Non è una notizia fresca di stampa, ma neanche tanto datata: è uscita una nuova “edizione” della mappa della Via Lattea. La notizia è apparsa su diverse testate di interesse scientifico, fra tutte la famosa National Geographic, che ne ha parlato in un breve articolo datato 25 Febbraio. Per chi di voi lettori non sapesse di cosa stiamo parlando, vi dico da subito che non si tratta della mappa di una stradina dietro l’angolo o di qualche vicolo di Cesena e dintorni, né di una nuova feature di Google Maps. Questa mappa è una ricostruzione accuratissima della nostra galassia, ricavata da oltre 700 osservazioni, incasellate come un mosaico a creare un’immagine straordinaria dello spazio che circonda il nostro sistema solare.

lattea
Notte stellata Van Gogh? No, è la galassia.

Questo progetto è stato possibile grazie all’apporto dell’Agenzia Spazi
ale Europea
, in particolare con l’uso del telescopio APEX che sorge nel deserto di Atacama in Cile. Il livello avanzato di tecnologia e dettaglio di questo strumento, hanno permesso a varie equipe di scienziati di poter scattare fotografie molto precise a diverse lunghezze d’onda, rivelando ancor più in dettaglio porzioni di spazio finora mai osservate con cura. Il telescopio APEX ha permesso di separare le zone più fredde e povere di stelle da quelle con una maggiore attività stellare, delimitando delle vere e proprie aree
della nostra galassia dove le polveri delle stelle morte si stanno ammassando, e dove un giorno grazie alla gravità potranno formare nuove stelle giovani che ripopoleranno ampie porzioni di spazio. Gli studiosi potranno analizzare meglio i vari ammassi stellari che popolano il nostro cielo, studiare le regioni più fredde e ricche di polveri dove nasceranno nuove stelle e forse nuovi sistemi planetari. Anche lo studio della parte più “antica” della nostra Via Lattea risulta meglio definita e ricca di dettagli che di certo apriranno la strada a nuove analisi e ricerche, soprattutto per ciò che riguarda lo studio sulla natura del nucleo centrale della nostra galassia.

Come tutte le scoperte scientifiche che si rispettino, anche questa ci regala lo stupore della scoperta, un’iniziale euforia che nasce dalla gioia di aver raggiunto un grande traguardo. Tuttavia, essa apre anche a nuovi ed intriganti interrogativi, a volerci sempre ricordare che non si finisce mai di imparare e non si finisce mai di scoprire cose nuove. Novità che non ci devono lasciare indifferenti od ostinati su posizioni ormai datate e superate, ma che ci spingono a formare nuove teorie e nuove idee, a sviluppare un nuovo modo di vedere ciò che ci circonda, un eterno divenire dinamico e ricco di sorprese.

Questa nuova mappa della Via Lattea risulta essere quattro volte più grande di qualsiasi mappatura precedente, questo vuol dire senz’altro che ci saranno almeno quattro volte il numero di interrogativi che ci dovremmo porre davanti a questo nuovo orizzonte della ricerca ed altrettanti nuovi traguardi. La ricerca va avanti, forse lentamente, ma va avanti e speriamo che in futuro non manchino persone dallo spirito e dalla mente aperta e curiosa che possano in qualche modo stupirci e superare questi traguardi che oggi abbiamo raggiunto. Ogni successo è un nuovo punto di partenza e mai un punto di arrivo.

Tommaso Tafani

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