Il professor Cluadio Longhi

Il 2017 è portatore di grandi novità per quanto riguarda la stagione teatrale nella nostra città: in occasione dei 40 anni dalla nascita di ERT (Emilia Romagna Teatro), che grazie ad anni produttivi e di sviluppo ha ottenuto il riconoscimento come Teatro Nazionale 2015 (seconda soltanto al Piccolo Teatro di Milano), è entrato in carica come nuovo direttore della Fondazione Claudio Longhi, regista teatrale e docente del Dams dell’Università di Bologna.

Con grande stima, Massimo Mezzetti, assessore regionale alla Cultura, e Giuliano Barbolini, presidente di ERT, il 4 gennaio scorso hanno aperto la presentazione ufficiale del neo direttore, delineandone la persona e i suoi numerosi contributi in quanto regista: una carriera nella quale Longhi è riuscito a consolidare saldamente le linee guida che caratterizzano ERT in quanto teatro del territorio, senza tralasciare un tocco di innovatività. Non sono mancati ovviamente i ringraziamenti al direttore uscente Pietro Valenti, che con oltre 20 anni di passione e dedizione ha letteralmente plasmato ERT e grazie al quale la fondazione ha ottenuto un prestigio internazionale.

La carriera di Longhi può vantare tante collaborazioni con registi teatrali di spicco (tra cui Luca Ronconi a Milano, che gli ha aperto la strada nel mondo del teatro) e la direzione di numerosi spettacoli, sia in Italia che a livello internazionale. Personaggio impegnato nel mondo del teatro, ma anche tra i banchi di scuola, dove riesce a trasmettere quotidianamente la sua passione ai propri studenti. Docente di Storia della regia ed Istituzioni di regia, Longhi vanta una vasta ammirazione da parte di molti ragazzi. È un professore sempre disponibile, che durante le lezioni solitamente racconta molti dei suoi vissuti e delle sue esperienze teatrali e che come metodo didattico predilige aprire momenti di dibattito per favorire la partecipazione e la riflessione.

Una breve descrizione che riflette in pieno la sua personalità e il suo “quaderno di buone intenzioni”, ossia come Longhi intende operare. Un quaderno che illustra più piani, a partire dalla politica culturale. Ci sono diverse battaglie da combattere e la più importante è far riconoscere il teatro come attività culturale: evidenziando la sua funzione di servizio pubblico. Esso deve essere visto come modo attraverso cui la comunità riesce a esprimersi, capire chi è e dove vuole andare.

Un altro importante obiettivo citato da Longhi riguarda il pubblico: occorre capire come raggiungerlo attraverso tutte le forme di linguaggio in cui il teatro si esprime, tenendo in considerazione anche nuovi codici narrativi odierni come i videogiochi e le serie tv. Il teatro non può far altro che riflettere ed interrogarsi sul fatto che certi ruoli e più in generale la drammaturgia stiano subendo dei cambiamenti; tenendo conto dei gap generazionali, che a breve diventano sempre più profondi.

La questione di quanto il teatro sia “popolare”, quindi il suo rapporto con il pubblico, è una costante nell’esperienza Longhi: a fronte della diminuzione di spettatori nei teatri, egli vuole cercare di comprendere come poter allargarsi e parlare a più persone. Una sfida, che può essere risolta solo tramite una ”educazione del pubblico”, nel senso di dar loro strumenti necessari per avere un senso e una coscienza critica. La questione preme molto al neo direttore, proprio perché lui percepisce un gran bisogno di teatro nelle persone, un bisogno di stare insieme e di trovare un confronto. Non esiste certamente un metodo assoluto, ma solo delle possibilità, molte delle quali lo stesso Longhi ha già attuato: dagli Atelier, laboratori teatrali che vedono persone prive di esperienza affiancare attori professionisti (organizzati anche a Cesena nel progetto “Carissimi Padri”), a veri e propri “blitz” nelle scuole, ossia incontri con studenti durante le ore scolastiche.

Inoltre, non è da dimenticare anche il suo compito di mantenimento e rinnovamento di nuovi spazi nelle cinque città del circuito ERT – Bologna, Modena, Cesena, Vignola e Castelfranco -, e di valorizzazione dei rispettivi teatri nella loro specificità.

Alla presentazione sono intervenuti anche i tre assessori alla Cultura, Gianpietro Cavazza, Christian Castorri e Bruna Gambarelli, rispettivamente delle città di Modena, Cesena e Bologna, che hanno espresso piena fiducia al fatto che Longhi opererà una buona gestione artistica e amministrativa, rendendo i cittadini consapevoli che il teatro possa realmente diventare il centro culturale della città.

Educazione, riflessione, passione, sono solo alcuni concetti chiave che danno un primo schizzo di ciò che farà Longhi nei prossimi 4 anni. Noi gli porgiamo i migliori auguri e siamo sicuri che una solida devozione al mondo del teatro come la sua porterà buoni risultati, anche nella nostra città.

Giulia Agnoletti


Foto tratta da: liviosavini.it

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