Dopo una settimana vi aggiorniamo sui nuovi brani selezionati e inseriti da noi in rotazione su www.uniradiocesena.it:

  • Andrea Maestrelli – Holden
  • Carolina Da Siena – Pezzi di Gente
  • Cesare Basile – Tu prenditi L’Amore Che Vuoi e Non Chiederlo Più
  • Dardust – Invisibile Ai Tuoi Occhi
  • L’Orso – Giorni Migliori
  • Mattune – Strade Di Paese
  • NI NA – Bushido
  • Nu Shu – Radio Fail
  • PuntinEspansione – Succederà
  • Sadside Project – The Dock
  • Simone Laurino – 18
  • Strike – A mio modesto parere
  • The Zec Circus – Il Nulla
  • WEIRD – Infinite Decay
  • ZEMAN – Se tornerà il sole

 

Questa volta sono stata catturata dagli ZEMAN.

Si….il nome ci ricorda un allenatore famoso per aver vinto poco pur proponendo il calcio sognatore e alternativo, il più bello e offensivo che sia mai visto in Italia. Ma è anche il nome di un gruppo di quattro ragazzi triestini che hanno nelle vene tanto punk e tanta voglia di raccontare quanto sono “affamati”.

Per loro è fondamentale il live, un modo per scaricarsi, sudare e mettere a nudo la propria rabbia. Non a caso KeepOn (Circuito nazionale dedicato ai LIVE CLUB) li segnala come rivelazione live del mese di Aprile.

Sfiducia nel presente, parole lucide, sdegno generazionale. Queste sono caratteristiche che hanno la maggior parte dei testi degli artisti della nostra penisola, ma d’altronde è ciò che ognuno di noi vorrebbe esprimere.

Lo scorso Febbraio è uscito “FAME” il loro primo LP , per TO LOSE LA TRACK, 9 brani intensi, carichi di passione. Un album che ti tiene attento, ti fa sentire protagonista della realtà che descrive, ti racchiude nelle emozioni di un’intera generazione.

Il progetto è nato da poco, è genuino, ma convincente e adrenalinico. La loro identità si sta formando piano piano e sono sicura che in futuro sentiremo parlare di loro.

Potete scaricare “Fame” gratuitamente o ascoltarlo in streaming su BandCamp al link  http://zeman.bandcamp.com/

“Fame” non parla di un piatto vuoto ma di una situazione di endemica precarietà e mancanza di orizzonti di lungo periodo, in cui spesso si riesce a programmare solo il prossimo respiro. Ma in questa difficoltà c’è la spinta che non ti permette di accettare tutto, ti rende irrequieto e irrisolto. Magari ti fa mordere. Perché l’importante è questo: tendere al massimo il guinzaglio e mordere. (Da modalitademode.com ).

Veronica Marrulli