Un arco per l’ingresso, ma anche un punto strategico di difesa; questo posto ha il vanto di essere tra i più alti della città, più vicino alle nuvole e meno lontano dai tuoi pensieri.

È una porta la cui storia si snoda fra abbattimento e ricostruzione. Anticamente voluta da Francesco Ordelaffi nel XIV secolo, per completare la cinta muraria della città, nel 1600 venne abbattuta per esigenze architettoniche ed estetiche, e ne edificarono una “nuova”, che è quella attualmente visibile, situata più a sud della porta originaria.

Quest’angolo della città non restò indifferente neanche al celebre poeta cesenate, Renato Serra, che lo descrisse con tali parole:

Un passo dietro l’altro,

 su per la rampata

 di ciottoli vecchi e lisci

con un muro alla fine

 e una porta aperta sul cielo;

e di là il mondo…”

Questi versi , appartenenti allo scritto Esame di coscienza di un letterato, richiamano chiaramente L’infinito di Leopardi, facendo apparire il colle Garampo tanto misterioso quanto il monte Tabor recanatese.

Tuttavia il mistero sta a te risolverlo! Sapresti riconoscere il posto in cui è stata scattata questa foto?

Giulia Stramucci