“In realtà mi sembra un ottimo momento ad oggi per la musica italiana, anche molto più di tanti Paesi europei che noi consideriamo, scioccamente, superiori”

 

“Ho trascorso in Italia tutta la prima parte della mia vita, fino ai vent’anni, e non m’è mai interessato capirla. Vista dall’interno somigliava tanto a un ricettacolo di cose ovvie”

Romano di adozione e in trasferta romagnola (al Sidro Club di Savignano, seconda data del tour), Giorgio Poi nasce a Novara e trascorre parte dell’infanzia a Lucca. Appena ventenne si trasferisce a Londra, dove si diploma in chitarra jazz alla Guildhall School Of Music And Drama. Nel frattempo dà vita ai Vadoinmessico e, successivamente, ai Cairobi. Dal 2013 vive tra Londra e Berlino, guardando l’Italia da lontano e subendo il fascino di cui la distanza la impreziosisce.

I brani parlano, Giorgio lo sa, gli dicono basta, gli comunicano che hanno trovato il loro “equilibrio” e lui, sapientemente, li ascolta.
Scrive un album nella stanzetta della Berliner Rockhaus dove vive e dove ha partecipato alla registrazione in studio dell’ultimo album dei Ministri “Cultura generale” (Godzillamarket / Warner), prendendo parte anche ai cori di una delle loro canzoni;
“Fa niente” è condensa musicale per Giorgio Poi, condensa di qualità dato che dopo l’intervista a Rolling Stones, la selezione nel Redbull Next Sounds è anche per RockIt “l’album della settimana“, un successo anche grazie probabilmente all’ottimo supporto dell’ormai slanciatissima etichetta “Bomba Dischi” (Calcutta, Pop_X, ecc).

 

“In realtà mi sembra un ottimo momento ad oggi per la musica italiana, anche molto più di tanti paesi Europei che noi consideriamo, scioccamente, superiori”.
Quando gli chiediamo tre brani italiani a cui proprio non potrebbe rinunciare per descrivere il background dell’album, ci stupisce e ci consolida nella risposta  idee che avevamo già potuto apprezzare facendo suonare il disco.

 

Album composto in 7/8 mesi, un unico flusso di coscienza.

Curioso il metodo di scrittura creativa del testo, simile a quello del maestro Battiato, si predilige la sonorità del vocabolo rispetto al suo significato. Travolgente e particolare anche nei video, come l’uscita del singolo “Niente di strano“, con l’amico e attore Luca Marinelli, già antagonista nell’acclamatissimo “Lo Chiamavano Jeeg Robot”.

Il suo brano preferito dell’album? Molto sorprendente LA RISPOSTA.

Niente synth, niente improvvisazione, niente voler cavalcare un sentimento di largo consumo,
Giorgio Poi, senza alcuna pretesa, si prende la scena musicale emergente nazionale in questo momento, un ritorno all’establishment della grande musica italiana o, forse, un pensiero anarchico e futurista. Non riusciamo a rispondere a questa domanda, ma sappiamo dall’intervista che sono già in lavorazione le nuove uscite.

Il flusso, evidentemente, non si arresta qui.

Ecco la puntata del 20 marzo di Casa Uniradio con l’intervista integrale

Giacomo Creta e Giorgia Chionna


[intervista realizzata nell’ambito della collaborazione con RetroPOP Live]
* si ringrazia l’artista e tutta la band per la cortesia e la simpatia dimostrate durante l’intervista.
Un grazie enorme al Sidro Club di Savignano e a tutta l’equipe di RetroPoP, realtà musicale ormai consolidata nel territorio romagnolo dall’estrema professionalità e con un grandissimo occhio per il talento.