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La goliardia può essere definita come lo spirito studentesco comune a tutti gli universitari, dove si intrecciano interesse per lo studio e desiderio di trasgressione, il piacere della compagnia, del divertimento e delle novità. Queste caratteristiche sono comuni a più gruppi italiani, che per intenderci, possono essere paragonati alle confraternite americane, anche se…

La goliardia ha un origine legata alla nostra storia, nasce infatti nell’Alto Medioevo dove I goliardi non erano altro che “clerici vagantes”: intellettuali vagabondi esclusi dalle università per le loro condizioni socio-economiche. Erano quindi studenti poveri (ma guarda! Proprio come noi!) che vivevano di espedienti, inventandosi il mestiere di giocolieri (all’epoca ioculator voleva dire essere un deviato o un ribelle del buon costume). Essi intrapresero un volontario vagabondaggio intellettuale seguendo il loro maestro preferito o trasferendosi nei luoghi dove insegnavano professori famosi. L’esperienza acquisita visitando tanti posti e conoscendo innumerevoli persone fa di loro degli spiriti liberi, associando ciò alla giovane età, i goliardi sono portati ad apprezzarne i piaceri caratteristici.

Oggi gli studenti goliardi delle università italiane si riuniscono in ordini, difatti la goliardia è organizzata per gerarchie, sia tra i vari ordini (in ogni città c’è un ordine sovrano ed altri vassalli) che tra i membri degli stessi, quest’ultime si rifanno alla tradizione della città o prendono ispirazione da altri spunti letterari o storici, abbiamo così regni, imperi, ducati, etc… I membri di un ordine portano segni distintivi come spille o placche, senza dimenticare il tradizionale copricapo (immagine sotto) che indica, in base al colore, la facoltà di appartenenza.

 

tradizionali cappelli goliardici

 

Firenze Milano e anche la nostra amata Bologna hanno importanti ordini goliardici i quali, pur non essendo riconosciuti come istituzioni, sono parte attiva della vita accademica intraprendendo relazioni con gli organi istituzionali dell’Università e talvolta con i comuni, in quanto si occupano di organizzare anche eventi, feste e tanto altro. Ad esempio, in molte città, si occupano della festa delle matricole e partecipano all’apertura dell’anno accademico.

La goliardia è quindi la messa in pratica della vita universitaria ideale, mantiene un marcato legame con le tradizioni e la cultura. Fa del gioco e del divertimento, non che di bacco tabacco e venere le sue virtù. Le sue finalità al giorno d’oggi sono di creare uno spirito di fratellanza e unione tra tutti gli studenti degli atenei. La sua diffusione in tutta Italia, fa degli universitari goliardi un unico grande gruppo che si fa forza ed affronta gli anni di studio affiancandoli a divertimento, sfide e tanto vino.

Per entrare in questo mondo è necessario sottoporsi ad un processo o iniziazione, ma non fatevi spaventare da questa parola, ha poco a che vedere con i rituali dei film americani, è solo una serata tranquilla…con un po di amici…perlomeno all’inizio. Tipici delle serate goliardiche sono, oltre allo improbabile abbigliamento composto da casacche, mantelli e feluche, i giochi: chi ha più esperienza rende partecipe e integra chi ne ha meno sottoponendoli a sfide e missioni. Bisogna ricordare che in goliardia ci sono tante “regole” e per i neo-casaccati è facile sbagliare ma non che sia cosa grave, al massimo finisci ubriaco e magari in mutande.

                                                                                                                                                         Anna Pini


Foto tratte da: Studentifuori.it, Padovaguide.com. 

 

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