Se c’è una cosa che mi ha sempre infastidita nel mondo delle serie TV è la poca attenzione che il mondo riserva ai prodotti non americani. È vero, gli americani stanno avanti a tutti per effetti speciali, fondi e sicuramente per l’ampio intervallo di tempo in cui sono nel business, ma questo non giustifica il poco peso che viene dato alle serie di produzione non-USA. Motivo per cui oggi, approfittando delle recenti nomination dei BAFTA (British Academy of Film and Television Arts) e delle premiazioni degli IFTA (Irish Film and Television Awards), vi parlerò delle must-see di produzione britannica.

Visto che si parla di Regno Unito, non posso non iniziare dalla serie biografica che più rappresenta la nazione, cioè The Crown: creata e scritta da Peter Morgan e prodotta dalla Left Bank Pictures in collaborazione con la Sony Pictures per Netflix, parla della storia della regina Elisabetta II, dalla sua salita al trono al giorno d’oggi. Cast interamente british, tra cui spiccano Claire Foy, Matt Smith (noto come l’Undicesimo dottore di Doctor Who), Jared Harris e uno splendido John Lithgow nei panni di Winston Churchill. La serie è stata progettata per 60 episodi, divisi in sei stagioni da 10 ciascuna, con un cambio di cast ogni due stagioni per dare continuity e realismo nella rappresentazione dei fatti storici, ed è stata candidata per ben cinque categorie dei BAFTA, dopo i già conquistati Golden Globe.

C’è poco da fare, quando si parla di period drama gli inglesi stanno avanti a tutti (basti pensare a quel masterpiece di Downton Abbey), per cui devo necessariamente parlare di due serie storiche che si sono conquistate un posto nel cuore di tutti i fan di serie TV: War & Peace e Victoria. La prima sicuramente non richiede molte presentazioni: tratta dal romanzo russo di Leo Tolstoy, ha come interpreti principali Lily James (Rose di Downton Abbey, più famosa per il suo ruolo in Cenerentola nel live action della Disney) e James Norton, ed è formata da un’unica stagione autoconclusiva; la seconda serie racconta la storia della regina Vittoria, la cui prima stagione si incentra sulla sua salita al trono fino al matrimonio con il principe Alberto, mentre la seconda stagione (in arrivo quest’anno) si incentrerà sui problemi della regina nel gestire la vita da monarca e la vita da moglie e madre.

Ultima serie che merita una, cento, mille lodi e che non ha sicuramente il seguito che in realtà si meriterebbe è Peaky Blinders. Partendo dalla praticità, vi dico subito che fa parte dell’archivio di Netflix, per cui potete subito dare una chance al primo episodio, e se non vi convince vuol dire che non è la serie fatta per voi. Ambientazione: Birmingham, 1919, post Prima Guerra Mondiale. La serie segue le vicende della famiglia Shelby, famosa gang di criminali della zona che, a seguito della guerra, cerca di allargare gli orizzonti dei propri affari (lo so, detta così sembra davvero banale, ma “provare per credere” non è mai stato un detto tanto adatto). Il cast è da urlo: Cillian Murphy (che ha vinto un IFTA come miglior attore proprio per il suo ruolo come Thomas Shelby), Sam Neill, Helen McCrory e Tom Hardy sono tra i volti già visti nelle precedenti stagioni, mentre per la quarta (che dovrebbe arrivare nel 2018, ma ancora non si hanno certezze) si sa già che verranno coinvolti anche Aidan Gillen (Petyr Baelish di Game of Thrones) e Adrien Brody, che non richiede di certo presentazioni.

Colgo l’occasione per ricordare a tutti voi, oh, peccatori, di rimediare subito e vedere Inside no 9, di cui vi ho già parlato, perché la nuova stagione si è appena conclusa, la serie è già stata rinnovata, e voi non potete perdervi un’opera del genere, perché è una di quelle serie di cui guardi un episodio, pensi di sapere come andrà a finire e poi ti ritrovi a fine episodio a fissare il tuo riflesso su uno schermo nero, e quella faccia che vedi è, per l’80% delle volte, una faccia completamente sconvolta.

Chiara Testa