Probabilmente uno dei nomi più noti nel mondo delle serie TV, e anche uno che nel corso degli anni si è guadagnato il maggior numero di insulti possibile, è Shonda Rhimes e non ha certo bisogno di presentazioni. Ma come ha fatto una creatrice e scrittrice qualunque, nel grande mondo dello spettacolo americano, a diventare tanto celebre?

Dopo essersi laureata al Dartmouth College (questo nome vi ricorda qualcosa?), Shonda si è trasferita a San Francisco per lavorare per un’agenzia pubblicitaria. Però, dopo aver letto un articolo sul New York Times che definiva il Master of Fine Arts dell’University of Southern California a Los Angeles “più difficile dell’accesso a un corso di legge ad Harvard”, ha deciso di accettare questa sfida fatta con se stessa e con il mondo per ottenere il master, e così ha fatto. Una volta finiti gli studi, Shonda Rhimes ha cercato di mandare avanti la propria carriera guadagnando qualcosa con dei lavori in giro, il tutto mentre iniziava a scrivere storie che l’hanno portata dov’è adesso.

Il primo copione da lei realizzato si chiamava Human Seeking Same e parlava di una donna bianca adulta che si innamora di un giovane ragazzo di colore a causa di una risposta a un annuncio pubblicitario interpretato male: la storia non ha avuto un grande successo per i produttori, ma ha fatto sì che la sceneggiatrice venisse contattata per lavorare a un mini-film della HBO, Vi presento Dorothy Dandridge, con Halle Berry, la quale ha vinto numerosi premi per il suo ruolo da protagonista. Ha poi collaborato alla scrittura del sequel di Pretty Princess, Principe azzurro cercasi, e ha lavorato da sola alla scrittura del celebre film che vede Britney Spears come protagonista, Crossroads – le strade della vita.

Nello stesso periodo, Shonda ha iniziato a lavorare sullo script di una serie incentrata su una corrispondente di guerra negli Stati Uniti, copione che fu inizialmente rifiutato dalla ABC principalmente per motivi logistici: si parlava pur sempre del 2003 e gli Stati Uniti erano già dentro un clima decisamente poco pacifico. I produttori della ABC le chiesero, però, di creare qualcosa di diverso, sempre sulla stessa linea d’onda della serie proposta: una volta chiesto ai produttori cosa avrebbe voluto il CEO della Disney (compagnia che possiede e dirige la ABC), loro hanno risposto che si poteva lavorare su una serie drama ambientata in un ospedale. Ed ecco, ragazzi, come è nata Grey’s Anatomy.

Inizialmente, la serie era stata inserita letteralmente come tappa-buco nel palinsesto di mid-season, con la messa in onda del primo episodio il 27 marzo del 2005: la serie ha avuto poi così tanto successo da guadagnarsi un nuovo slot nel palinsesto (dalla domenica sera al giovedì sera), così da assicurarsi più visibilità. Grazie al grande successo costruitosi anno dopo anno, Shonda Rhimes ha creato nel 2007 lo spin-off della celebre serie, Private Practice, che ha avuto vita più breve della serie madre, ma si è comunque guadagnata un successo tutto suo. Nel frattempo, la sceneggiatrice ha provato a stendere delle nuove storie: un pilot chiamato Inside the Box che non è stato appoggiato dalle emittenti televisive e una collaborazione per Off the Map, serie che è poi stata cancellata dopo la prima stagione; il successo è arrivato (di nuovo ) con la stesura del pilot di Scandal. Ad oggi, la sua compagnia di produzione televisiva ShondaLand, nata proprio con l’inizio del suo lavoro con Grey’s Anatomy, conta altri due nomi famosi nel mondo televisivo: How to Get Away With Murder (in Italia distribuita con il nome Le regole del delitto perfetto), in cui Shonda ha collaborato alla stesura dello script del primo episodio, e The Catch, serie di cui Shonda è solo produttrice. Inoltre, è in arrivo quest’estate una nuova serie prodotta dalla compagnia, Still Star-Crossed, che nasce come sequel della storia di Romeo e Giulietta.

Shonda Rhimes, fino ad adesso, è stata nominata tra le prime cinquanta donne con maggior potere nel mondo degli affari dalla rivista Fortune e questa sua determinazione si riscontra sicuramente nei personaggi da lei creati: le sue sono tutte serie in cui il ruolo principale è dato a donne dai caratteri forti, che si fanno spazio in un mondo in cui le donne vengono limitate e sminuite solo perché donne. Lei stessa ha affermato in un’intervista che la sua determinazione deriva dai suoi genitori, che l’hanno cresciuta con la mentalità di dover realizzarsi nella vita. “È fondamentale avere un forte senso di sé, a prescindere da cosa si faccia nella vita. Non importa se sei una madre casalinga, il cui lavoro è unicamente quello di crescere i propri figli, o se sei CEO di un’azienda. Il senso di sé è necessario per la tua sopravvivenza”.

Chiara Testa