Rò Zappariello di Uniradio ha incontrato un amatissimo attore italiano: Silvio Orlando. Leggiamo cosa si son detti…

 Attraversavo piazza del Popolo a Cesena, in compagnia dei miei grattacapi universitari, quando d’un tratto il mio sguardo ha incrociato quello di un noto attore napoletano, che leggeva in pace il suo quotidiano, seduto al bar, con l’ auricolare all’orecchio. Ho continuato a camminare quando poi mi son fermata improvvisamente perché quel viso che avevo incrociato, sì, era proprio il volto di Silvio Orlando! Emozionatissima, sono tornata indietro, mi sono avvicinata a lui e, con la sensazione che si fosse accorto della mia presenza, mi son presentata. Silvio sorridendo ha iniziato a parlarmi, raccontandomi brevemente di una delle sue migliori interpretazioni…

 

Rossella (emozionata e ironica): Signor Orlando, lei è qui per la stagione teatrale del Teatri Bonci di Cesena.. Con “La Scuola” ritorna alla ribalta dopo venti anni dal primo film! Perché i giovani dovrebbero rivedere questa produzione e assistere alla commedia teatrale?

Silvio (sorridente): Intanto perché è un divertimento, è uno spettacolo molto gradevole, molto comico, travolgente e vivo. È uno spettacolo che racconta un pezzo di realtà italiana, racconta della scuola come raramente si fa,  perché è un tema di cui tutti ne parlano ma poi, alla fine, pochi se ne occupano veramente! Questo spettacolo merita di essere visto per tanti motivi e soprattutto perché il motivo centrale, a dispetto degli anni passati, è sempre lo stesso: “Cosa ce ne facciamo degli ultimi della classe”?

Rossella: Il personaggio del Professor Vivaldi, che poi nella commedia si chiama Cozzolino…

Silvio: Lui sta lì, fermo nel tempo. Il tempo è passato forse nella nostra testa ma per lui no e quindi ripete gli slogan di un tempo, non considerando che il tempo è un po’ cambiato e rischia di diventare un disco rotto come lo è il suo antagonista principale che è il Prof. Mortillaro, il professore reazionario!

Rossella: Le chiedo un ultimo messaggio per i giovani universitari, sul cambiamento e sulla scuola…

Silvio: Abbiate più fiducia in voi. Dovete capire che il futuro nessuno ve lo costruisce se non ve lo costruite voi. Aspettatevi un po’ meno dagli altri e un po’ di più da voi stessi!

Progetti futuri? Seguite la compagnia teatrale il cardellino su www.cardellino.eu

Uniradio Cesena ringrazia Silvio Orlando per averci concesso questa short-interview e invita voi lettori ad andare a teatro per vedere questi attori-docenti tra i banchi  de.. “La scuola”!

11140126_414037588778807_7775281373836546740_n Rossella Zappariello

Responsabile Partnership

Uniradio Cesena

LA SCUOLA

regia di  Daniele Lucchetti

con  Silvio Orlando, Vittorio Ciorcalo, Roberto Citran, Marina Massironi, Roberto Nobile, Antonio Petrocelli, Maria Laura Rondanin
Silvio Orlando riporta in teatro il professor Vivaldi, protagonista del film La scuola (1995) di Daniele Luchetti, tratto dai romanzi di Domenico Starnone Sottobanco e Ex cattedra.

1992: debutta Sottobanco, spettacolo teatrale interpretato da un gruppo di attori eccezionali capitanati da Silvio Orlando e diretti da Daniele Luchetti. Lo spettacolo diviene presto un cult, antesignano del  fortunato filone “di ambientazione scolastica”. La trasposizione cinematografica del 1995, uno dei rari casi in cui il cinema accoglie un successo teatrale e non viceversa, vince il David di Donatello come miglior film e il Globo d’oro per la sceneggiatura.
Sottobanco era un ritratto della scuola italiana di quei tempi e al tempo stesso un esempio quasi profetico del cammino che stava intraprendendo il sistema scolastico.
“Ho deciso di riportare in scena lo spettacolo più importante della mia carriera”, racconta Orlando, “fu un evento straordinario, entusiasmante, con una forte presa sul pubblico. Più che della situazione scolastica in quanto struttura e finanziamenti parliamo di istruzione e di come il modo di insegnare è cambiato negli anni. Raccontiamo due modi diversi di interpretare il ruolo educativo nella scuola, uno più democratico e vicino agli studenti e l’altro più reazionario che vorrebbe un scuola più elitaria”.

Siamo in tempo di scrutini in IV D. Un gruppo di insegnanti deve decidere il futuro dei loro studenti. Dal confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali, amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso.
Brillanti e affiatati i componenti del cast compongono un divertente e spesso penoso consorzio umano. I problemi della scuola sono tragicamente i medesimi degli anni Novanta e La scuola finisce per essere un’occasione di comica, amara riflessione.

 Presentazione a cura del Teatro Bonci

 Link www.teatrobonci.it

 

 

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