Siamo in chiusura di una delle mostre fotografiche più belle che l’Italia abbia mai ospitato… Conoscete “la ragazza dagli occhi di ghiaccio” immortalata da McCurry? Fino a domenica 10 gennaio potete contemplarla ai Musei di Dan Domenica di Forlì. Proprio di questo, ci parla Monica Fantini, vicepresidentessa di Fondazione cassa dei risparmi di Forlì, che con la sua forte squadra, in occasione del mega evento “Settimana del buon vivere”, ci ha fatto fare il giro del mondo semplicemente restando a Forlì!

Appuntamento musicale in piazza Saffi (Forlì). Foto offerta dallo staff organizzatore della settimana del Buon Vivere.
Appuntamento del Buon Vivere in Piazza Saffi a Forlì

Com’è nata l’idea della settimana dedicata al Buon Vivere?

L’intuizione nasce nel 2009, come azione di sviluppo di Comunità basata sul concetto di bene comune, del mettersi in relazione per dare visibilità alle esperienze che qualificano il vivere e, insieme, crearne delle nuove. Al centro la persona e la valorizzazione di generi, di generazioni e culture diverse. Protagoniste sono le diverse anime sociali, culturali, istituzionali ed economiche che distinguono il territorio. Il premio Nobel Amartya Sen, amico e sostenitore di questa esperienza, ha detto che la principale speranza di armonia del nostro complesso mondo risiede nella pluralità delle nostre identità che s’intrecciano: questa è la sintesi più calzante di ciò che il Buon Vivere vuole esprimere, il sunto di quel senso di ospitalità che è proprio della Romagna e della sua cultura che si rinnova.

Quali sono i temi di questa iniziativa?

I temi sono quelli che “rendono la vita degna di essere vissuta”: il bene comune, l’economia etica, la giustizia, il benessere, la salute, la coesione, la solidarietà, la cultura da cui matura la sostenibilità, lo sviluppo durevole. Siamo in linea con il Rapporto Urbes del 2015 sul Benessere Equo e Sostenibile delle città, secondo cui “Progettare una politica per le città significa in primo luogo prevedere azioni di governance orientate […]a iniziative che le rendano luoghi del buon vivere”.

Foto di McCurryPeshawar, Pakistan, 1984_web (b)
Foto di Steve McCurry

Perché un giovane dovrebbe partecipare alla settimana del buon vivere?

Superano il migliaio gli studenti che ogni giorno si incontrano durante i nostri eventi per parlare dei temi che connotano il buon vivere. Otto i Paesi che partecipano ormai da anni all’evento anche attraverso blogger che poi dal mondo ci raccontano. Un anno fa, un’analisi sui big data a cura del Corriere della Sera, legò il picco di felicità in Emilia Romagna proprio alle giornate inaugurali del Buon Vivere. E questo, anche grazie al web e alla digital generation che contribuisce a diffondere il nostro messaggio in ogni angolo del mondo”.

Una settimana “molto social”, anche sotto un altro aspetto…

Si, infatti qui hanno trovato ispirazione progetti per il sociale come “Ferite a Morte”, percorso di denuncia contro la violenza sessista, a cura di Serena Dandini. O “BV: Basta Violenza” contro ogni discriminazione di genere. Ancora, le campagne di prevenzione e sensibilizzazione agli stili di vita corretti come le azioni con l’Istituto Oncologico Romagnolo (Irst-Irccs di Meldola), i progetti di welfare e i laboratori di idee (campus cloud) per l’innovazione sociale e le sensible city.

Credo che il fotografo Steve McCurry sia stato il non plus ultra del successo di questo anno..!

Si, proprio dall’impegno sociale è nata l’idea di coinvolgere uno dei più grandi fotoreporter al mondo, lo statunitense Steve McCurry! Fondamentali gli scatti e l’anima dei grandi fotografi che, a volte, più delle parole, catturano il battito dell’umanità e i sentimenti che esso racchiude. Nelle immagini vi sono la sofferenza ma anche la speranza!

Da sx. Eleonora e la maestra statunitese Morgan di @famiglie in 3D con Ro Zappariello di @Uniradio Cesena
Eleonora e Morgan di Famiglie in 3D con Ro alla mostra fotografica

Grazie a Gianni Riotta siamo riusciti a contattare Mr. McCurry che ha accettato sin da subito il nostro invito. Steve ci ha accompagnato in “un percorso di scoperta che progressivamente si raccoglie in un universo pienamente femminile che ci viene incontro con i suoi sguardi e ci coinvolge con la sua dimensione collettiva in un vortice dove si mescolano età, culture ed etnie che McCurry ha saputo cogliere con estrema intensità”.

Il punto di arrivo della mostra è proprio l’icona moderna SharbatGula, la ragazza afgana dagli occhi verdi, dispensatrice di un’idea di pace, posta accanto all’Ebe del Canova, capolavoro custodito dai Musei San Domenico e icona mitologica.

E qui, purtroppo, termina la nostra intervista. Ha un messaggio per gli universitari?

Voi giovani siete i grandi protagonisti del buon vivere e per questo l’incontro con importanti personalità di ambito economico, sociale, culturale e scientifico rappresenta un’opportunità per aprirsi al confronto, per allargare lo sguardo, per crescere senza rimanere piccoli. Gli incontri, quelli che possono lasciare un segno su cui elaborare un pensiero, una nostra proiezione o anche un disappunto sono costruttivi. Le relazioni ci aprono al confronto, ci tolgono dal pregiudizio e ci spingono a fare la nostra parte, con fiducia. Per noi è necessario il supporto delle scuole, dell’Università, dei giovani che saranno il presente del futuro. É fondamentale continuare in questo viaggio che, solo se costruito insieme, potrà portarci lontano. L’appuntamento alla prossima edizione è un impegno quotidiano ma avremo tempo di raccontarci e di condividere tra settembre e ottobre 2016. Solo Chi semina buon vivere raccoglie ogni giorno futuro!”.

Dalla raccolta dei dati della Fondazione emerge che, ad oggi, oltre 70mila i visitatori della @mostra fotografica di McCurry. Un successo incredibile!”, questo mi scriveva la Dottoressa Fantini la sera del 7 gennaio.

Così ho immaginato la magica atmosfera dei Musei di S.Domenico, che hanno ospitato McCurry, pensando alle grandi personalità che hanno sostato, per l’occasione, a Forlì. Sorrido, pensando all’entusiasmo di Monica Fantini, una donna energica cha ha vissuto l’Africa, imparando la cooperazione e guardando in faccia la malattia. Ci insegna che “i progetti senza condivisione, si spengono e la Settimana del Buon Vivere è un modus operandi. Nella vita ci vuole voce, testa e cuore. ”Allora, chi mi segue nel mondo del Buon Vivere?

Restate aggiornati, a breve un bellissimo reportage sulla città di Forlì!

Rossella Zappariello,

Responsabile Partnership Uniradio Cesena

Per saperne di più:

http://www.settimanadelbuonvivere.it

http://www.civita.it/servizio/sala_stampa/steve_mccurry_icons_and_women_forli

http://stevemccurry.com/

http://ilbuonviverechenutreilpianeta.org/

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