CANTIERE PARALLELO – LIBERA (Associazione contro le mafie) – L’esperienza di Giovanni nella realtà di Scampia. Uno sguardo oltre la camorra.

Essere volontari di Libera non esclude l’impegno in una qualunque altra associazione, nel mio caso in un gruppo scout, anzi vi dimostrerò come a volte le cose possono pure coincidere.

Il mio nome è Giovanni, ho 22 anni e faccio parte del clan parsifal di San Mauro Pascoli da quattro anni.

Oggi vi voglio raccontare come è possibile trascorrere le ferie in modo alternativo insieme al proprio clan, unendoci tematiche legate all’associazione Libera.
Come ogni gruppo scout in prossimità delle festività natalizie (ma non solo) organizziamo uscite (i cosiddetti campi) per trascorrere un po’ di giorni insieme. Per il campo di Natale avevamo molte idee e tutte davvero belle: c’era chi aveva proposto uno “strada route”, ovvero un campo itinerante fatto di lunghe camminate, e chi un “fede route”, un’esperienza che viene fatta solitamente all’interno di monasteri o seminari in cui si affrontano temi legati alla fede, alla preghiera e all’incontro con clericali che danno testimonianza delle loro scelte di vita. Alla fine abbiamo optato per un campo di servizio, o meglio di conoscenza, e così ci siamo ritrovati a Scampia.

Perché proprio a Scampia?

L’intenzione era quella di vedere con i nostri occhi quale fosse la vera realtà di quel quartiere tanto discusso. Volevamo sentir parlare la gente del posto e toccare con mano quell’ambiente degradato dalla camorra e dalla disoccupazione, con la speranza di trovare una sua rinascita.

Inutile negare che siamo partiti tutti con un po’ di timore perché influenzati dalla storia del rione, ma la curiosità e la voglia di conoscere erano più forti della paura.

Appena arrivati siamo stati accolti dalle Vele, gli enormi palazzi ad uso residenziale che tutti abbiamo visto almeno una volta al telegiornale. Subito ci sono venute in mente le notizie che i media hanno sempre trasmesso di questo quartiere a nord di Napoli: un quartiere famoso negli anni 80 per esser stato uno dei centri più importanti di spaccio a livello europeo. Qui negli anni 2000 si sono svolte violentissime faide tra le varie famiglie di Scampia e Secondigliano. La Scampia che abbiamo trovato noi è diversa. Non è quella di cui abbiamo letto sui giornali, sentito alla radio o visto nei film di Gomorra: ora tira un’aria diversa. C’è una Scampia che cerca di dire basta all’omertà e alla camorra. E questo è possibile grazie ai moltissimi abitanti di questo quartiere che hanno creato associazioni, parchi e percorsi di formazione con un unico obiettivo: il contrasto all’illegalità.

Abbiamo avuto l’occasione di parlare con alcuni abitanti che si sono detti stufi di essere etichettati come mafiosi o delinquenti solo perché nati a Scampia. Molti di loro oggi lottano ogni giorno per far sì che questo quartiere non sia più quello di prima e per perdere la brutta nomea che ha ereditato nel corso degli anni. Ciò ci ha fatto capire che il coraggio e la voglia di cambiare le cose possono dare nuova vita a un quartiere molto difficile.

Scampia Camorra esperienza
I ragazzi nel corso dell’esperienza a Scampia

Cosa ci ha lasciato questa esperienza?

Sicuramente ci ha fatto capire che l’omertà e la mafia possono essere combattuti con l’aiuto di tutti, mettendo in atto progetti educativi e iniziative sociali per contrastare questo cancro.

Dovremmo smetterla di avere pregiudizi quando non conosciamo bene le cose, quando non abbiamo visto e toccato con mano la realtà, perché in questo modo alimentiamo un male che non trova la forza di reagire e quindi di guarire. A volte ci vorrebbero meno parole e più fatti.

Iniziamo a guardare più in profondità la realtà, ad ascoltare con le nostre orecchie, ad informarci bene e nel modo giusto. Siamo tutti dominati dai pregiudizi, in ogni momento. Nella nostra società è quasi diventato naturale sviluppare pregiudizi, una specie di malattia cronica. Elevarsi al di sopra di loro con cognizione di causa è davvero una cosa nobile.

Giovanni Bissoni


Foto tratta da: napolitan.it