Un lungo viaggio nell’Inghilterra di fine ‘500. 3 ore di spettacolo che non credevo di sostenere.

La storia di re Riccardo II mi è apparsa in tutta la sua bellezza e complessità nella replica di ieri sera al Teatro Bonci, già a me caro per la partecipazione al progetto “40 anni di ERT”.               Primo appuntamento dell’abbonamento Zapping 10 che mi accompagnerà per tutta la stagione, risultato: consigliata vivamente la visione!

Vi riassumo la trama. Un re legittimo viene deposto e al suo posto sale al trono un duca (cugino del sovrano) che ha mobilitato nobili, borghesi e popolo per portare a termine il suo piano.

Tra combattimenti tesi e avvincenti, manifestazioni palesi dell’ipocrisia del potere, intrecci familiari incestuosi e degeneranti, richiami al divino onnipresenti (scusate il gioco di parole) il protagonista – interpretato da una fantastica Maddalena Crippa – si muove, gioca, deride e si crea davvero tanti nemici. Preso dal narcisismo, dai suoi deliri, dalle vane parole non si accorge della lenta disfatta a cui sta andando incontro. In tanti provano a farlo ragionare, a consigliarlo ma non c’è niente da fare per questi Lords se non cercarsi un altro fantoccio da idolatrare e portare al trono.

Le scene si susseguono lente ma con un gran ritmo. I giochi di luce creano atmosfere sempre diverse. Il giocare degli attori con i loro personaggi mi emoziona e diverte. Poche musiche ma in momenti necessari. Scenografia scarna ma molto simbolica.

Rabbia trattenuta. Onore E vita. Moribondi che si concedono libertà. Temi, credo, ancora attualissimi se contestualizzati all’oggi. E poi la ciclicità del destino, l’importanza attribuita ai giudizi e la paura della morte riecheggiano costantemente nella sala.

“Così racconto il fallimento della politica” dall’intervista a Peter Stein.

Che altro aggiungere?

RICHARD II

di William Shakespeare

traduzione Alessandro Serpieri

riduzione e regia Peter Stein

con Maddalena Crippa, Alessandro Averone, Gianluigi Fogacci, Paolo Graziosi, Andrea Nicolini, Graziano Piazza, Almerica Schiavo, Giovanni Visentin, Marco De Gaudio, Vincenzo Giordano, Luca Iervolino, Giovanni Longhin, Michele Maccaroni, Domenico Macrì, Laurence Mazzoni

scene Ferdinand Woegerbauer

costumi Anna Maria Heinreich

luci Roberto Innocenti

assistente alla regia Carlo Bellamio

PRODUZIONE TEATRO METASTASIO DI PRATO

Simone Amoruso