Stefano Massini è sbarcato al teatro Bonci con un nuovo character study, questa volta sull'uomo…
Se il 17 Febbraio del 1600 avessimo camminato per le strade della capitale probabilmente avremmo trovato una città profondamente diversa da quella che potremmo trovare oggi.
Una città decadente nella quale la ricchezza era racchiusa in una cerchia stretta di popolazione, dove i monumenti dell’imperiosa Roma che fu’ erano lasciati all’abbandono e al degrado e dove la politica veniva decisa da anziani uomini nei palazzi del potere…. e menomale che avevo detto “profondamente diversa”…
In questa Roma a noi tanto simile c’era qualcosa di profondamente diverso…infatti in campo dei fiori non avremmo trovato quella comodissima statua su cui appoggiare il Long Island mentre lasci il numero di telefono alla nordica erasmus incontrata alticcia nel localetto universitario di turno.
In questa Roma, il 17 Febbraio 1600, avremmo visto una colonna di fumo figlia di un frate domenicano innalzarsi puntando il cielo fiera e sognatrice. (n.b. benché parlando di clero in questo caso “figlia” assume un senso astratto)
Il frate domenicano Giordano Bruno, padre del pensiero moderno, arso vivo in campo dei fiori.
Quale fu la sua colpa? Non riuscire ad accettare ogni dettame, ogni dogma senza verificare…senza utilizzare il suo intelletto, senza domandarsi perché, senza cercarne una spiegazione.
E lui una sua spiegazione la trovo’ e come un pittore disegna il mondo Giordano Bruno disegnò un Dio “intelletto e ordinatore di tutto ciò’ che è natura” ma non escluso da essa, egli è allo stesso tempo intelletto ordinatore della Natura ma anche Natura stessa divinizzata, un unica unità formata da pensiero e materia.
Troppo complicato per le ghette papali dell’epoca.
Troppo fuori dagli schemi per le polverose cattedre del tribunale dell’inquisizione.
Ma sicuramente così finemente logico da dover essere debellato in fretta,prima con la galera,
poi con le fiamme purificatrici del rogo preparato per lui in campo dei fiori
Ebbe paura Giordano Bruno, abiurò; più volte.
Ma quando per l’ennesima volta fu costretto ad abiurare, a cancellare se stesso ed annullare le sue teorie per compiacere l’ennesimo rappresentante di San Pietro in terra non ce la fece e rifiutò ogni collaborazione.
Arse Giordano Bruno, urlo’ e pianse…
Ci vollero oltre 300 anni affinché Roma si ricordasse di questo suo figlio in morte con una statua, (benché non senza le minacce dell’allora papa Leone XIII che il giorno della presentazione della statua voleva lasciare l’Urbe. ) e ce ne vollero oltre 400 prima che papa Giovanni Paolo II definisse la morte del filosofo di Nola “per la Chiesa un motivo di profondo rammarico”.
Giordano Bruno è morto perché nulla è più importante di ciò che pensi.
Giordano Bruno è morto perché non usare l’intelletto sarebbe uno sfregio se esistesse davvero un Dio che ci ha concessi di tale privilegio, pensare.
Giordano Bruno è morto come morì Gesù’ il Nazareno,
a chi fu assegnato l’intelletto da salvare a chi l’anima.
….Che poi è curioso pensare che nel Giordano Gesù’ Cristo venne battezzato.
Un rivoluzionario d’altri tempi…..
Buona 17 Febbraio a tutti.
Giacomo Creta


Questo articolo ha 0 commenti