Il Natale, che ci crediate o no, è davvero imminente.
I regali hanno sempre un significato, sia per chi dona sia per chi riceve.
La tipologia del dono, in qualche modo, aiuta anche a definire il rapporto con l’altra persona e quanto questa persona sia importante per noi.

Qualche mese fa, direi marzo all’incirca, regalai un libro a una persona. Precisamente, si trattava di Together is Better: A Little Book of Inspiration di Simon Sinek. Ero incappato nell’autore in alcuni video sul web; uno in particolare mi aveva colpito, in cui Simon parla delle difficoltà della generazione dei millenials e di quanto la società in generale possa e debba fare per migliorare la vita a questa categoria.
Sinek tratta soprattutto di leadership e motivazione ed è un divulgatore anche in conferenze TED.
Together is Better è composto da tanti spunti di ispirazione, con frasi motivazionali, disegni molto colorati e un link finale per ascoltare una traccia musicale. Un aspetto molto interessante, che rende l’esperienza multisensoriale.
Io regalai questo libro a una persona da cui ero attratto, scrivendo un bigliettino nel libro. Ovviamente (questa parte fa sempre ridere quando la racconto – sarà Schadenfreude), questa persona mi rifiutò. Con molta gentilezza, a dir la verità, sebbene la gentilezza non fosse la mia priorità.

Dopo qualche settimana, incappai in un articolo su Internazionale in cui regalare libri è paragonato a un modo di categorizzare l’altro:

“scegliendo il libro perfetto per una persona, le stai appiccicando in fronte un’etichetta […] Hai cucito addosso al malcapitato o alla malcapitata un vestito che sentivano secondo i casi troppo stretto, troppo largo, della foggia sbagliata, di un colore orribile. Non sei una romantica, sei una guerriera achea – e gli achei, come sai, vanno temuti proprio quando portano doni.”

Quindi, donare un libro, soprattutto per esprimere un’emozione positiva, non è proprio una grande idea, almeno secondo questa opinione.
Mi rimase molto impressa questa considerazione e ci ragionai su, pensando che non avrei mai più regalato un libro.

Raccontai la storia, comprensiva di rifiuto e articolo, a una Personal Book Shopper. Gioia, questo è il suo nome, mi pose la questione in maniera completamente diversa. Regalare un libro, secondo lei, è un modo per raccontarsi, per presentare una parte di sé all’altra persona; non è per niente un modo di etichettare, bensì un mezzo di comunicazione, come se l’altro ci potesse leggere tra le righe del libro che abbiamo donato.
Dopo questa conversazione ho anche ricominciato ad acquistare libri per gli altri. Forse la ragazza che ha ricevuto il libro di Simon Sinek non lo saprà mai, ma sicuramente, grazie a un incontro, ho scoperto come intendere un regalo: un modo per farmi conoscere, per parlarti di me, per farti capire come sono, per entrare in relazione con te. Il regalo non sei tu, è una parte di me che decido di farti vedere.

Per salutarci, prima di questo Natale, una canzone della Bottega Glitzer che più azzeccata non può essere.

With Love,

Danilo

 

CREDITS:  https://allabuonora.wordpress.com/2017/12/23/regalo/