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Sabato 18 gennaio (2014) si è tenuto presso la sala conferenze ex macello di Cesena l’incontro interculturale dal titolo “Cittadini prima della cittadinanza” , permesso dal Comune di Cesena e organizzato da una partnership degna di nota quale è il Centro Interculturale MoviMenti in collaborazione con il Centro di Aggregazione Garage ed il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna.

La relatrice dell’evento Manuela Carabini ha calorosamente guidato i giovani di varie associazioni culturali nel presentare i singoli progetti svolti sul territorio romagnolo. Mariam e Faiza, del progetto “nati e cresciti qui” hanno esposto la loro esperienza di giovani Mussulmane (residenti in Italia) tramite un video registrato sul territorio cesenate (“giovani Mussulmane si raccontano”) per dimostrare che  Cesena è casa per queste ragazze che hanno sempre vissuto nel Paese. Successivamente, la Docente Elvira Cicognani ha mostrato la ricerca effettuata anni addietro (progetto PIDOP) su “Identità e senso di appartenenza”: son state raccolte le opinioni di adolescenti stranieri in Italia e tra le questioni esposte è emerso il fenomeno sociale dell’othering: la formazione nei giovani cosiddetti “stranieri” dell’alterità,  risultato del sentire il proprio gruppo etnico diverso, altro dal gruppo del paese ospitante. Ciò porta i giovani di origine non italiana ad attivare strategie difensive come “l’italianità ovvero mostrarsi più italiani parlando ad esempio un dialetto italiano o enfatizzando la conoscenza della realtà politica e sociale in Italia (comportamento del tutto apprezzabile!). Invece, i ragazzi del Progetto “Impronte” hanno scritto e presentato un libro in cui sono raccolte testimonianze, punti vista ed esperienze di vita di giovani marocchini e tunisini cresciuti in Italia; interessante è stato notare che nel video proiettato erano riportate scritte in latino seguite da numeri: linguaggio utilizzato da alcuni ragazzi di seconda generazione sui social network! Il sociologo Gianfranco Dall’Aria ha esposto un’ indagine sociologica (“ stranieri, fino a quando …”) sulla vita e sulle relazioni sociali dei giovani “stranieri”. Dalle parole dei ragazzi e dalle tesi esposte dai professionisti si evincono: l’importanza del processo di formazione identitaria che i giovani figli di migranti costruiscono in una Paese differente da quello d’origine, la necessità di riflettere sui Diritti (come allo studio, al lavoro che dovrebbero far seguito al diritto di cittadinanza) e l’importanza del processo di integrazione sociale possibile tramite il “parlare, dialogare” per conoscersi tra giovani di diverse culture e sentirsi tutti ugualmente cittadini italiani. L’atmosfera è stata animata dalle musiche rap dei cantautori “UMMA-MIC” di Reggio-Emilia che hanno presentato alcune canzoni che trattano di discriminazione, diritto di cittadinanza e rispetto.  Durante il pomeriggio sono stati coinvolti anche i giovani del “Centro per la Pace” e la Comunità senegalese. Infine, ma non meno importanti, i ringraziamenti dell’assessore Simona Benedetti hanno rasserenato il pubblico. Benedetti ha sottolineato l’impegno del Comune cesenate nel promuovere l’integrazione tra i cittadini di Cesena, siano essi  italiani e non, osservando che nell’ultimo periodo il 20% delle nascite all’ospedale Bufalini sono di origine straniera; l’Assessore dice “ sentire l’integrazione diminuisce la paura del futuro”. L’interazione tra i giovani è un processo costruttivo che facilita lo scambio di informazioni e di culture, necessarie alla crescita di un Paese da un punto di vista sia intellettivo che valoriale. Promuovere “una sana integrazione sociale e culturale” permette la partecipazione delle Persone alla vita comunitaria e fa si che si sviluppi quel senso di appartenenza che ostacolerebbe discriminazione ed esclusione sociale.

Rossella Zappariello

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