I sudestrada, band cesenate, sono venuti a trovarci in Uniradio

 

Intervista:

• Uniradio: Ciao a tutti ragazzi! Qui con noi in studio ci sono i Sudestrada: Lorenzo, Francesco e Simone, tre dei cinque componenti. Vi chiedo subito, come vi siete conosciuti?

• Lorenzo: In maniera piuttosto fortuita, io sono l’unico dei tre presente dall’inizio, poi il gruppo ha avuto una sua evoluzione. Questa formazione attuale esiste da poco più di un anno, siamo riusciti a creare una bella squadra, ci troviamo bene tra di noi ma anche per quanto riguarda l’obiettivo musicale del progetto.

 

• U: Come si può definire il vostro genere?

• Simone: Un’ insieme di contaminazioni. Partiamo dal non avere limiti e suonare quello che ci piace, trasmettendo un messaggio, ma siamo aperti a tutte le influenze. Troviamo molto spazio ai sintetizzatori, che piacciono molto al gruppo, e non ci diamo limiti.

• Francesco: Più che una ricerca del limite, è proprio una ricerca sonora.

• L: Definirci in un genere è molto difficile; in partenza era un progetto di musica d’autore e infatti quella matrice c’è ancora, però vorremmo aprirci ad un livello musicale più elaborato, e questo appunto può far si che ci siano diverse contaminazioni che rientrano sempre in un certo gusto, il nostro. Sudestrada è un cantiere ancora aperto.

 

• U:Quale strumento suonate?

• L: Io non suono perché canto.
• F: Chitarra.
• S: Batteria, percussioni, e talvolta sintetizzatori.
• F: Tra l’altro oggi siamo qui in versione acustica.

• L: Volevo dire che i nostri ruoli, a parte quelli sul palco che sono ovviamente assegnati, sono molto flessibili. Ad esempio secondo me Francesco è un progettatore e un visionario, quello che vogliamo è infatti non avere limiti, neanche tra di noi. Io non sono musicista, nasco come paroliere di questo gruppo, e magari sono più limitato, ma l’obiettivo generale per tutti è sapere andare oltre.

 

• U: Avete studiato musica o siete autodidatti?

• F: Io si, ho iniziato a 10 anni con chitarra classica, e adesso sto portando avanti qualche studio in varie scuole, ho cambiato spesso.

• S: Io da piccolo ho studiato batteria e pianoforte, e quest’ultimo mi piace ancora molto.

• L: Io no, non ho fatto nessuna scuola di musica, ho iniziato ora qualche timida lezione di canto. Io nasco scrivendo. Sono approdato a questo progetto in maniera autonoma, senza pensare di voler fare un gruppo musicale. Infatti è questa la cosa straordinaria: è un incrocio di vite e persone diverse, che vengono da ambienti e gusti differenti, percorsi anche opposti, ma oggi siamo qui, e questo mi fa pensare che ci sia un buon motivo per mandare avanti il progetto.

 

• U: Quando hai iniziato a scrivere, e soprattutto quanti anni hai?

• L: Io ne ho 24 e ho iniziato a scrivere più o meno da quando so scrivere. E’ sempre stata una cosa intima, personale. All’inizio più che passione era necessità. Magari sotto forma di canzone da adolescente, sai i primi innamoramenti, penso che ognuno di noi ci abbia provato.
Benedetto Croce diceva che fino a 18 anni tutti scrivono poesie. Dopo ci sono due categorie di persone: i poeti e i cretini. De Andrè diceva di aver scelto una mezza via che

è quella del cantautore. Probabilmente anche io sono in questa fase, in maniera quasi del tutto fortuita, però mi piace, mi appassiona e riempe anche la mia vita.

 

• U: Penso che ti assumerò nell’editoriale di UniRadio! Qual è la vostra canzone di cui siete più fieri?

• S: Personalmente “Suppellettili”, dal nostro primo EP. Era quella più rock, adesso tra l’altro è stata riadattata ed è tutta un’altra cosa. A me è rimasta dentro per l’energia che sprigiona.

• F: Invece a me piace molto “Tropico del Cancro”, è il nostro ultimo singolo, che potete trovare su Facebook e Youtube. Ci siamo spinti un po’ oltre rispetto ai nostri standard. Abbiamo cercato una sonorità nuova e per me ci siamo riusciti bene.

• L: La canzone di cui sono più fiero è “Syrah”. E’ stato il primo singolo, e ne sono fiero perché credo di aver dato il meglio di me nel testo, e anche a livello sonoro è stato un vero punto di svolta, con un sound completamente diverso. Abbiamo osato, e tutt’ora è un riferimento per l’album che stiamo componendo. Invece, sentimentalmente parlando, dico “Mare dentro”,è stata la prima canzone che abbiamo scritto, quella che poi ci ha fatto continuare.

 

• U: Ci sono artisti indipendenti da cui vi ispirate o che proprio non vi piacciono?

• L: Nel panorama attuale mi piace molto Iosonouncane, Colapesce. Secondo me fanno quello che li piace, e per me è lo stesso. Che non mi piace purtroppo forse c’è tanta roba, ultimamente ascolto tutto, osservando questa scena indie molto cambiata. Dal cantautore che riempiva il circolo degli artisti, ora si riempono i palazzetti, ma questo non significa che non ci possano essere prodotti ben fatti. Mi dispiace che non esista più una certa canzone “impegnata”, nel senso che non si vuole che sia tale, risultando poi ridicoli in partenza. Secondo me la musica è l’espressione della nostra società attuale, che forse cerca più il disimpegno, quindi è normale questo cambiamento, come esempio pratico cito i Thegiornalisti.

• S: A me i Thegiornalisti piacciono tantissimo, sono paraculi in senso positivo, sono riusciti a portare la loro musica a un livello alto, sia di arrangiamento di composizione sia di platea vastissima che li ascolta; non suonano più al bar del paese, per quanto sia lodevole anche quello, e bene o male fanno quello che li piace.

• L: C’è tutto un sottogenere tipo Cosmo, Coez che non conosco, ma che non mi fa impazzire.

• S: Ho ascoltato di recente “La fine dei vent’anni” di Motta, non mi piace molto la sua voce, ma come artista è molto bravo, gli arrangiamenti sono ben strutturati ed è un prodotto che non può non andare, è proprio fatto bene, e da musicista non posso non apprezzarlo.

 

• U: Progetti in cantiere?

• F: A breve, il 18 novembre abbiamo un concerto, al Foro Annonario di Cesena, in seguito stiamo producendo un nuovo disco che non sappiamo ancora come intitolare.

• L: A livello tematico c’è già tutto, manca solo il titolo che arriverà.

• F: Sarà per il 2018, diciamo marzo per stare sicuri.

• L: E’ molto diverso dal primo cd lanciato a settembre 2016, si nota un po’ di maturità artistica. Tra l’altro questo sarà il nostro primo album.

• S: C’è molto lavoro, tanti giorni e tanto tempo per le bozze da portare in studio, siamo molto impegnati e qualitativamente meglio di così non potevamo fare. Ci vorrà qualche mese ancora, ma sarà un ottimo prodotto.

 

• U: Vi chiedo un’ ultima domanda poi so che volevate suonare un pezzo in studio da noi.
Chi è che rimorchia di più?

• F: Lollo, con una voce così come si fa a resistere!
• S: Adesso Lorenzo è felicemente fidanzato da un anno, e come è nata tutta la storia? Grazie ai Sudestrada!

• L: E’ vero, la mia ragazza l’ho conosciuta dopo un concerto, era da un po’ che veniva, quindi si, ho rimorchiato una volta.

 

contatti:

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Evelyn De Giorgi

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