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I detenuti della casa circondariale di Forlì, guidati da Elena Lucarella, aprono le porte della loro “casa”
“Voci Detenute” è un programma radiofonico creato, realizzato e condotto dai detenuti del carcere di Forlì. Il programma nasce da un’idea di “Techne”, un ente di formazione professionale di Forlì e Cesena. Techne, gestisce la formazione e gli inserimenti lavorativi anche per detenuti. Tra le varie attività progetta e realizza corsi di formazione in carcere di varie tipologie tra cui “Voci Detenute”, creato grazie alla collaborazione tra Techne ed Elena Lucarella, che si pone come obiettivo principale quello di riuscire a dare una voce a chi il carcere lo vive giorno dopo giorno, per mesi o anche per anni. E proprio attraverso le loro voci scopriremo insieme un mondo, quello del carcere, diverso da quello che siamo soliti immaginare.
Il progetto è iniziato a giugno con un corso di comunicazione di base, grazie al quale è stato spiegato ai ragazzi il modo giusto per esprimersi e per interagire con gli altri; il secondo step è stato un corso di comunicazione radiofonica, durante il quale sono state spiegate le tecniche necessarie per impostare la voce e riuscire a parlare davanti al microfono con la coscienza di ciò che si sta dicendo e “con il sorriso- come dice Elena – perché con il sorriso arriva un messaggio totalmente diverso”. Alla fine è stato mostrato ai detenuti come utilizzare gli strumenti informatici e radiofonici necessari per realizzare una puntata, strumenti che sono forniti da Uniradio Cesena.
Ogni puntata registrata dai ragazzi della casa circondariale ci racconterà alcuni aspetti della vita penitenziaria dal punto di vista dai detenuti. Tra luglio e agosto sono state registrate le prime due puntate del programma, mentre le altre puntate verranno realizzate tra settembre e ottobre;ogni puntata avrà la durata media di 40 minuti e andrà in onda sia su Uniradio Cesena e sia sui canali FM disponibili.
L’esperienza si è rivelata molto positiva per questi ragazzi;“ Questo corso mi è piaciuto da subito- dice Mohamed, uno dei detenuti- perché ha portato un lavoro molto interessante all’interno dell’Istituto. A me è molto utile perché creare un dialogo radiofonico mi fa imparare meglio l’italiano. Sto anche imparando a lavorare con altre persone” ma all’inizio è normale che ci sia qualche difficoltà o qualche titubanza, l’importante è riuscire a superarle, magari grazie all’aiuto di qualcuno più esperto, come ci racconta Bruno:” Ho aderito a quasi tutti i progetti extramurari del carcere portandoli tutti a compimento ma in questo nuovo progetto mi sento un pesce fuor d’acqua o una voce fuori dal coro, ma ho visto che, grazie ad Elena che è giovane, ma molto determinata e capace, che poi infonde sicurezza e curiosità, mi piace seguirlo”.
“Voci Detenute” quindi è un progetto che ha come scopo principale la rappresentazione del detenuto come una persona. Il programma mira a sensibilizzare e informare la comunità su una tematica delicata come quella del carcere, ad avvicinarla ad un mondo quasi del tutto sconosciuto e perciò tenuto a distanza e visto con diffidenza.
Alessia Raucci


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