse edizioni. Infine, l’attore Alessandro Bergonzoni ha chiuso la serata con un monologo dedicato ai sette valori del buon vivere. La Ross di Uniradio ha assistito allo spettacolo e con questo articolo vorrebbe trasmetterci una piccola percentuale di adrenalina che l’ha tenuta carica per tutta la serata!

La Chiesa di San Giacomo era gremita di persone. Impossibile non sorridere alle battute sarcastiche della Dandini che denuncia una realtà malsana ricca di paradossi e di tristi esiti che noi potremmo cambiare; inevitabile fermarsi a riflettere sulle parole del giornalista Gianni Riotta che parlando di globalizzazione ci ricorda l’alto tasso di povertà nel mondo e di disoccupazione in Italia inoltre ritiene che dobbiamo ancora crescere ma in maniera intelligente e sostenibile! La gente non riusciva e trattenere gli applausi alle riflessioni del maestro Bergonzoni che ci ha spiegato come deve essere una società del buon vivere: una società non più di “parole colluttorie” con cui ci sciacquiamo soltanto la bocca, ma dobbiamo essere una sociètà con un’anima, una società del sentire se stessi e del mettersi in relazione con gli altri!

ROSSELLA Gianni, la sua carriera da giornalista inizia molto presto, lei è “figlio d’arte”! Ma quanto oggi il mondo del giornalismo è accessibile ai giovani?

GIANNI RIOTTA Purtroppo oggi è chiuso ai giovani ma è chiuso anche ai vecchi! I vecchi diventano pensionati e i giovani non li assumono. Purtoppo il giornalismo come era una volta è finito, bisogna inventarne uno nuovo ma siamo ancora indietro…

R Cos’è il diritto all’informazione: la capacità di informarsi su vari fronti, destreggiandosi tra notizie fallaci e/o faziose o l’essere informati nel giusto modo?

G. RIOTTA … senza un’informazione credibile non c’è una democrazia perchè la democrazia funziona quando i cittadini fanno delle scelte, votano per l’uno o per l’altro e per fare delle scelte, in modo avvertito, si devono avere delle buone informazioni! Da quando è morto il giornalismo classico si ha una situazione paradossale: oggi si hanno tutte le informazioni a disposizione ma è come un supermercato in cui tu hai tutte le merci ma non sai quelle che sono scadute e quelle che non lo sono! Quindi dobbiamo reinventare un modo per scegliere tra avere notizie e false notizie perchè oggi ci sono troppe false notizie in giro.

R Lei trascorre la sua vita tra gli USA e l’Italia. Quando va all’estero cambia la sua percezione di questo nostro Paese?

G. RIOTTA …le cose quando vuoi vederle meglio ti allontani, quando vuoi vedere meglio un quadro fai un passo indietro, per fare meglio una manovra con l’automobile pure ti allontani. La vicinanza produce spesso deformazione! C’è un sacco di gente in Italia che in buona fede crede che i problemi dell’Italia abbiano una soluzione in Italia. I problemi dell’Italia non hanno una soluzione solo in Italia ma hanno una soluzione nel mondo e quindi se non li guardi nel mondo non li capisci!

R L’importanza del buon vivere per noi giovani universitari che sogniamo la laurea e agogniamo il lavoro subito dopo…

G.RIOTTA Innanzitutto dovreste partire dai punti di forza che avete perchè siete giovani e non siete nati in Siria o in un paese da cui siete costretti a partire su una barca ma siete nati in un paese dell’Unione europea che è il più grande mercato del mondo e quindi avete questi vantaggi. Non partite dalle cose negative che sicuramente ci sono e sono tante! Partite dalle cose positive: siete giovani, vi state laureando, vivete in un Paese libero e ricco rispetto ad altri e cercate di capire come si trova un lavoro nel 2015 che non è come si trovava nel 1970 … Se voi cercate un lavoro che non è in Italia.. andatelo a cercare dov’è!

Dopo aver salutato Gianni Riotta che, in maniera informale e amichevole mi ha raccontato alcune esperienze da intervistatore durante la gavetta, quando era un giovanissimo giornalista, sono riuscita ad accedere alla parte retrostante la grande sala del S.Giacomo per altre interviste e lì ho incontrato Serena Dandini, “eletta” madrina del buon vivere…2ROSSELLA Serena, la sua carriera è al servizio di una società migliore: ha utilizzato le sue passioni ovvero il giornalismo, la radio, la tv per farsi spesso portavoce di alcune tematiche sociali: quanto pensa che il modo di fare cultura possa influenzare il dibattito nazionale e sensibilizzare il pubblico su alcune tematiche?

SERENA Ciò che è interessante è la possbilità! Se tu hai la possibilità, un ruolo, una posizione, anche per egoismo e per buon vivere, ne parli… ma come fai a professare cose buone e a vivere bene se poi intorno a te vedi delle cose che nulla hanno a che vedere col buon vivere?! E’ spontaneo e naturale attivarsi, anche quando si ha la soddisfazione di vedere una giovane giornalista come te (sorride)…

R (lusingata e sorridente interrompe l’interlocutrice) “ringrazio Serena”, ma sono una giovane intervistatrice. I giornalisti fanno i giornalisti mentre io intervisto, non voglio ergermi a ciò che non sono come fanno altri…

SERENA (ridente)… ma no e poi, ecco, quanti giornalisti fanno i giornalisti e invece non lo sono! Tornando a noi, viene naturale, quasi egoisticamente, di fare qualcosa per stare bene e per far star meglio anche gli altri! Non stiamo parliamo di “belle anime o di buonismo” ma è proprio un’esigenza fisica, personale, egoistica per gli altri!

R (che con Serena lotta contro la violenza alle Donne sostenendo “Donne in Rete contro la violenza”, la rete italiana dei Centri Antiviolenza) “Non si può parlare di buon vivere in mancanza di armonia tra uomini e donne” richiamando una sua citazione che allude ai casi di violenza domestica, casi che riempiono le notizie di cronaca e che tuttavia sembrano non cambiare mai le cose!

SERENA Ma le cose non sono mai cambiate! Se vai a vedere le statistiche, ahimè, “è una linea piatta”! Questa è una cosa che fa star male perchè è una cosa comune, in tutto il mondo… Possono cambiare culture, religioni, differenze di classe, modi di pensare, non c’è nord o sud del mondo, ricchi o poveri ma una cosa che unisce tutti è la violenza contro le donne! Un dramma perchè il femminicidio è la punta di un iceberg di una situazione meno evidente perchè: quando non c’è la morte, per fortuna in quel caso, non ne sappiamo nulla ma dentro le case con finestre e porte chiuse, di tutto il mondo, avviene uno stillicidio! Le incidenze statistiche di violenza sono impressionanti, di violenza anche psicologica e non solo, terribile, quella fisica! Bisogna lavorare molto con i giovani e nelle scuole. Purtroppo gli stereotipi di genere sono così dentro di noi, “nel DNA”, che dall’asilo si dovrebbe cominciare a lavorare… Io ho cercato di fare un lavoro teatrale perchè spesso si fanno tanti discorsi seri ma che non arrivano a tutti… Ho cercato di arrivare al cuore, allo stomaco per poter scuotere e ho cercato di utilizzare quello che io so fare, dopodichè la mia soddisfazione è vedere che questo libro “Ferite a morte” è diventato uno strumento virale… ed è quello che volevo!

Felicemente saluto Serena e di lì a poco incontro il grande Alessandro Bergonzoni ed ho il piacere di regalarvi le sue surreali e allo stesso tempo concrete parole…

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ROSSELLA (emozionata ed ironica) Grazie a Lei, questa sera, il teatro si fa portavoce dei “7 valori del buon vivere”… ha detto delle parole stupende ma “anche le parole si sono stancate di noi”…

BERGONZONI (complice dell’ironia).. ma sì, le parole si son stancate di noi, di me, hanno bisogno di essere abitate, di sentirsi prese, non mi fare dire amate, condivise, non ce la faccio più! Le parole hanno bisogno di essere traslate! Io se non vedo dentro di me la parola AIUTO è inutile che parlo d’aiuto! E’ la rivelazione… Non posso pensare che nessuna religione a cui chiedo lo scambio delle fedi possa fermare la crescita di un’anima che deve lavorare sul tema del cosmo e non certo sul tema del PIL! Poi siamo d’accordo tutti che esiste anche l’economia ma l’economia distaccata dagli altri mi(ni)steri non può esserci! Altrimenti il corpo di una donna, di un handicappato, di un bambino, avranno sempre un senso, ma che il più delle volte, sono solo fotografie!

R Maestro lei questa sera “ha investito” nel buon vivere ma lo stato italiano quanto investe nel teatro e nella cultura?

BERGONZONI (pensieroso ma non rassegnato) … e vabbè, il problema è proprio questo, è come le leggi sulla tortura e sulle carceri: per capire questo devi andare negli asili e cominciare ad allevare dei futuri ministri e legislatori che capiscano l’importanza del teatro, dell’arte ecc.. e questo non viene fatto! Allora cosa devi fare, vai negli asili a raccontare che esiste un’altra idea del teatro… Ma cosa succede, lo fai pur sempre tu e non lo fa un ministro dei beni culturali o il ministro degli interni o del turismo, ma lo fai tu. Quindi tu puoi essere tutti questi ministri e nel momento in cui lo fai, pensi, non stai giudicando ma stai legiferando: è una forma di legislazione! Poi se la gente si ricorda del teatro solo quando viene inaugurato il teatro di Pavarotti con la bellissima serata musicale o se si ricorda del cinema solo quando arriva Fellini ecc.. è perchè non ci si rende conto che queste cose, a prescindere dal glamur, vivono precedentemente!  È tutto un lavoro di condizione interiore, se non ci sei a raccontare questo negli asili allora non la tua generazione, nemmeno quella dopo ma tra 4 generazioni si spera non ci sia qualcuno che si fermi solo al tema economico, perchè il tema economico è già incollato! In Francia, ad esempio, il tema culturale è intoccabile, puoi tagliare tutto ma non lì! Da noi invece si, ma perchè qualcuno ha già “mangiato precedentemente”, perchè qualcuno aveva l’anima che lo portavano a rubare e ad essere corrotto: questa non è politica, è una condizione interiore! Se non lavori lì, non cambi neanche la politica. Non c’è un solo leader ma siamo tutti: io, tu, lei (indicando altre persone che ci ascoltano in sala) siamo tutti leader e messi insieme, come dice la fisica quantistica, questa roba qui cambia, si muove, perchè il clima mosso in un punto si muove anche in un altro punto. Se la Terra trema nell’asse, ci spiegano scientificamente, questa è collegata ad altro e non riusciamo a capire che anche gli uomini sono collegati e che hanno una loro linfa e un’umanità!

R (incantata ma attenta) Prima di diventare attore e regista lei è stato un universitario..!

BERGONZONI (ironizza) Lo sono stato malamente!

R Quale è la potenzialità del periodo di vita universitario. Ci dia una sua lettura di questo spaccato di vita…

BERGONZONI “Universo”. Lo dissi anche a Bologna nella scorsa reunion universitaria… Dimenticare l’accademia e la laurea ad honoris causa e pensare alla “laurea òneris causa”: l’onere che ti devi prendere! Bisogna iniziare ad essere professore da quanto sei studente e a fare lo studente da quando sei professore! Cambiare il modo di raccontare: tu non fai delle lezioni frontali, tu insegni, forse, ma metti in relazione! O hai qualcosa di elettrico addosso e me lo trasmetti o se sei spento allora siamo lontani anni luce da quella che è istruzione perchè diviene istruzione spenta! E’ una questione di elettrica! Se questo lo dice uno scienziato o un premio nobel noi gli crediamo perchè hanno dimostrato che il nostro corpo emana queste frequenze se poi lo dico io è “new age”! Allora chiedo questo agli universitari: di rendersi conto che in mezzo c’è dell’altro…!

ROSSELLA …grazie maestro!                BERGONZONI Buon lavoro!

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A voi l’interpretazione di queste interviste. L’interpretazione è qualcosa di così personale… come è personale tutto ciò che si prova dinanzi a queste persone che si distinguono nel mondo dello spettacolo e della comunicazione per la loro innovatività e le loro forme di contrasto democratico ai poteri che influenzano spesso negativamente la cultura e l’informazione. Il buon vivere è utilizzare gli organi di senso, il corpo e il tempo, condividere nelle comunità i valori dello stare bene con gli altri e mettere da parte quella smania di potere su tutto e sugli altri che ci fa dimenticare che “il vero potere è di coloro che si nutrono di lavoro e cultura da mettere al servizio della società!”.

Rossella Zappariello,

Responsabile Partnership Uniradio Cesena

Si ringraziano Sara C. e Vincenzo M. per la collaborazione

Link Utile: www.settimanadelbuonvivere.it

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