Continua a colpi di post e di servizi la querelle che coinvolge Luca Abete e la Polizia. Per riassumere brevemente, venerdì 13 ottobre il noto inviato di Striscia la notizia, mentre tentava di intervistare la ministra Stefania Giannini, è stato bloccato con veemenza da alcuni membri del servizio d’ordine e da alcuni poliziotti e portato in Questura, dove è stato trattenuto per circa quattro ore. Nel video pubblicato dalla pagina ufficiale di Luca Abete, si può notare chiaramente come i tentativi di avvicinare la ministra siano abbastanza pressanti, soprattutto considerando che gli inviati di Striscia siano generalmente abbastanza tranquilli, soprattutto in presenza di agenti di Polizia. Vista l’insistenza di Abete, uomini del servizio d’ordine lo hanno accerchiato, spingendolo verso una cancellata e dandogli anche visibilmente uno schiaffo in testa. Nei giorni successivi sono stati pubblicati alcuni video e contenuti, tra cui risalta la conversazione registrata tra Luca Abete e il vicequestore Iannuzzi, il quale pronuncia anche le seguenti frasi: “Non me la so prendere, sono più forti di me. […] Se gliele hanno date hanno fatto bene”.

Nel primo servizio di Striscia andato in onda, si paragona la violenza della Polizia di Avellino ai violentissimi fatti avvenuti nella scuola Diaz durante il G8 di Genova nel 2001. Il paragone è totalmente fuori luogo, azzardato ed esagerato, ma le riprese dello staff di Abete hanno permesso di rendere visibile un atteggiamento violento, nelle parole e talvolta nei fatti, da parte di individui che dovrebbero essere formati a fronteggiare al meglio situazioni di enorme stress. Tuttavia, non appare così.

Il 19 ottobre il SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia) ha emesso un comunicato esprimendo solidarietà al vicequestore Iannuzzi con l’auspicio che tutti tornino al proprio lavoro quanto prima. Il 20 ottobre sono pubblicate le scuse del vicequestore che ammette di aver sbagliato e che si dice pronto ad accettare una punizione per il proprio comportamento; scuse ridimensionate e giudicate piene di falsità durante un servizio di striscia. L’inviato di Striscia e i conduttori dello storico format di Canale 5 continuato a chiedere scuse o, almeno, delle risposte al ministro Alfano, che finora non è intervenuto nella vicenda.

Luca Abete è uno degli inviati di Striscia più seguiti sui social, con più di 420’000 mi piace sulla pagina Facebook ufficiale e questo avvenimento sta avendo una risonanza non solo grazie alla TV, ma anche grazie ai social media. È, forse, la prima volta che Striscia dedica tanto spazio al comportamento di alcuni poliziotti e non solo alle solite storie di sprechi. Sicuramente c’è tanta attenzione perché Luca Abete è protagonista della vicenda, ma siamo certi che non è un caso unico e atteggiamenti del genere, purtroppo, ci sono anche in altri casi senza telecamere, sebbene bisogna sempre stare attenti a differenziare e non considerare violente tutte le forze dell’ordine partendo da questo episodio particolare.

Staremo a vedere quale seguito avrà questa vicenda, augurandoci che anche i comuni cittadini abbiano le stesse possibilità di Abete di raccontare le loro storie.

Danilo Buonora
Vice Direttore Editoriale