Il sogno azzurro inizia dalle giovanili, dalle primavere delle squadre, da piccoli club di provincia, dalla tecnica, dalla passione, dalla fortuna (anche) e dall’etica.
Cesare Prandelli, commissario tecnico della nazionale azzurra, di questo è fermamente convinto e ha cercato di inculcare le sue idee di  vita sportiva durante una conferenza tenutasi presso la sede dell’azienda Technogym del virtuoso imprenditore Nerio Alessandri, leader  nel settore del Wellness , sotto gli occhi una sala gremita di personalità quali Gianluca di Marzio (giornalista Sky ), lo staff tecnico della nazionale, la dirigenza e l’organico del A.C Cesena, il presidente della Serie B Andrea Abodi, il sindaco della “Città europea  dello Sport 2014” Paolo Lucchi. e tanti fra curiosi, professionisti e dilettanti del mondo del calcio.
Bisogna ringraziare gli uomini che organizzano e ospitano questi incontri e chi si presta e ne prende parte, sono un grande valore aggiunto ad un territorio di eccellenze e realtà virtuose come la Romagna.
UniRadio, la voce degli studenti, poteva mancare a questo appuntamento?

“Quando negli anni ’90 il presidente dell’Atalanta (n.b Antonio Percassi) mi propose di allenare la squadra giovanile” – ricorda il ct. Azzurro- “mi disse delle parole che mi hanno accompagnato in tutta la carriera: Forse non riuscirai ad allevare campioni, ma di sicuro saranno ragazzi educati
Cesare questa frase l’ha innalzata ad un concetto così importante da essere il primo allenatore della nazionale maggiore a far approvare un “Regolamento Etico”, una conquista importante e spesso non compresa in un mondo troppo spesso maleducato  quale il calcio.
In due ore intense Prandelli e il suo staff hanno educato la platea ad esaminare il calcio da punti di vista etici, comportamentali. Allenare uomini e personalità prima di allenare campioni e calciatori.
“Calciatori che troppo spesso dimenticano di essere degli sportivi” come ricorda Giambattista Venturati, preparatore atletico della nazionale e braccio destro del Mister Prandelli.
Conferenza divenuta, opportunità per la Romagna tutta di comprendere alcuni meccanismi  regolatori del mondo ‘pallonaro’ e troppo spesso  tralasciati o non approfonditi dalle testate giornalistiche sempre  più attente allo scoop o alle incomprensioni fra allenatori e giocatori.
Quando Uniradio ha potuto porre una domanda al ct azzurro gli ha chiesto, ricordando l’europeo U21 del 2013, perchè l’italia nonostante avesse nelle proprie fila giovani calciatori che si esibiscono su palcoscenici quali la serie B (come lo stesso Caldirola a Cesena) fosse riuscita  battere l’Olanda e a raggiungere la finale con la Spagna (compagini che vedevano fra le proprie file interpreti che si esibiscono su palcoscenici ben più importanti quali la Champions o la massima lega nei loro rispettivi paesi).

Prandelli è stato molto chiaro “Tanto si sta facendo per poter assicurare ai giovani U21 italiani un futuro radioso e ricco di sfide, ma nel confronto con queste due realtà siamo ancora distanti…l’italia è una nazionale particolare: Non siamo i più forti, ma possiamo batterli.”

Il mister, come vedete, ha le idee chiare.
Sarà un grande mondiale.

Giacomo Creta

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