Come molti di voi non sapranno ieri si sono svolte le seconde semifinali dell’Eurovision Song Contest 2014, il Sanremo europeo (ma molto più scenografico e meno noioso).

Dopo che 3 giorni fa le prime semifinali hanno decretato qualche eliminazione a sorpresa e indicato chi potrebbe arrivare sul podio (da tenere d’occhio Ucraina, Islanda, Armenia e Olanda), le semifinali di ieri sono sembrate leggermente più scarse dal punto di vista qualitativo ma non sono mancati i momenti interessanti.

Nel lotto dei quindici paesi in gioco spicca la canzone austriaca “Rise Like A Phoenix”. A colpire in primis è chi la canta, Mr.Thomas Neuwirth, che sul palco abbandona la sua identità e si trasforma nella drag (con la barba) Conchita Wurst, e fra l’altro riesce a vestirsi meglio di quasi tutte le concorrenti femminili. La sua voce live rende meglio che in studio, ricordando vagamente Prince in versione più “orchestrale”, e la canzone unita alla scenografia è di grande effetto, sicuramente una delle più convincenti uscite dalle semifinali.

Degne di nota anche altre esibizioni. Nel generale TunzTunz o lamento dei brani in gara la Finlandia si distingue con il brano dei Softengine “Something Better”, una giovanissima boyband dal piglio synthrock che sul palco sa trasmettere la carica che ci si aspetta da questo genere di brani.

La Norvegia propone Carl Espen, un Bon Iver più “muscoloso”, che si presenta con un brano molto delicato e forse anche un po’ banale, ma che fa risaltare in pieno le sue più che buone qualità vocali.

Tra gli altri brani qualificati un accenno alla polacca Cleo che con Donatan (il Jake la Furia di Varsavia) propone un brano dalla scenografia abbastanza “spinta” che però convince i giurati. Lo svizzero Sebalter (Sebastiano Pau-Lessi) propone un brano alla Nutini, e anche se come esibizione non è nulla di particolare il genere piace e passa al prossimo turno. Va avanti anche il bielorusso Teo con l’unico brano R’n’b della serata (ricorda molto il primo Tiziano Ferro anche come movenze). Ultimi qualificati I greci Freaky Fortune e i rumeni Paula Seling ed Ovi (che due anni fa partecipò sotto la bandiera norvegese), con due brani dall’anima electro (degno di nota il secondo) e due scenografie tra le più efficaci della serata, insieme ai maltesi Firelight e alla slovena Tinkara Kovac (quest’ultima con una canzone veramente banale e senz’anima).

Tra gli esclusi l’unico gruppo che ha scelto di rischiare, i georgiani The Shin & Mariko. Il gruppo presenta una canzone dai toni fortemente tradizionali, con una struttura e un giro di accordi notevole (probabilmente l’unico veramente originale e tecnico della serata), con cambi di ritmo e diverse melodie. La cantante inoltre ricorda la voce della prima Shakira, scura e potente. Un peccato.

Tra gli altri esclusi Israele, Lituania, Irlanda e Macedonia. Si parla di quattro brani con veramente poco da dire. L’esperimento di unire pop elettronico e cornamuse di Can-Linn fallisce miseramente (incomprensibile la scenografia di stampo indiano per un paese del genere). Vilija Matačiūnaitė sceglie una scenografia robotica con un vestito opinabile e una esibizione vocale non all’altezza (tra l’altro con il testo più banale della competizione). La macedone Tijana ha uno dei più bei video di presentazione (copiato da Jack White) unito ad una canzone molto simile a quella della Slovenia (paga il fatto che a differenza della Kovac ha una voce meno adatta a cantarla).

Domani ci saranno le finali e domani ci sarà la seconda parte del nostro approfondimento che parlerà delle canzoni che hanno avuto accesso direttamente alla finale (tra cui quella della nostra Emma)!

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