AlmaFest 2017: concerto dei Landlord in una location diversa dal solito, piazza Amendola.
Nonostante il Magnifico Rettore quest’anno non abbia potuto partecipare alla serata, quest’ultima si è svolta nel migliore dei modi dopo l’intervento del professor Margara. Qui di seguito l’intervista alla band della serata: i Landlord.

INTERVISTA:
  • Uniradio: Com’è andato questo soundcheck?
  • Francesca dei Landlord: È andato molto bene direi, c’era già molta gente anche se non abbiamo svelato tutto. La parte migliore verrà dopo.
  • U.: Avete già scaldato l’atmosfera allora, anche perché siete romagnoli anche voi, di Rimini giusto?
  • Francesca: In realtà è la prima volta che veniamo a Cesena come Landlord e farlo in questa serata ci fa molto piacere.
  • U.: Per noi di UniRadio Cesena è molto importante questa data, quindi siamo felici di avervi qui. Come prima cosa raccontateci delle vostre radici: come vi siete trovati e come siete diventati i Landlord?
  • Francesca: Landlord è un progetto che nasce nel 2012.
  • Gianluca: È nato con la voglia di cambiare un po’ le carte in tavola. Io e Luca già suonavamo insieme, ed avevamo voglia di farlo con una voce femminile e un pianoforte, così è arrivata Francesca. Abbiamo cercato un batterista ed è arrivato Lorenzo per puro caso, e da quel momento la formazione è nata e non si è più divisa.
  • U.: Squadra che vince non si cambia d’altronde, poi c’è stato anche il Talent Show che vi ha lanciato che è sicuramente argomento centrale di ogni vostra intervista. Diteci un pro e un contro alla partecipazione ad X Factor
  • Francesca: Il pro è che abbiamo capito cosa significhi lavorare nel mondo dello spettacolo e abbiamo avuto il vantaggio di imparare in 2 mesi ciò che normalmente sui palchi si impara in almeno 2 anni probabilmente. Il contro è che il talent è sempre un’arma a doppio taglio: infatti finché ne fai parte vivi un sogno che non è reale. I palchi alla fine sono questi, quelli lo sono per le grandi pop star come Ariana Grande. Noi abbiamo imparato ciò che ci occorreva per il nostro progetto, però adesso andiamo avanti con la nostra musica.
  • U.: Vi ha fatto maturare molto come gruppo e vi ha aggiunto qualcosa musicalmente?
  • Francesca: Musicalmente direi di no, forse. Ci è servito più a livello personale: abbiamo imparato un metodo di lavoro, come essere pronti per la prima canzone durante un concerto, perché lì hai solo due minuti e non hai il tempo di scaldarti. Abbiamo lavorato tanto, anche ad orari improponibili e a ritmi serrati. Questo sicuramente lo portiamo nel nostro bagaglio.
  • U.: Secondo voi con la nuova giuria di quest’anno come sareste andati? Meglio o peggio?
  • Francesca: Beh noi puntiamo su Levante che oltretutto è anche una nostra compagna di etichetta. Io sono una sua fan e tra l’altro abbiamo anche avuto l’onore di aprire uno dei suoi live poco tempo fa e credo sia strano che un artista come Levante sia sul palco di X Factor.
  • U.: Strano in che senso?
  • Francesca: Strano nel senso che lei arriva da un mondo un po’ più diverso, più alternativo e forse quest’apertura tra i due mondi è positiva.
  • U.: Può portare qualcosa anche al pubblico dei talent che magari è un po’ diverso da quello canonico di Levante?
  • Francesca: Penso di sì. Penso che possa dare tanto, visto anche il suo atteggiamento diverso dal solito, ad esempio chiama le concorrenti artiste.
  • U.: A proposito di Levante di cui sei fan, o di artisti in generale, ce n’è uno che vi ha particolarmente ispirato e che quindi ha caratterizzato il vostro modo di fare musica nel tempo?
  • Francesca: Ognuno di noi potrebbe dirne uno, ma quelli che ci tengono uniti sono sicuramente i Bon Iver.
  • U.: Un nome molto importante insomma. Riguardo ai generi, siete molto affini in quest’ambito?
  • Lorenzo: In questo momento siamo tutti sulla stessa linea, ma all’inizio ognuno aveva le sue influenze che poi si sono amalgamate.
  • U.: Hanno influito in modo particolare le vostre differenze?
  • Francesca: all’inizio sì, come diceva lui nello scrivere i pezzi e comunque il primo disco è nato facendo jam. Adesso siamo tutti sulla stessa strada, nonostante ognuno ascolti ciò che preferisce, che è comunque lo stesso importante perché porta delle novità al resto del gruppo.
  • U.: Ho letto una vostra intervista su un quotidiano online in cui commentavano il vostro nuovo EP, Side, giudicandolo poco passionale. Voi vi ritrovate in questo giudizio?
  • Francesca: Qual è questa rivista online che me la sono persa? Per noi in quell’album c’è l’inizio della nostra storia, perciò è difficile giudicarla poco passionale. Comunque è il primo album e ne faremo di migliori. Il primo album è come il primo figlio.
  • U.: Anche perché immagino che il lavoro che c’è dietro sia impegnativo. Un aneddoto che vi caratterizza come gruppo?
  • Francesca: Visto che siamo in Romagna ho esordito con una bellissima poesia sui passatelli che non ripeterò.

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