O  s  s  e  r  v  a  t  o  r  i  o    MÀNTICA

Teatro Comandini, Cesena

4-8 dicembre 2015

Programma Domenica 6/Lunedì 7

A Màntica il cinema documentario dell’ucraino Sergei Loznitsa e con la nuova creazione di Chiara Guidi, Gola, un’esplorazione tattile nel baratro della tragedia: domenica 6 e lunedì 7 dicembre; con Piero Capelli lo studio sui fonemi della lingua ebraica e poi Mutamassik, il lato live di Freddanotte!

Sergei Loznitsa

LoznitsaLa seconda parte di Màntica apre al cinema documentario ospitando il regista ucraino Sergei Loznitsa (di cui Màntica ha già presentato Polustanok nei giorni scorsi) e il suo lungometraggio Blokada (b/n, 2005, 52’), un montaggio di materiali d’archivio – sulle scene dell’assedio a Leningrado – che non assomiglia ad alcun documentario d’archivio e che costruisce un’esperienza visiva piuttosto che sovrapporre alle immagini una prospettiva storica. Alla proiezione seguirà un colloquio con lo stesso Loznitsa, dal titolo Il passato vive, coordinato dal teorico del cinema Eugenio Premuda, volto a indagare i metodi e gli obiettivi del suo lavoro. Proiezione domenica 6 alle 18.00, incontro a seguire.

 

Gola

Segue Gola (in scena domenica 6, lunedì 7 e martedì 8 alle 20.30, in collaborazione con Teatro Bonci/Emilia Romagna Teatro Dondazione), una performance dal carattere corale che Chiara Guidi compone e realizza con la partecipazione di molte persone comuni – circa quaranta in questa occasione – coinvolte nell’esperienza teatrale tramite un periodo di lavoro scenico. Ideata in collaborazione col fotografo Alessandro Scotti, Gola. In tre movimenti inanella tre fonti di ispirazione, legate all’esperienza del dolore umano, alla necessità di porsi di fronte a esso e di portarne il peso attraverso la forza dell’arte.

Performance GolaA partire dal racconto Angoscia, di Anton Cechov, in cui una cavallina è la sola creatura capace di ascoltare la tristezza del vetturino cui è morto il figlio, Gola evoca l’antica figura della doula, una donna che si pone in aiuto di un’altra donna, per toccare infine l’esperienza di Ewa Klonowski, antropologa forense di origine polacca che ha lavorato nelle fosse comuni di Sarajevo – in seguito al conflitto degli anni Novanta – al riconoscimento delle ossa delle migliaia di persone scomparse.

“Di fronte alla forza tragica della realtà, il teatro s’interroga. Porta alla luce? Gola chiede alla musica la possibilità di sollevare sul palco la contraddizione umana posta tra il bene e il male, tra il dolore e la possibilità di confidare la pena che si porta, nella considerazione che questa pena potrebbe invadere il mondo intero” afferma Chiara Guidi. Quella di Ewa Klonowski, sulla quale prende corpo la performance, è la voce di chi è entrato dentro la gola dell’orrore per sollevare i corpi, riconoscendoli perché le ossa “le hanno parlato”. L’antropologa infatti ha operato con nessun altro mezzo che la propria sensibilità e la propria conoscenza scientifica, precedente alle tecniche di analisi del Dna. “Il nostro tentativo è quello di porci di fronte alla sua voce, al suo racconto, alla sua esperienza come metafora dell’esistenza, per stabilire, nel tempo della scena, piccole liturgie capaci di cicatrizzare in un corpo unico l’ascolto, il dolore, e la cura”.

Aiuto regista Chiara Savoia. La cura del suono è di Giuseppe Ielasi. In scena: Martina Ambrosioni, Elena Baroglio, Taila Bartoli, Alessandra Battaglia, Livia Bottignole, Antonella Bracci, Melania Capanni, Caterina Cesaria, Cinzia Chiodini, Silvia Ciancimino, Gaia Ciani, Luca Colombo, Erica Curci, Silvia D’Altri, Daniela De Lauri, Elena Cleonice Fecit, Sara Firrarello, Fabrizia Frizzo, Antonello Greco, Carolina Iballa Scalas, Samantha Intelisano, Lucia Mazzoncini, Anna Lidia Molina, Debora Pradarelli, Beatrice Raccannello, Vincenzo Rendina, Valentina Rinaldi, Ippolita Ginevra Santandrea, Federica Scaringello, Sara Svati, Chiara Tabaroni, Francesca Tisano, Alice Valente Visco, Cecilia Valenti.

Ascendere a Dio con le parole

Màntica | CesenaDimensioni della voce dell’uomo e della voce di Dio nell’ebraismo classico è il titolo dell’incontro col professore di lingua e letteratura ebraica Piero Capelli, che si terrà lunedì 7 alle 18.00. L’incontro percorrerà le diverse idee della voce divina e di quella umana che furono pensate, e talvolta praticate, dagli ebrei nell’antichità e nel medioevo. “All’inizio della Bibbia, Dio crea il mondo articolando parole – spiega lo studioso –. Dare nome agli esseri e agli oggetti significa chiamarli all’esistenza prima ancora che classificarli”. Per la tradizione ebraica classica, l’universo è essenzialmente un atto linguistico e fonatorio, e Dio si manifesta in primo luogo come una voce che parla, o, viceversa, che tace. Per certi mistici ebrei del medioevo, l’ascesa a Dio si ottiene attraverso una particolare tecnica di pronuncia dei nomi divini.

Freddanotte, con Mutamassik

MutamassikFino all’8 dicembre Freddanotte – realtà indipendente nata dall’iniziativa di un gruppo di giovani cesenati – si innerva in Màntica proponendo concerti e musica per ballare. Tra i dj set (a ingresso gratuito), che prolungheranno ogni serata verso le ore piccole, anche alcuni live tra i quali Mutamassik: produttrice, musicista, sinesteta – di madre egiziana, vissuta in continua migrazione tra il Cairo, gli Stati Uniti e l’Italia – compone un asciutto groviglio musicale che sporca ogni origine etnica e sfugge al riconoscimento accomodante dei generi. Ha lavorato, tra gli altri, con David Byrne-Luaka Bop, Arto Lindsay, Marc Ribot, Joan Osborne, Butch Morris, Julia Kent (intero 8 euro, ridotto 5 per chi presenta un biglietto di altri spettacoli di Màntica) lunedì 7 alle 22.30.

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