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UniRadio Cesena è anche per il sociale e, in onore della Giornata mondiale per la lotta all’AIDS del 1 dicembre 2014, ha deciso di aderire al progetto della LILA, creando uno spot per promuovere la campagna “Contro l’AIDS, con la testa e con il cuore”: dal 23 Novembre al 7 Dicembre 2014 è possibile sostenere la Lega Italiana per la Lotta all’AIDS inviando un SMS del valore di 2 € da tutti i cellulari TIM, Vodafone, Wind, 3, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca al numero 45508 o telefonando da rete fissa con TeleTu, TWT, Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.
Come abbiamo visto quest’estate con l’Ice bucket challenge, è evidente che anche nel campo della ricerca, ci sono malattie e disturbi che “vanno più di moda” rispetto ad altri; tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 del secolo scorso l’attenzione pubblica era tutta concentrata sull’AIDS e sul virus HIV, complici anche i numerosi decessi di personaggi internazionali famosi a causa proprio delle complicanze della sindrome da immunodeficienza acquisita. Ultimamente, invece, si sente parlare poco di HIV: i passi avanti che ha fatto la ricerca hanno permesso anche a chi contrae il virus di poter condurre una vita e una quotidianità abbastanza normali, con aspettative di vita molto alte per chi inizia ad assumere i farmaci ai primi esordi della malattia; questo ha comportato, però, un progressivo venir meno delle campagne informative e oggi a prevalere è la disinformazione sull’argomento.
A livello mondiale, si stima che siano circa 35 milioni le persone che hanno contratto l’HIV, tanto da rendere l’AIDS la pandemia che ancora miete più vittime al mondo. La zona più colpita è l’Africa Subsahariana, dove più della metà delle persone affette dal virus è donna.
La situazione anche in Italia non è delle migliori: con i suoi oltre 1.000 decessi l’anno, il nostro è il Paese dell’Europa occidentale con la più alta incidenza di persone sieropositive al test (circa 140 mila), complici la disinformazione, le istituzioni e l’assenza di progetti di educazione sessuale nelle scuole. La modalità di trasmissione dell’HIV più diffusa, infatti, è quella per via sessuale e in 1 caso su 4 il contagio avviene da persone ignare a cui non è stato ancora diagnosticata l’infezione, che quindi non adottano precauzioni – l’utilizzo del preservativo, infatti, abbatte dell’80-90% il rischio di contrarre il virus.
Non è, invece, possibile contrarre il virus attraverso morsi o scambi di saliva come in caso di sputi e baci, né tanto meno tramite il contatto fisico.
Tuttavia, la disinformazione e l’ignoranza riguardo il contagio e la malattia portano alla creazione e diffusione di credenze errate, che applicano uno stigma sociale alle persone affette da HIV o AIDS. In questo modo, lo stigma non fa altro che portare il malato a tenere nascosta la propria patologia – cosa che avviene anche per tutte le altre malattie a trasmissione sessuale – non informando i possibili partner sessuali occasionali e contribuendo, quindi, alla diffusione del virus.
Per non parlare, poi, della campagna di contro-informazione portata avanti dai sostenitori della nuova teoria secondo cui l’AIDS non sarebbe causato dal virus HIV; teoria “suffragata” alcuni casi di coppie sierodiscordanti (una sieropositiva e l’altra no) che non hanno mai usato il preservativo durante i loro rapporti sessuali e non hanno comunque trasmesso il virus al partner; o casi di pazienti sieropositivi che, pur non prendendo farmaci antiretrovirali, non hanno mai sviluppato l’AIDS.
Per tutti questi motivi la LILA continua a promuovere campagne informative e progetti che contribuiscano a portare a termine l’obiettivo di UNAIDS di porre fine alla pandemia entro il 2030; e proprio Close the Gap è il tema scelto per la celebrazione di questo 1 dicembre: ridurre la distanza, per arrivare entro il 2020 all’obiettivo 90x90x90, ovvero diagnosticare il 90% delle infezioni, far entrare in terapia il 90% delle persone diagnosticate, abbattere la carica virale del virus HIV nel 90% delle persone che assumono un trattamento farmacologico.
Sostieni anche tu la campagna “Contro l’AIDS, con la testa e con il cuore” e resta sintonizzato su www.uniradiocesena.it per guardare il nostro spot!
Erica Ceruti


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