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Sabato 25 Gennaio 2014 presso la sala rossa del Cinema San Biagio di Cesena, il pubblico cesenate ha avuto l’occasione di venire a contatto con l’attore Alessandro Gassmann.

Si è trattato di un incontro promosso dalla fondazione ERT(Emilia Romagna Teatro) in occasione delle rappresentazioni di “RIII – RICCARDO TERZO” , l’opera teatrale con la quale Gassmann è in tournée attualmente in Italia e in programma al Bonci di Cesena in questi giorni.

Si tratta di una riproposizione dell’ omonima opera di William Shakespeare nella quale l’attore romano, oltre a essere il regista, è interprete nel ruolo di Riccardo, re d’Inghilterra della fine del xv secolo.

 

E’ stato Gassmann a introdurre la discussione parlando proprio di questo personaggio, descrivendolo come “cattivo, bramoso di potere, stratega e opportunista” e spiegando come in questa rappresentazione abbia tentato di adoperare un linguaggio semplice e diretto, per meglio riuscire a “trasmettere i molteplici significati” e restituire(al contempo) tutta la “complessità, la forza, la bellezza e l’ attualità” dell’opera originaria. A tal riguardo, egli ha sottolineato l’importanza della collaborazione con Vitaliano Trevisan(che della rappresentazione ne cura traduzione e adattamento).

Gassmann ha poi risposto a diverse domande inerenti e non lo spettacolo.

 

A proposito di chi gli chiedesse com’è stato interpretare uno dei personaggi più rappresentati in assoluto in teatro (anche dal padre vittorio ricordiamo ndr), e quindi dell’inevitabile rischio che corre di essere confrontato ad altri interpreti, ha risposto che a lui piacciono i rischi e piace il teatro che rischia, sottolineando come a far vincere il teatro sul cinema sia il fatto che nel cinema sia l’immagine a prevalere(che quindi può essere montata e rimontata), mentre nel teatro vince la parola, l’estemporaneità della parola. Si deve perciò essere molto abili a gestirsi durante lo spettacolo, ascoltando gli attori che recitano attorno a sé perché un attore teatrale si basa molto anche sull’input che gli dà l’altro nella battuta e a come “gli riesce” in quel momento nel far rendere la sua parte.

Con un’altra domanda gli è stato chiesto se seguisse una particolare tecnica nell’affrontare un testo teatrale. L’attore ha risposto che inizialmente cerca di capire, studiare e semplificare nella sua testa il racconto e che poi cerca di ritrovarlo nella realtà in luoghi, persone e fatti. Poi cerca di spiegare con pazienza a chi vuole lavorare con lui la parte che ha da proporgli.

Una curiosità emerge poi quando gli chiedono chi avesse curato la scelta dei costumi in Riccardo III. E’ infatti proprio lo stesso Alessandro Gassmann che si diverte a “scarabocchiare” su foglio schizzi di come vorrebbe fossero i costumi degli interpreti per poi distribuirli allo scenografo e al costumista di turno. Una propensione afferma l’attore, ereditata in un certo senso dalla madre e dalla sua voglia di voler diventare fumettista quando ancora era piccolo. In particolare, per quanto concerne Riccardo III, Gassmann afferma di aver avuto sin da subito le idee chiare anche per quanto riguarda gli spazi da riempire nelle scene e la qualità dei materiali da utilizzare. Rivela di essersi ispirato a Tim Burton nel costruire uno scenario più gotico e crepuscolare possibile.

Il quesito finale postogli, riguardava cosa porterà con sé di Shakespeare. Gassmann ha detto che ha studiato e imparato molto dal “Bardo”. Il Riccardo III è stato sinora il personaggio più complesso che ha interpretato e molte battute di quest’opera gli tornano in mente nei momenti di vita quotidiana per poi essere fonte di confronto fra lui e gli attori del suo staff .

 

La discussione era stata preceduta dalla proiezione del film-documentario “ESSERE RICCARDO… E GLI ALTRI “ di Giancarlo Scarchilli, dedicato proprio alla messa in scena dello spettacolo e presentato all’ultima edizione del Torino Film Festival (per il quale è in corsa per i Nastri d’argento con la nomination come miglior documentario di argomento cinematografico).

 

 

Willliam M Iannì

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