Abbiamo fatto due chiacchiere con Francesca Nucci, in arte Annika, che sarà ospite il 9 settembre al niente pocodimeno che Amore Festival!

Parliamo un po’ di te: perché “Annika”, come è nato tutto?

Allora, mia madre prima che nascessi era indecisa tra Francesca e Annika. Guardava Pippi Calzelunghe e la migliore amica della protagonista si chiamava appunto Annika, questa bambina aveva un carattere molto sensibile e per questo aveva colpito mia madre.

Annika deriva anche dall’Ankh egiziano, che è il simbolo della vita.

È correlato inoltre a due miei amici, sono due pittori e formano un duo chiamato Ankkh; con loro ho fondato un collettivo artistico, abbiamo fatto eventi di performance artistica in cui loro dipingono mentre io suono.

Come ti sei avvicinata al mondo della musica?

Ho sempre avuto un certo feeling con la musica, da bambina facevo danza hip hop, balli di coppia come boogie boogie, swing, rock’n’roll, poi ho dovuto smettere perché per via dell’università non avevo più il tempo.

Al mondo della musica come dj mi sono avvicinata di più quando mi sono trasferita a Barcellona, lì ho capito che genere di musica dovevo suonare. La musica house, così come la techno, è una musica abbastanza emotiva, non avendo parole è relativa per chi l’ascolta, ognuno la percepisce in maniera diversa ed è per questo mi ha affascinato.

Quando sono tornata in Italia ho iniziato a fare le mie date, all’inizio organizzavo un evento qui a Cesena in cui, ormai 4 anni fa, ho fatto la prima data (diciamo che quando ho iniziato a Cesena ero una delle prime realtà di musica elettronica), poi mi sono fatta conoscere e ho iniziato a suonare un po’ per tutta Italia e l’anno scorso ho fatto anche una data a Londra.

Il mio genere deriva dall’house music, poi dipende da che festa è, un after party o una serata più da club; io più che altro sto sulla microhouse, house moderna, french house.

Com’è cambiata Annika dalla sua prima data, 4 anni fa, ad oggi?

Sicuramente ho avuto un’evoluzione a livello di ricerca musicale. Poi ho iniziato a suonare con i vinili, quindi una ricerca ancora più profonda, mi sono avvicinata a quella che chiamo, tra virgolette, musica underground, musica di nicchia che ha le sue varie nicchie sparse nelle grandi città.

Quando ho iniziato la mia musica era più vicina alla techno, un po’ più secca, forse perché era un periodo della mia vita in cui ero molto molto attiva. Piano piano, grazie anche ad una crescita personale interiore, mi sono avvicinata al mondo spirituale e da lì la mia musica ha assunto questa sfumatura più profonda ed emotiva, sempre ricercata ma magari con dei groove più mentali, ecco.

Parliamo delle tue passioni: quando Annika non suona, chi è e cosa fa?

Quando non suono io sono infermiera; ho studiato tutta la medicina occidentale all’università, una volta laureata mi sono trasferita a Barcellona ed è lì che ho iniziato a studiare ed appassionarmi alle materie spirituali, alla medicina orientale. È per questo che ho iniziato a suonare le campane tibetane, perché secondo me la musica non è solo lo strumento di comunicazione più grande che possiedo, ma è anche uno strumento di potenziale guarigione; le materie spirituali infatti insegnano che tutto è fatto di energia, tutto è vibrazione, tutto è suono, addirittura si dice che l’universo si sia formato dal suono originario, l’om.

Adesso ho un progetto parallelo con un mio grande amico, Gianpaolo. Si chiama Tetrarebis, e ci concentriamo su musica a determinate frequenze, perché proprio la medicina orientale insegna che se il nostro corpo percepisce determinate frequenze può riarmonizzarsi a livello energetico.

Amore Festival: come ti sei avvicinata e come ti senti?  

Io avevo già suonato a Roma per un collettivo di ragazze che si chiama She Made, praticamente organizzano eventi con solo dj donne!

È stato lì che probabilmente gli organizzatori di Amore mi hanno notata e mi hanno poi contattata, forse proprio perché io nella mia musica ci metto molto della mia materia spirituale, ecco.

Roma possiede un panorama elettronico moderno e all’avanguardia, ci sono tante realtà valide anche più ricercate. Forse Amore Festival non è proprio ciò che mi rappresenta nella mia totalità di artista, perché comunque ci saranno dj internazionali, un ampio pubblico e diciamo che io invece almeno fino ad ora mi considero una dj più da club, ma sarà sicuramente un’occasione dalla quale imparerò tanto.

Chiaramente la mia parte ansiogena si sta facendo sentire, perché non sono abituata ad un pubblico da festival, soprattutto perché Amore Festival è forse una delle realtà più conosciute in Italia. Sono molto emozionata per questo evento e sento di meritarmelo in un certo senso, perché ho fatto un bel po’ di gavetta per arrivare a questo punto.

Un po’ di gossip: ho visto che Dj Slait (dj della Machete Crew, per intenderci) ti spinge sui social, com’è nata questa amicizia?

Come ho detto prima ballavo hip hop da più piccola e in generale ho sempre seguito il rap e l’hip hop. Conosco Slait da circa sei anni, all’incirca da quando facevo anche parte di “Hot Beat”, un evento hip hop che andava molto forte nel cesenate. Frequentavo spesso la scena hip hop del milanese, ed è lì ho fatto amicizia con tutti i ragazzi della Machete, che stimo molto non solo come artisti ma anche come persone. Con Slait in particolare è rimasta una grande amicizia, ad esempio quando sono a Milano lui mi invita in studio da lui e facciamo due chiacchiere sul nostro percorso musicale, a volte abbiamo anche provato ad abbozzare qualche traccia insieme. Anche lui è molto appassionato alla musica elettronica, per questo si interessa molto alle cose che faccio.

Ultima domanda. L’anno scorso avevo un format in radio in cui, con la mia co-speaker, sceglievamo un argomento e delle canzoni ad esse associate. Ti chiedo quindi una canzone per il post-sbornia e una mentre fai la spesa, e poi l’animale che più ti rappresenta.

Forse più che canzone direi un genere, in post-sbornia personalmente ascolterei della musica ambient, che te la faccia un attimo scendere e rilassare. Come artista direi John Hopkins, una sorta di ambient-rock.

A far la spesa direi boogie boogie, tipo Elvis per intenderci, musica che ti dà un po’ il ritmo.

Per quanto riguarda gli animali mi viene in mente il canguro; a volte io suono house breakkata e mi dà un senso di movimento quindi penso che il canguro rappresenti a pieno questo groove.

 

Noi salutiamo Annika e le facciamo un grande in bocca al lupo!

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