Dawes

Intervistati per Uniradio al Lollapalooza Berlin 2015

Il 12 e 13 settembre ho partecipato alla prima edizione del Lollapalooza (l’ormai storico festival di Chicago) a Berlino. Infatti da qualche anno Perry Farrell (fondatore e organizzatore del “Lolla” e ex membro dei “Jane’s Addiction”) ha deciso

di far girare il mondo alla sua creazione e mentre si vocifera di una edizione italiana a Campovolo, ovviamente esiliando Ligabue, questo 2015 ha visto il vecchio aeroporto commerciale di berlino come location.

 

Premettendo che partecipare a un Lollapalooza è un regalo che dovete fare alle vostre orecchie almeno una volta prima di morire (o prima che muoiano tutti gli artisti che meritano di calpestare il loro palcoscenico); vi racconterò dell’esperienza nella sua totalità in un altro articolo, qui parliamo dei Dawes.

 

I Dawes sono una band californiana nata nella periferia di Los Angeles che rilascia il primo disco (North Hills – 2009) dopo essere stati scoperti dal produttore Jonathan Wilson che li mette in contatto con artisti affini al loro sound tra il Roots ed il Country Rock alla Neil Young.

Così si trovano a condividere Jam sessions e ad aprire concerti di Chris Robinson (Black Crowes), Benmont Tench e Conor Oberst che seguono durante il tour del 2014 e con cui rilasciano uno Split 7” per il Record Store Day Black Friday.

 

Ed eccoci a dove li conosco la prima volta: Sestri Levante 19/08/2014, arrivano prima di Conor Oberst e non li considero molto, poi salgono sul palco e vengo letteralmente travolto dal sound e dalle tonnellate di emozioni sparate in faccia come gelide palle di neve. Era il tour di “Nothing is Wrong” e ammetto che concludendo il pre-concerto con “A Little Bit of Everything” mi fecero scendere un paio di lacrime (ero già pronto psicologicamente per l’ex Bright eyes tuttavia nondawes giack mi aspettavo una performance tale dalla band di apertura).

Fecero qualche “pezzo nuovo” e salutarono per poi tornare sul palco con il “Main Course” come live band di supporto.

 

Salto nel tempo: Luglio 2015, leggo nella lineup del Lolla che ci saranno i Dawes sul palco alternativo e decido che andarci da quel momento è davvero cosa buona e giusta.

La performance fu la prima della giornata, una mezz’ora rapidissima volata via tra pezzi del primo, secondo e terzo album. Peccato non abbiano suonato le mie preferite. Appena dopo il concerto riesco a trovarli e convinco il manager che ho bisogno solo di due minuti per un intervista veloce. Acconsente. Una cosa tira l’altra e mi invitano a pranzo nella vip room con tutti gli altri artisti. Ora ne scrivo tranquillamente ma potete immaginare come mi sentissi a stare in mezzo a tutta la lineup del Lolla: Come quando da bambino andai al museo di storia naturale e saltavo da tutte le parti indicando gli scheletri di dinosauro ed elencando tutte le loro Caratteristiche. Ecco cosa avrei voluto fare.

 

Delle simpatiche chiacchiere hanno seguito il pranzo non posso rivelare nulla per un mero codice morale assimilabile al “telecamere spente”, Eccovi allora l’intervista ufficiale al Cantante Taylor Goldsmith per Uniradio Cesena trascritta e tradotta solo per voi.

 

Vi ricordo di seguire l’episodio di oggi di Music Class dedicato appunto ai Dawes e al loro ultimo album “All Your Favorite Bands”.

 

 

 

Giack: Ciao Taylor, ho qualche domanda per te, prima di tutto come stai?

 

Taylor: Sto bene Grazie.

 

G: Molto bene! La canzone “All Your Favorite Bands” è dedicata a qualcuno in particolare?

 

T: Si lo è ma non è quello che pensa la gente. Molti quando ascoltano quella canzone credono che sia una       canzone romantica, e mi piace sapere che la si possa vedere anche così; ma non è una persona con cui ho avuto alcun episodio amoroso, è una persona che muove i suoi primi passi nella vita. E’ un augurio come “vorrei che tu rimanga forte come sei adesso e che non cambi troppo”.

giack

G: La prima volta che avete suonato insieme come “Dawes”?

 

T: Credo fosse nel 2008 dato che il nostro album uscì nel 2009. Suonammo quelle canzoni per quasi un anno prima di rilasciare il disco, giravamo solo nei club di Los Angeles e cercavamo di capire dove e come registrare tutto. Al tempo non conoscevamo nemmeno Tay (tastierista). Per i primi 10 concerti eravamo io Wylie (Basso) e Griffin (Batteria) e avevamo altri “ospiti” che solitamente erano chitarristi ad esempio Robert Francis, Nik Freitas che ha fatto un bellissimo album nel 2012; poi abbiamo incontrato Tay e fu definitiva la formazione.

 

G: Quando hai deciso che volevi fare il musicista?

 

T: Non ci ho mai pensato davvero…

 

G: Non era il tuo sogno?

 

T: Si era il mio sogno! Sai quando sei un bambino e cerchi di capire se vuoi diventare un pompiere o un astronauta; beh per me non c’era dubbio: io voglio fare il musicista, voglio fare musica per tutta la mia vita. Poi la mia famiglia è molto musicale, mio fratello suona, mio padre suona; insomma credo fosse deciso ancora prima che ci avessi pensato io.

 

G: Parlando di questo come definiresti il tuo stile da chitarrista?

 

T: Prima dei Dawes non avevo mai fatto un assolo, suonavo in un altra band che aveva un chitarrista solista eccellente. Poi mentre andavo avanti con le mie conoscenze sulla chitarra capii che non sarei stato capace di fare tutti quegli assoli velocissimi con una marea di note e cercavo di capire come avrei potuto essere convincente con la chitarra e per me è sempre stato cercare di cantare con la chitarra, far parlare lo strumento così che le persone potessero pensare “wow è davvero un bel suono!” piuttosto che “cavolo quello sa davvero far bruciare la sua chitarra!!” perché non ne sono capace.

 

G: Hai dei chitarristi preferiti?

 

T: Ci sono un sacco di chitarristi che mi ispirano, Blake è il primo perché siamo cresciuti insieme anche se amo Jerry Garcia, Mark Knopfler, Neil Young; so che sembra un esempio standard ma amo davvero il modo in cui suonano…. Anche Keith Richards, insomma è uno dei migliori chitarristi ritmici, in generale uno dei migliori chitarristi.

 

G: Qual’è la tua canzone preferita dei Dawes?

 

T: Le mie canzoni preferite sono sempre state le più lente. Cioè, mi piace rockeggiare durante i live ma quelle che preferisco sono “Something In Common” o “Moon in the Water” come momenti da cantautore, ma come momenti da chitarrista sono ad esempio “I Can’t Think About it Now” o “Most People” dove posso suonare “davvero” la chitarra.

 

G: Most people è fantastica! Ok il vostro miglior concerto ad oggi?

 

T: In Santa Barbara abbiamo fatto un concerto davvero speciale e intimo in un teatro davvero fico! ma è molto di più come ti senti dentro, non è tanto il palco che fa la differenza.

 

Giack: Bene abbiamo finito! vuoi dire qualcosa ai tuoi fan italiani?

 

Taylor: Grazie per ascoltarci, Spero ci potremo vedere presto in italia!

 

 

Passo e chiudo.

Giack Bazz

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