Il 25 aprile, dopo una classica grigliata da Festa della Liberazione, cantando ancora a squarciagola Fischia il vento, infuria la bufera, scarpe rotte pur bisogna andar, sono andato al concerto di Fil Bo Riva, organizzato dai ragazzi di Retropop nella rassegna acielocoperto, praticamente la versione invernale di acieloaperto con i concerti nella Chiesa del Suffragio di Savignano sul Rubicone. Il buon Fil, tra l’altro, è stato intervistato da quei giovani di Casa Uniradio, nella puntata del 24 aprile, che potete riascoltare con molta facilità.

Tutto deciso in modo un po’ rocambolesco, nel senso che alle 19:52 ho saputo che avrei avuto la possibilità di andare e alle 20.30 ero in auto col passaggio elemosinato a suon di sigarette.

Lo screen che testimonia il mio tempismo

Ora, io ho una certa difficoltà a entrare nelle chiese, soprattutto se non sconsacrate, ma sarà stata l’ebbrezza delle cose che succedono un po’ a caso o l’ebbrezza di altro tipo del montepulciano bevuto durante il pomeriggio, mi rendo conto praticamente solo ora che ho passato ben due ore, appunto, in una chiesa. La location, in realtà, è molto suggestiva, poche luci, un suono sicuramente diverso dal solito, con la difficoltà di far quadrare tutto nonostante gli alti soffitti e le volte dell’architettura ecclesiastica. Ma a quanto pare, come confessato da Fil Bo Riva a fine concerto, era già la terza chiesa in cui si è trovato a suonare.

Fil Bo Riva è accompagnato da un chitarrista e un batterista, un trio che rende molto. Si sente sempre quando i musicisti sono bravi e, anche se sono ignorante sulla tecnica musicale, credo che si avverta quando qualcuno ha buona tecnica e, soprattutto, quando ci mette pathos ed emotività. Tutto l’aspetto più strettamente strumentale si miscela in modo assolutamente positivo con la voce di Fil Bo Riva. In alcuni tratti, ma potrei dire una cretinata, mi hanno ricordato gli Explosions in the Sky. C’è un’ottima alternanza, poi, di momenti più strumentali e parti con cantato. E c’è anche una certa timidezza che mi è piaciuta molto. Un approccio, secondo me, positivo, in cui poche parole introducono alcune canzoni, lasciando, poi, maggior spazio alle tracce. C’è stato anche il momento cover, ma anche lì personalizzato sulla musica di Fil Bo Riva.

Molto bene, comunque. Anzi, benissimo. Una sorpresa per me che non lo conoscevo, ma sicuramente il concerto ha confermato la bravura per chi lo conosceva già. Auguriamo a Fil Bo Riva una lunga carriera di successi, considerando anche la sua età (23 anni), ma la strada è sicuramente quella giusta, con ottima musica, ottima voce e un bellissimo approccio sul palco. Complimenti ancora una volta a Retropop Live che riesce a portare in Romagna artisti sempre interessanti e non banali grazie a una grande passione per la musica di qualità.

Danilo Buonora